«La nostra generazione è alle corde in tutti i modi, ma se è vero che la storia la scrivono i vincitori, le arti in generale si occupano di vinti, allora anche la generazione alle porte è unica e insostituibile perchè ognuna sviluppa un proprio modo unico di amare, di tradire, di essere vili, di perdersi per strada, di avere inaspettati momenti di coraggio anche per se stessi».
Nicola Lagioia
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«Il mio romanzo è un tentativo di fare i conti con quello che più ci sta a cuore»: Nicola Lagioia si aggiudica l'81esima edizione del Premio Viareggio-Rèpaci per la narrativa con Riportando tutto a casa. La giuria, presieduta da Rosanna Bettarini, ha premiato l'autore barese da un terzetto di finalisti tutto Einaudi: in lizza per il Viareggio, infatti, anche Nicolai Lilin con Caduta libera e Laura Pariani con Milano è una selva oscura.
Il romanzo di Lagioia racconta la Bari degli anni Ottanta attraverso gli occhi e le esperienze di tre ragazzi «simbolo» delle diverse anime della città: «il titolo preso in prestito da Bob Dylan per me significava riappropriarsi di quelle che erano state le coordinate geografiche e cronologiche della mia adolescenza».
«Quando leggiamo un'opera letteraria, scopriamo che il mondo non è perfetto, ma che, al contrario, è fatto male, pieno di ingiustizie, di cose che non vanno. Di conseguenza cominciamo a diventare critici nei confronti di quanto ci circonda. La letteratura produce insoddisfazione, ma si tratta di un'insoddisfazione salutare, perchè prelude a un cambiamento»: prestigioso riconoscimento anche per Mario Vargas Llosa, che riceverà il Premio Internazionale Viareggio-Versilia 2010, assegnato ogni anno «a una personalità di fama mondiale che abbia speso la vita per la cultura, l'intesa tra i popoli, il progresso sociale e la pace».