Premio Campiello

Ernesto Ferrero tra i finalisti con «Disegnare il vento»


Condividi

«Dieci ore innanzi l’infelice era salito lassú, in quell’angolo di bosco remoto e tranquillo, che era un luogo a lui particolarmente caro, ove soleva sovente appartarsi per meditare indisturbato i suoi racconti fantastici». Le cause del tragico gesto erano ancora ignote.
Il cronista ha ricordato la vita ritiratissima che il novelliere conduceva, campando del frutto dei suoi racconti. Chi non ricordava di aver letto, con molto entusiasmo negli anni dell’adolescenza e con vivo compiacimento anche piú tardi, le straordinarie avventure di viaggio, i romanzeschi racconti di strane peripezie fantastiche in lontani paesi, che si divoravano in certi vistosi volumi dalle copertine sgargianti e dalle illustrazioni a tinte vivaci, sui quali era scritto, tra mille arabeschi, quel nome simpatico a tutti? Ebbene, di lui che tanto dilettava le menti giovanili avide del nuovo, dell’insolito e dello straordinario, di lui e della sua vita poco si sapeva. Tutti pronunciavano quel nome, ma nessuno si curava dell’uomo. Eppure, garantiva il cronista, la sua vita era stata delle piú avventurose.

Ernesto Ferrero, Disegnare il vento

 

 

Comincia dalla fine il romanzo di Ernesto Ferrero, da quel 25 aprile 1911 in cui Luigia Quirico, la lavandaia, si addentra nel bosco per fare legna e lì, subito dopo aver scorto una giacca piegata, cappello e bastone poggiati sull’erba con cura evidente, scopre il corpo di Emilio Salgari. Lo scrittore, si capisce in fretta, si è suicidato. E insieme allo stupore, appare chiara chiara una cosa: nessuno può ipotizzarne le ragioni del tragico gesto, perché nessuno conosce davvero la vittima.
Inizia così un viaggio nel passato, a ricostruire – come in una sorta di Citizen Kane – la vita del misterioso personaggio, attraverso ricordi e testimonianze. E, come nel film di Orson Welles, a parlare sono soprattutto le donne: la moglie Ida – che lui chiamava Aida in omaggio alla sua carriera da attrice, ma che attrice non è più da quando a minacciare la sua vita è comparso lo spettro della follia -, e Angiolina, figlia di un produttore di liquori, che fa di tutto per stargli accanto e apprendere da lui i segreti della scrittura. A queste voci femminili si aggiungono i figli, i vicini di casa, pochi amici, e ancora esploratori, medici, giornalisti, pittori. Sullo sfondo, l'Italia delle prime automobili e dei dirigibili, del cinema e dell’Esposizione Universale, lentamente avviata verso la modernità e il progresso tecnologico.

 

© ALE+ALE

 

Ferrero gioca a sovrapporre documenti reali e immaginati, per restituire un’identità, attraverso la narrazione, a un uomo che delle narrazioni aveva fatto il suo unico legame con il mondo. Costretto dalle circostanze a un isolamento prima di tutto geografico – poi esasperato fino alla clausura – incapace di farsi accogliere dalla società letteraria, Salgari trova rifugio nella letteratura, condannandosi a essere prigioniero della sua stessa fantasia.
Corsari, predoni, deserti, principesse, belve letali, scimitarre, velieri, acque agitate, giungle e traditori: gli eroi di Salgari sono eternamente giovani, spinti dall'irrequietezza e da un bruciante desiderio di vendetta ad esplorare paesaggi esotici e selvaggi, alla continua ricerca di una nuova impresa. Residente nello stesso caseggiato di Corso Casale che è stato l'ultima dimora di Salgari, Ernesto Ferrero esplora il nesso tra finzione e realtà, raccontando uno scrittore dall'immaginazione selvaggia che sosteneva di «aver veduto tutto, dall'Equatore ai mari polari» e che, inventando mondi lussureggianti per i suoi personaggi, sognava, in fondo, di scacciare la solitudine e di arrivare, finalmente, altrove.

***

Con Disegnare il vento Ernesto Ferrero è tra i cinque finalisti del Premio Campiello 2011, selezionati dalla Giuria dei Letterati presieduta quest'anno da Roberto Cecchi. Disegnare il Vento è stato il libro più votato, seguito da L'ultima sposa di Palmira di Giuseppe Lupo (Marsilio), Se tu fossi qui di Maria Pia Ammirati (Cairo Editore), Di Fama e di sventura di Federica Manzon (Mondadori) e Non tutti i bastardi sono di Vienna di Andrea Molesini (Sellerio Editore).
Il vincitore del Campiello sarà decretato dalla Giuria dei Trecento lettori e proclamato sabato 3 settembre.

 

 


Il libro


Disegnare il vento - copertina

Ernesto Ferrero


Disegnare il vento


2011
Supercoralli
pp. 188
€ 19,50
ISBN 9788806207281

Un romanzo che esplora il margine tra realtà quotidiana e immaginazione, tra vita e scrittura, tra quello che siamo e quello che vorremmo essere.
Le molte vite di Emilio Salgari diventano lo specchio di un'epoca che cerca se stessa sognando l'altrove.

SCHEDA LIBRO
ARCHIVIO