Rosario Bentivegna

«Senza fare di necessità virtù»


Condividi

Un milione e ottocentocinquantamila lire: questa era la taglia che sessantasei anni fa pendeva sulla testa di Paolo. Eppure i nazifascisti non seppero mai chi si nascondeva dietro quello pseudonimo, nessuno – nonostante le torture – rivelò l’identità di quel «legittimo combattente» che aveva partecipato con successo a tante azioni dei GAP romani.
Paolo – oggi lo sappiamo – era Rosario Bentivegna, e Senza fare di necessità virtù è la storia della sua vita. «Risvegliando alla memoria il passato mescolatosi negli anni in maniera magmatica con il presente», uno dei maggiori protagonisti della Resistenza italiana ripercorre novant’anni della nostra Storia, sgomberando il racconto da equivoci e illazioni – ma evitando anche qualsiasi retorica o vanteria («non credo negli “eroi” o nei “capi”, ma negli uomini che al momento giusto e nel posto giusto sappiano trovare l’indicazione della giusta via, costi quel che costi»).

Dalla scelta antifascista al ruolo di comandante partigiano sui Monti Prenestini, dalla militanza nel PCI ai viaggi nell’Unione Sovietica, dalla decisione di abbandonare il partito all’«impegno militante», alla professione medica, il racconto di Bentivegna ha il suo cuore nell’attacco di via Rasella, in cui morirono 32 soldati tedeschi: fu quella l'azione che scatenò l'eccidio delle Fosse Ardeatine, la più feroce rappresaglia nazifascista che il nostro Paese ricordi. Il 23 marzo del 1944 è la data-cardine di un brano di Storia italiana ancora oscurato da omissioni e menzogne.

Nel corso della mia vita non mi sono mai pentito di aver partecipato a quell’azione di guerra, anzi l’ho sempre rivendicata con orgoglio. Centinaia di giornali, di manifesti, di oratori nei comizi ci hanno fatto oggetto di una campagna di calunnie, di diffamazione, di menzogne. Ho ricevuto lettere anonime di fascisti (e non) con insulti, volgarità, con grottesche ma violente minacce di morte, o telefonate di gente che non dichiara mai la propria identità.

[…]

Recentemente qualcuno ha fatto notare che in via Rasella non c’è alcuna targa commemorativa di un fatto cosí importante nella storia moderna di Roma: una lastra, un’insegna o qualcosa che ricordi che cosa accadde il 23 marzo 1944 nella Roma occupata dai nazisti. Poco male.
Le giovani generazioni non hanno piú molto interesse per queste vicende e in qualche modo credo sia giusto cosí. Hanno la loro vita e il loro tempo davanti e non possono rimanere ancorati a vecchi miti o leggende retoriche di marca reducistica, destinati a scomparire.
Resta il fatto, però: che io a via Rasella ci sono stato perché ci volevo stare, ci sono sempre rimasto e ci sto ancora.

Insieme alla giovane studiosa Michela Ponzani, attraverso i documenti inediti tratti dal suo archivio personale (oggi conservati presso l’Archivio del Senato della Repubblica), Rosario Bentivegna mescola il ricordo diretto e una accuratissima ricostruzione storica, dando forma a un libro di memorie capace, come raramente accade, di far luce sul presente.
La storia affascinante di una vita all’insegna della lotta per la libertà e la democrazia.

Il libro


Senza fare di necessità virtù - copertina

Rosario Bentivegna


Senza fare di necessità virtù


2011
Passaggi Einaudi
pp. 424
€ 20,00
ISBN 9788806206901

Contributi di Michela Ponzani

Le memorie di uno dei piú importanti protagonisti della Resistenza italiana: dalla scelta antifascista, alla guerra partigiana e all'azione di Via Rasella, fino all'impegno civile, nel dopoguerra, in nome degli ideali di libertà e democrazia.

SCHEDA LIBRO
ARCHIVIO