Walter Benjamin

«Aura e choc»


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Che cos’è, propriamente, l’aura? Un singolare intreccio di spazio e di tempo: l’apparizione unica di una lontananza, per quanto questa possa essere vicina. Seguire placidamente, in un pomeriggio d’estate, una catena di monti all’orizzonte oppure un ramo che getta la sua ombra su colui che si riposa – ciò significa respirare l’aura di quelle montagne, di quel ramo. Sulla base di questa descrizione è facile comprendere il condizionamento sociale dell’attuale decadenza dell’aura. Essa si fonda su due circostanze, entrambe connesse con la crescente importanza delle masse e la crescente intensità dei loro movimenti. E cioè: «portarsi piú vicino» le cose è per le masse attuali un’esigenza vivissima, quanto la tendenza al superamento dell’unicità di qualunque dato mediante la ricezione della sua riproduzione.
Giorno per giorno si fa valere in modo sempre piú incontestabile l’esigenza di impossessarsi dell’oggetto, da una distanza il piú possibile ravvicinata, nell’immagine, o meglio nella copia, nella riproduzione. Ed è inequivocabile che la riproduzione, quale viene proposta dalle riviste illustrate e dai cinegiornali di attualità, si distingue dal quadro. L’unicità e la durata sono intimamente intrecciate in quest’ultimo, quanto la fugacità e la ripetibilità nei primi. La liberazione dell’oggetto dalla sua guaina, la distruzione dell’aura sono il contrassegno di una percezione la cui «sensibilità per ciò che nel mondo è dello stesso genere» è cresciuta a un punto tale che essa, attraverso la riproduzione, reperisce l’uguaglianza di genere anche in ciò che è unico. Cosí, nell’ambito dell’intuizione si annuncia ciò che nell’ambito della teoria si manifesta come un incremento dell’importanza della statistica. L’adeguamento della realtà alle masse e delle masse alla realtà è un processo di portata illimitata sia per il pensiero sia per l’intuizione.

Walter Benjamin, L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica, in Aura e choc – Saggi sulla teoria dei media

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C’era una volta l’Aura, l’unicità e l’incanto. Adesso c’è invece lo Choc, l’urto, l’impressione. «Aura» e «choc» sono le categorie con cui Benjamin legge profeticamente il Novecento, proprio come «ingenuo» e «sentimentale» erano le categorie con cui Schiller anticipava l’Ottocento. Per la cura preziosa di Andrea Pinotti e Antonio Somaini esce da Einaudi il volume Aura e choc, dove si raccolgono i saggi di Benjamin sulla teoria dei media. […] La fortuna di Benjamin è postuma. Oggi spira intorno al suo nome la giusta aura. Questa eccellente edizione conferma il culto di Benjamin. […] Perché Benjamin è entrato nel nostro orecchio e nel nostro occhio e si è fatto sguardo e ascolto. Ha educato la nostra attenzione alla visione, alla percezione sensibile e all’esperienza dell’opera d’arte come a una resurrezione povera, ma pur sempre una resurrezione.

Nadia Fusini, Repubblica

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Aura e choc raccoglie in un unico volume i principali studi dedicati da Walter Benjamin al complesso ambito della teoria dei media. Si tratta in parte di testi già noti, che, come fa notare Nadia Fusini nella sua recensione su Repubblica, «ai nostri occhi si rinnovano, proprio perché grazie alla nuova cornice e al corredo dei testi minori si accentua il pensiero dominante del grande scrittore che è Walter Benjamin».
Ad aprire la raccolta, curata da Antonio Somaini e Andrea Pinotti (rispettivamente docente di Cinema e arti visive all’Università di Genova e docente di Estetica all’Università di Milano), il celebre saggio L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica, qui presentato nella prima versione dattiloscritta e corredato da un’ampia appendice. In questo saggio, che può leggersi come punto di partenza e chiave interpretativa della sua teoria dei media, Benjamin fa interagire per la prima volta le categorie che perimetrano la presente raccolta: pur essendo già apparse in altri scritti a partire dagli anni ’10, le nozioni di «aura», «choc» e «medium» diventano qui i vertici di un sistema concettuale e argomentativo che, come scrivono i curatori, «è insieme sintetico e programmatico». In questo saggio Benjamin riflette sulle diverse forme di pratiche artistiche, tecniche e comunicative, ed enuncia argomentazioni che svilupperà nelle trattazioni dedicate alle singole forme artistiche raccolte nelle sezioni successive di questo volume, tutte sapientemente introdotte dai curatori: la fotografia e il cinema, la radio e il telefono, il libro e il giornale, ma anche le forme espressive della lingua, della linea e del colore, strumenti ottici come la camera obscura e la lanterna magica, i sistemi di illuminazione urbana e l'architettura di vetro, per arrivare infine agli stati di alterazione percettiva indotti dal sogno e dall'hashish.
Nell’insieme di questi media Benjamin individua un sistema capace di trasformare storicamente l'esperienza sensibile, e di «allenare» l’individuo moderno agli choc cui lo costringe la modernità.

«Se le impressioni visive dell’uomo non siano determinate solo da costanti naturali, ma anche da variabili storiche: questa è una delle domande più all’avanguardia della ricerca partendo dalla quale ogni centimetro di risposta è difficile da conquistare», scriveva Benjamin nel 1939.
I testi qui raccolti, scrivono oggi Pinotti e Somaini nell’introduzione a Aura e choc, «intendono presentare al lettore i diversi centimetri di risposta conquistati da Benjamin sul terreno di questa domanda che è tuttora, negli studi contemporanei sui media, all’avanguardia della ricerca».

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Sommario dell’opera

Introduzione generale

– I. L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica
Prima stesura dattiloscritta (1935-36)
Appendici

– II. Colore, pittura, grafica
L’arcobaleno. Dialogo sulla fantasia
Pittura e grafica
Sulla pittura ovvero Zeichen e Mal
Scienza dell’arte rigorosa
Dipinti cinesi alla Bibliothèque Nationale
Una lettera di Walter Benjamin su Lo sguardo di Georges Salles

– III. Lingua, letteratura, stampa
Il compito del traduttore
Dottrina della similitudine
L’autore come produttore
Su alcuni motivi in Baudelaire

– IV. Fotografia e cinema
Novità sui fiori
Piccola storia della fotografia
Lettera da Parigi. Pittura e fotografia
Sulla situazione dell’arte cinematografica in Russia
Replica a Oscar A. H. Schmitz
Chaplin: sguardo retrospettivo

– V. Teatro e radio
Che cos’è il teatro epico?
Riflessioni sulla radio
Teatro e radio. Due generi di popolarità

– VI. Sogno e hashish
Kitsch onirico
Il Surrealismo - L’ultima istantanea sugli intellettuali europei
Hashish a Marsiglia

– VII. Architettura e città
Scavare e ricordare
Esperienza e povertà
Kaiserpanorama
Parigi, la capitale del xix secolo

– VIII. Immagine, montaggio, storia
Scelta di frammenti da I «passages» di Parigi

 
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