Sembra una contraddizione, ma comico e tragico sono la stessa faccia di qualunque problema umano: tutto quello che fa ridere è anche tragico. […] Il comico è furbo, ma molto ignorante. Spesso usa come arma i dialetti. Sempre povero e avido. Sempre vigliacco. Trema in ogni situazione di pericolo, ma è sempre più intelligente dello stupido eroe che non ha paura di morire. È per necessità servile di fronte ai potenti: Fantozzi ne è il principale rappresentante. È sempre sfortunato e esorcizza la paura di chi non è competitivo di essere isolati in quella malattia. I potenti che cadono scendendo le scale rallegrano tutti i sudditi: «Ecco, può capitare anche a loro!».
Paolo Villaggio
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Esordì in televisione nel 1968 e due anni dopo in libreria, fino ad approdare al cinema nel 1975: da allora Ugo Fantozzi, personaggio nato dal talento comico di Paolo Villaggio (e diventato il suo alter ego), è il travet più famoso d’Italia, interprete di una comicità amatissima dal pubblico e più volte sottovalutata dalla critica, che si ostinava a riconoscerle «solo» la capacità di rispecchiare una certa realtà italiana.
Parte proprio da qui, da questa percezione diffusa del personaggio di Fantozzi, l’articolo che Alessandro Baricco ha dedicato a Fantozzi totale nella sua rubrica sulle migliori cinquanta letture dell’ultimo decennio.
«Non è il caso di esagerare, ma Fantozzi era geniale, poche storie. Spesso l'ho visto disinnescato da una lode che, per me, suona come un perfido calcio in culo: dicevano che era lo specchio esatto di una certa Italia», scrive Baricco.
E prosegue: «Fantozzi rispecchia una certa realtà italiana, ma soprattutto la deforma alla grande, la ridisegna con genio surrealista, e sostanzialmente la restituisce inservibile, quindi preziosissima: una visione. Lo fa con una tecnica che adesso sembra banale, tanto è penetrata nel senso dell’umorismo degli italiani, ma che non c’era prima di Paolo Villaggio. O quanto meno nessuno l’aveva portata a simili vette di cura e virtuosismo. Villaggio usava una sintassi povera, frasi essenziali, e un aplomb inglese che Chesterton si sognava. Dunque il punto di partenza era di una semplicità assoluta, una prosa liscia come la faccia di Buster Keaton. In quel tessuto, di per sé povero, lui faceva esplodere mine pazzesche che in tempi rapidissimi trasformavano tutto in iperbole, e in visione. Era una continua, fulminea, giubilatoria vendetta contro la realtà. Il gioco era mandarla in mona convocando, al suo posto, il surreale, un’operazione che Villaggio poteva fare a velocità sbalorditiva. Alle volte gli bastava un nome. Pier Ugo Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare. Fatto. Dott. ing. grand. uff. lup. man. Lorenzo Folchignoni. Fatto. Duca Pier Carlo ingegner Semenzara. Fatto. Ma in fondo anche sua moglie: Pina. Fatto. Non sono nomi, sono orologi di Dalì (fatte le debite proporzioni).»
La grandezza di Paolo Villaggio nel raccontare Fantozzi, dunque, è per Baricco soprattutto linguistica: «Usava la lingua italiana come se fosse fatta di gomma, portandola ad acrobazie lessicali che poi avremmo ripetuto anche noi, mille volte».
E conclude: «Se un bambino mi arrivasse con Fantozzi in mano (il libro, dico) e mi chiedesse dritto dritto cosa racconta, io saprei la risposta. La tristezza, direi. Ma facendoti piangere dal ridere, aggiungerei forse».
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Qui, una videointervista in cui Villaggio racconta il suo esordio a teatro, incoraggiato dall’amico Fabrizio De Andrè, e una serie di clip tratte dal DVD Villaggio (Stile Libero Video, 2009).
Qui, una raccolta di dichiarazioni rilasciate da Villaggio a giornali, radio e tv, a cura di Stefania Parmeggiani.
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Paolo Villaggio![]() Fantozzi totale
2010
Stile libero Big pp. VI - 364 € 18,50 ISBN 9788806202354
Mutande ascellari, faccia servile e baschetto di ordinanza, il ragionier Ugo Fantozzi è un pezzo della nostra storia: immortale come un cartone animato, angelico come un'idea platonica. La maschera creata da uno scrittore che ha cambiato la storia del costume e della comicità.
Questo libro riunisce finalmente le sue avventure tragiche, iperboliche e paradossali. SCHEDA LIBRO
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