Taiye Selasi

«La bellezza delle cose fragili»


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Adesso fissa le cose che brillano, catturato da tanta bellezza, e sa quello che già sapeva tanti inverni fa: quando ci si trova davanti a qualcosa di fragile e perfetto in un mondo che è brutto, terribile e crudele, conviene non dare nomi. Meglio fingere che la cosa non esista.
E una seconda fitta ora, perché la perfezione esiste, si ostina a esistere nelle cose piú vulnerabili, incurante del fatto che Kweku si rifiuti – un rifiuto ammirevole per la logica che lo motiva – di accoglierla nel suo cuore e nella sua mente. Perché la logica inclemente, la disgrazia di chi è dotato di lucidità, gira e rigira, lo spingono sempre a sbattere la testa contro lo stesso muro: (a) la futilità della visione, a fronte della fatalità della bellezza, soprattutto della bellezza insita nelle cose fragili e in un posto come quello, dove una madre ancora sporca di sangue è costretta a seppellire il figlio appena nato, sciacquarsi con un tubo di gomma per poi tornare a casa a schiacciare patate dolci; (b) la persistenza della bellezza, proprio nelle cose piú fragili: una goccia di rugiada all’alba, una cosa destinata a finire nel giro di qualche istante, in un giardino, in Ghana, il Ghana, terra rigogliosa, morbida, verde, dove le cose fragili muoiono.

Taiye Selasi, La bellezza delle cose fragili

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Per una volta, il trambusto che precede l’uscita di certi libri è pienamente meritato. Selasi ha un occhio perfetto per i dettagli. La sua scrittura riesce a trasportare sulla pagina, con una voce indimenticabile, tutto il peso della sofferenza dell’infanzia. Fatevi scappare La bellezza delle cose fragili e vi perderete uno dei migliori nuovi romanzi della stagione.
The Economist

Potente... una trama lavorata con finezza che intreccia senza soluzione di continuità passato e presente. Un esordio commovente.
Booklist

Una prosa suggestiva... Splendido.
Publishers Weekly

Taiye Selasi è una giovane scrittrice dal talento impressionante e dalla straordinaria sensibilità. La bellezza delle cose fragili sembra contenere il mondo intero, e io non lo dimenticherò mai.
Elizabeth Gilbert, autrice di «Mangia, prega, ama»

La bellezza delle cose fragili è una storia commovente delle avventure di una famiglia e un’esplorazione estatica della vita interiore dei suoi membri. Con la sua prosa acuminata e una tecnica impeccabile, Selasi va oltre al rinnovamento della nostra idea di romanzo africano: reinventa la nostra idea di romanzo, punto.
Teju Cole, autore di «Città aperta»

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È scrittrice e fotografa, è nata a Londra ma è cresciuta in Massachusetts, da padre ghanese e madre nigeriana. L’etichetta più usata per raccontare Taiye Selasi l’ha coniata lei stessa – Afropolitan – e subito la stampa anglofona l’ha presa in prestito per condensarvi il ritratto di una generazione di africani giovani, colti, creativi, cresciuti in Europa o negli Stati Uniti. Una generazione di «cittadini del mondo», che sentono come propria tanto l’eredità culturale dell’Africa, quanto quella dell’Occidente (africani del mondo, li ha definiti Selasi).
Per questa fortunata intuizione linguistica, forse anche per la sua bellezza, Taiye è diventata un «personaggio» ancora prima che il suo romanzo arrivasse in libreria, preceduto da parole ammirate di colleghi (e maestri) illustri, da Teju Cole a Salman Rushdie al premio Nobel Toni Morrison.
Ma chi, con scetticismo, temeva un caso «gonfiato» ad arte dall’editore, ha dovuto ricredersi: Taiye Selasi è una rivelazione vera. E alle voci dei suoi primi sostenitori se ne sono aggiunte molte altre, che hanno celebrato il suo ingresso nella cerchia delle nuove promesse della letteratura contemporanea.

Anche la rivista «Granta», su cui aveva esordito nel 2011 con il racconto non-fiction The Sex Lives of African Girls, l’ha inserita tra i Best of Young British Novelists, la prestigiosa lista stilata ogni dieci anni, che vede il suo nome brillare accanto ad altri già noti, come Zadie Smith.

In questo romanzo stupefacente – dove la morte di un padre diventa, per una famiglia nella quale ogni legame sembra polverizzato, l’occasione di un nuovo inizio –  Selasi ci offre un affresco vivido sul mondo globalizzato in cui viviamo, e insieme ci conduce nella vita interiore dei suoi protagonisti, divisi tra dolore e nostalgia, rancori e speranza, persuasi che l’unico modo per andare avanti sia quello di non guardarsi mai alle spalle. Il chirurgo Kweku, sua moglie Fola, il loro figlio maggiore Olu, i gemelli Taiwo e Kehinde, l’inquieta Sadie, vivono nelle pagine di questo romanzo attraverso immagini ipnotiche e vibranti, piene di grazia e di poesia.
Difficile resistere al fascino di Taiye Selasi e dei suoi personaggi fragili e bellissimi: siate pronti a lasciarvi conquistare, e a fare il vostro ingresso nel coro di entusiasti.

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Appuntamenti:

Festivaletteratura di Mantova: sabato 7 settembre alle ore 21, Taiye Selasi presenterà La bellezza delle cose fragili insieme a Marino Sinibaldi, nell’incontro Per una letteratura afropolitan; domenica 8 settembre alle ore 9 parteciperà all'incontro Le pagine della cultura insieme a Piero Zardo.

Roma: lunedì 9 settembre alle ore 18, incontro con Taiye Selasi presso la Casa delle Letterature (Piazza dell'Orologio 3). Intervengono Chiara Barzini e Michele De Mieri. Introduce Maria Ida Gaeta. Letture di Paola Pessot.

Torino: martedì 10 settembre alle ore 21, incontro con Taiye Selasi presso il Circolo dei Lettori (Via Bogino 9). Interviene Andrea Canobbio.

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Il sito di Taiye Selasi

Taiye Selasi è anche su Twitter

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Taiye Selasi è stata ospite di Concita De Gregorio su Rai 3, nella puntata di Pane Quotidiano di martedì 15 ottobre
Il video dell'intervista:

 

Il libro


La bellezza delle cose fragili - copertina

Taiye Selasi


La bellezza delle cose fragili


2013
Supercoralli
pp. 344
€ 19,00
ISBN 9788806208028

Traduzione di Federica Aceto

Questa è la storia di una famiglia.
La storia dei modi semplici e devastanti in cui una famiglia può dividersi.
La storia dei modi, ogni volta unici e miracolosi, in cui una famiglia può riunirsi.
Tra il Ghana e gli Stati Uniti, tra Londra e la Nigeria, la famiglia Sai percorrerà ogni strada per tornare insieme. Anche i sentieri piú tortuosi: quelli interiori.

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«Selasi va oltre al rinnovamento della nostra idea di romanzo africano: reinventa la nostra idea di romanzo, punto».

Teju Cole, autore di Città aperta

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