Ci siamo fermati in un cortile, a cento metri dai nostri morti.
Poi insieme a Nosov, Mosca, Scarpa e il resto del gruppo siamo penetrati nella casa. Quando abbiamo smesso di sparare, improvvisamente è caduto il silenzio: li avevamo fatti fuori tutti.
Io mi sentivo male, avevo la testa che stava esplodendo, poi ho capito cosa dovevo fare: liberare il posto destinato al mio riposo. Sono passato fra il tavolo e il divano e ho afferrato per le gambe i due cadaveri seduti. Ho tirato fino a quando non sono precipitati giù, sul pavimento, producendo un suono secco, come di legno contro legno.
Il piacere di sdraiarsi su un divano vero era enorme. Sapevo di non poterci stare a lungo, ma almeno volevo che per qualche minuto il mio corpo ricordasse che sensazione si prova quando ci si distende su un letto comodo e morbido. Sulla punta delle dita ho sentito passare una leggera scossa, che poi si è trasmessa alla colonna vertebrale.
Ero distrutto, e volevo solamente dormire…
Ma mi sono accorto che non riuscivo a tenere gli occhi chiusi: continuavo a guardare i cadaveri che c’erano vicino alla finestra, proprio di fronte a me. Erano due arabi e un ceceno, armati bene, con due Kalashnikov e una mitragliatrice.
Nicolai Lilin, Caduta libera
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Il suo romanzo d'esordio, scritto direttamente in italiano, è diventato un caso editoriale - il primo a elogiare Educazione siberiana era stato lo scorso aprile Roberto Saviano sulle pagine di Repubblica e da allora del libro si è occupata più volte anche la televisione - e ha conquistato i lettori con più di 50.000 copie vendute finora in Italia e traduzioni in diciassette paesi. Nicolai Lilin firma ora un altro libro unico, Caduta libera, duro e vero come già Educazione siberiana. E lo fa raccontando in prima persona la sua esperienza di diciottenne in Cecenia nelle fila dell'esercito russo.
Costretto a combattere durante il servizio di leva obbligatorio, un destino che ha accomunato molti giovani soldati al tempo della seconda guerra cecena (1999-2006), Lilin viene arruolato in uno dei reparti più pericolosi, quello dei sabotatori, con il compito «di fare il cecchino: dovevo proteggere i miei compagni negli spostamenti, partecipare alle azioni come assaltatore e stanare e uccidere i cecchini nemici collaborando con gli altri reparti». Dal primo contatto con la morte - ai nuovi arrivati viene affidata la «raccolta», il recupero dei cadaveri dei compagni caduti in battaglia, per abituarli subito alla guerra - alle interminabili battaglie contro nemici indistinti chiamati genericamente «gli arabi», Lilin racconta la vita quotidiana di chi, per almeno due anni, è costretto a convivere ogni giorno con l'orrore e la crudeltà e con ordini operativi che intimano di «eliminare le unità umane del nemico». E racconta come gli uomini, guidati unicamente dall'istinto di sopravvivenza e uniti solo da una primitiva lealtà tra commilitoni, perdono la nozione di bene e male, giusto e sbagliato, fino a provare il piacere di uccidere, fino a dimenticare di essere uomini.
«Io voglio raccontare questa guerra in modo diverso, senza dare le colpe, senza dare le ragioni.» - ha dichiarato Lilin - «Racconto come si sente un giovane mentre partecipa alla guerra e si accorge di essere uno strumento stupido e senza nessun valore, un grezzo strumento che fa parte di un grande piano sporco e corrotto di qualcuno che ha un enorme potere e lo sfrutta indegnamente». Senza ideologie né filtri, Lilin scrive della guerra in Cecenia come nessuno aveva ancora fatto, trasformando quel conflitto nello specchio di tutte le guerre contemporanee, ipertecnologiche, disumane.
Sarà il premio Oscar Gabriele Salvatores a dirigere la trasposizone cinematografica di Educazione siberiana: la società di produzione Cattleya, già produttrice di successi come il film di Michele Placido e la serie televisiva tratti da Romanzo criminale, ha infatti acquistato i diritti cinematografici del libro. La sceneggiatura sarà affidata a Stefano Rulli e Sandro Petraglia (Romanzo criminale, La meglio gioventù) e si girerà in lingua inglese in territori limitrofi a quelli descritti nel romanzo.