Come ogni anno, la rivista Time ha pubblicato la classifica delle 100 persone più influenti del pianeta. Artisti, attivisti, politici, ricercatori, imprenditori. Individui che con le proprie idee «generano dialogo e dissenso, e qualche volta persino rivoluzioni». E per il 2011, insieme a Wael Ghonim, Julian Assange, i coniugi Obama e Angela Merkel, Mark Zuckerberg e Joseph Stiglitz, c’è anche Jonathan Franzen. La sua presenza era stata in qualche modo già anticipata dalla copertina con cui la stessa rivista, nell’agosto del 2010, lo aveva eletto Great American Novelist.
«Penso che la ragione per cui i libri di Jonathan Franzen toccano nel profondo, – scrive Michael Lewis, – è che ricordano ai lettori che le loro vite possono essere raccontate con uno sguardo molto inconsueto, diverso da quello di tutti gli altri scrittori. Questi libri risvegliano in loro la consapevolezza della propria vulnerabilità. Ed è una consapevolezza sconvolgente. Possono esserne grati o infastiditi, ma certo non possono ignorarla». E continua: «L’influenza di Franzen non è quella di un leader politico o di un grande chef o di un giornalista talentuoso. È più simile all’effetto di un disastro naturale, di un incidente aereo, o di un virus per il quale gli scienziati non riescono a trovare una cura. Non sai mai quando Jonathan Franzen colpirà, ma è certo che quando lo fa è difficile restare immuni».
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Nell'immagine, Jonathan Franzen al TIME 100 Gala.
Photo Courtesy of David Shankbone