Era dall’inizio della sua carriera, racconta Niccolò Ammaniti, che voleva pubblicare una raccolta di racconti. Ci riuscì nel 1996 con Fango, e oggi, con Il momento è delicato, realizza il suo desiderio per la seconda volta: sono passati quasi vent’anni, e nel frattempo Ammaniti è diventato uno dei nostri più grandi scrittori, amatissimo in Italia e acclamato all’estero.
Era il 1994 quando la casa editrice Ediesse pubblicò Branchie, che uscì poi per Einaudi nel 1997. Il protagonista, Marco Donati, precipita in un'India surreale che sembra partorita dalla fantasia di un Lewis Carroll postmoderno. Fantascienza, riferimenti pop, videogiochi, road movies, comicità e uno strepitoso talento visionario sono gli ingredienti di questo travolgente romanzo, che catturò subito l’attenzione della critica e di un’intera generazione di lettori, ed è ormai un vero e proprio cult.
Dopo Fango e Ti prendo e ti porto via, a sette anni dall’esordio, Ammaniti pubblica Io non ho paura: è il romanzo che gli regala il meritato successo nazionale, e che due anni dopo approderà sul grande schermo per la regia di Gabriele Salvatores, nel film omonimo candidato all’Oscar.
Una storia tesa, dal ritmo serratissimo, eppure struggente nel raccontare l’addio al magico mondo dell’infanzia. A dieci anni dalla prima pubblicazione, Einaudi ha proposto una nuova edizione di quello che è ormai un grande classico contemporaneo.
Nel 2007 arriva la consacrazione definitiva con il Premio Strega per Come Dio comanda, e nel 2009 esce Che la festa cominci. Ironico e dissacrante, impietoso ritratto dell'Italia di oggi nelle sue infinite piccolezze, il quinto romanzo di Ammaniti è una irresistibile commedia umana che ha avuto un grandioso successo internazionale: ancora prima della sua pubblicazione in Italia, i diritti erano stati venduti in 25 paesi.
Con Io e te, nel 2010, l’autore torna a ritrarre il mondo dell’adolescenza in un racconto di formazione lancinante, trasformato da Bernardo Bertolucci in un film che sarà presentato al Festival di Cannes.