«A tutti coloro che si sono ricordati di non dimenticare».
Giorgio Boatti, Piazza Fontana
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Uscirà venerdì 30 marzo nelle sale italiane, diretto da Marco Tullio Giordana e interpretato da Valerio Mastandrea, Pierfrancesco Favino e Fabrizio Gifuni, Romanzo di una strage, il primo film sull’attentato di Piazza Fontana.
Come dichiarato nei titoli d’apertura, per la ricostruzione dei fatti che seguirono alla strage e delle relative indagini, Giordana si è liberamente ispirato al libro di Paolo Cucchiarelli, Il segreto di Piazza Fontana, edito da Ponte alle Grazie, di cui la sceneggiatura riprende alcune ipotesi, come quella della «doppia bomba».
A quarantatre anni dall’eccidio, parlarne significa ancora guardare a uno dei capitoli più controversi e dolorosi della nostra storia, il momento che ha segnato la nostra «perdita dell’innocenza» e che ha aperto la strada alla stagione terribile degli anni di piombo. Come era prevedibile (e auspicabile) l’anteprima del film di Giordana ha aperto una discussione molto accesa sulla stampa e in rete (basta una veloce ricerca su Google per farsi un’idea del dibattito).
Parlare di Piazza Fontana, è evidente, vuol dire parlare di una ferita ancora aperta, una vicenda su cui il conseguimento di una verità storica non ha coinciso con la proclamazione di una condanna giudiziaria. E dunque è su quella verità storica che è importante non gettare polvere, fa notare Mario Calabresi in un’intervista al Corriere della Sera: «Noi oggi, come ha detto il presidente Napolitano, sappiamo chi è stato, e perché. Conosciamo le responsabilità oggettive e morali. È pericoloso dare l'idea che non si sappia niente. Sappiamo quanto affermano le sentenze che, se non hanno più potuto condannare, nelle loro motivazioni hanno chiarito le responsabilità».
Quarant’anni dopo la strage, quattro anni dopo le ultime sentenze, Giorgio Boatti ha aggiornato la sua accurata e documentatissima ricostruzione, pubblicata originariamente nei primi anni Novanta: Piazza Fontana, 12 dicembre 1969: il giorno dell’innocenza perduta è ancora uno dei libri più appassionati e più rigorosi su quello che è stato più volte definito «il nostro 11 settembre», e che certamente, come ha rilevato Boatti, ha rappresentato il primo atto di una vera e propria guerra contro la democrazia. Indagine giudiziaria e ricerca storica, Piazza Fontana ripercorre tutte le fasi della vicenda, dalle prime accuse all'anarchico Pietro Valpreda alla misteriosa morte di Giuseppe Pinelli, ai collegamenti tra la cellula neonazista padovana di Freda e Ventura e gli strateghi sponsorizzati dall'intelligence statunitense, alle miserabili faide tra gli stati maggiori dell'Esercito e della Difesa, fino ai contrastati passi dell'indagine che, dopo aver fatto degli anarchici il capro espiatorio, imbocca la pista nera, sfociando a Catanzaro nel primo di molti processi, dove i volti di pietra del potere politico frappongono oblio e amnesie a un passato che li assedia.
«Un libro di storia, - così lo hanno definito i giudici milanesi in una sentenza del marzo 1999, - benché pragmatica e divulgativa, e ciò sia per il contenuto della trattazione, avendo a oggetto la narrazione di un evento passato, la strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969 e delle inchieste che lo hanno riguardato, sia per il metodo scientifico seguito, considerata la completezza di raccolta del materiale, l’autorevolezza delle fonti utilizzate, sia per lo stile di esposizione che appare composta e serena e non connotata da aspri toni polemici e da acrimonie personali».
Su doppiozero, Giorgio Boatti ha detto la sua sull’uscita del film di Giordana, aprendo un dibattito che continua in questi giorni sulla sua pagina Facebook.
Su YouTube, invece, trovate la conferenza stampa con Marco Tullio Giordana e il cast di Romanzo di una strage (Parte 1 - Parte 2).
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Giorgio Boatti![]() Piazza Fontana
2009
ET Saggi pp. XII - 422 € 14,50 ISBN 9788806201036
Venerdí 12 dicembre 1969: a Milano scoppia una bomba alla Banca Nazionale dell'Agricoltura. SCHEDA LIBRO
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