- No, non do nomi alle farfalle. Ma anche senza nomi, le distinguo l’una dall’altra dal disegno e dalla forma. Inoltre, quando si dà loro un nome, chissà perchè muoiono subito. Queste creature non hanno nome e vivono per un tempo molto breve. Ogni giorno vengo qui, le incontro, le saluto e faccio con loro vari discorsi. Ma, quando il tempo è giunto, le farfalle scompaiono da qualche parte, in silenzio. Penso siano morte, ma sebbene le cerchi, non ne trovo mai i resti. Svaniscono senza lasciare traccia, come se si fossero dissolte nell’aria. Le farfalle hanno una grazia incantevole, ma sono anche le creature più effimere che esistano. Nate chissà dove, cercano dolcemente solo poche cose limitate, e poi scompaiono silenziosamente da qualche parte. Forse in un mondo diverso da questo.
Murakami Haruki, 1Q84
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Tokyo, 1984. Un taxi bloccato nel traffico di una tangenziale. Nell’abitacolo, insolitamente lussuoso, una giovane donna sta facendo tardi al suo appuntamento. Indossa un tailleur elegante, scarpe col tacco, è bella ma i suoi tratti ostentano una compostezza innaturale. Si chiama Aomame. L’autoradio trasmette la Sinfonietta di Janácek (Aomame non sa perché ma la riconosce, la conosce, quando l’ha sentita?), mentre fuori l'ingorgo cresce e il tempo a sua disposizione si assottiglia. Qualche minuto dopo, tra le macchine ferme e gli automobilisti annoiati o nervosi, Aomame cammina verso il bordo della tangenziale. E la vediamo proprio, in un ralenti squisitamente cinematografico, questa ragazza elegante che sfila attirando gli sguardi, la guardiamo togliersi le scarpe e scavalcare il parapetto e poi sparire giù per una scala ripida in metallo, mentre nella sua testa risuona ancora, mescolato alle note di Janácek, l’avvertimento del tassista: «Le cose sono diverse da come appaiono, ma non si lasci ingannare: la realtà è sempre una sola...»
Si apre così 1Q84, il nuovo monumentale romanzo di Murakami Haruki, e se non fosse per il titolo orwelliano il primo riferimento che verrebbe in mente è Alice che si infila nella tana del coniglio (e mentre seguiamo Aomame sulle scale lo capiamo subito che l’ammonimento del tassista non servirà a nulla, né a lei né a noi, e che da questo mondo nel quale stiamo per entrare, così diverso dalla nostra realtà ma che della nostra realtà dice molto, ci faremo ingannare).
Nella stessa città, ma lontanissimo da Aomame, anche Tengo ha un appuntamento. Tengo insegna matematica in una scuola privata che prepara i ragazzi a entrare all’università. È perseguitato da un unico, nitidissimo, ricordo della madre, una visione che non riesce ad interpretare e che ogni volta lo sconvolge. Se numeri e teoremi sembrano offrirgli un appiglio per decodificare il mondo, c'è qualcosa che non può fare a meno di raccontare con la scrittura. E quando Komatsu, un editore con cui collabora, gli propone di lavorare come ghost writer su un manoscritto bizzarro e magnetico, anche lui fa ingresso nella sua «tana del coniglio»: La crisalide d’aria, opera della giovanissima Fukaeri, è molto più che un romanzo. E nel riscriverlo Tengo arriverà molto lontano dalla realtà che conosce, in un mondo popolato da capre cieche, little people, e misteriose crisalidi d’aria che si sottraggono al concetto stesso di tempo.
Due protagonisti, due storie che sembrano non avere nulla in comune ma che invece, capitolo dopo capitolo, svelano imprevedibili connessioni.
«Credo che uno dei compiti più importanti per uno scrittore sia attivare quel territorio dello spirito che nella vita quotidiana non viene usato. Per farlo è necessario spostare in posizione On alcuni interruttori che si trovano sul pannello della coscienza», ha detto Murakami a Dario Olivero in un’intervista per Repubblica. E ancora: «Se tutto va bene, attraverso quel passaggio che siamo riusciti ad aprire, possiamo mettere piede in un mondo che non siamo abituati a vedere. I miei romanzi mostrano il percorso per arrivare a quel mondo interiore».
In 1Q84, «l’interruttore», il passaggio per accedere a queste dimensioni nascoste Murakami ce la mostra già nel titolo, in quella Q, la cui pronuncia in giapponese è identica a quella dell’ideogramma corrispondente al numero nove. Un dettaglio minimo, una membrana sottilissima che separa due universi paralleli e che, forse, è destinata presto a infrangersi.
Mescolando suggestioni folkloristiche e immagini prese in prestito dai manga, citazioni letterarie e riferimenti pop, sensualità sfrenata e tenerissimo amore, Murakami costruisce un’epica contemporanea che guarda al passato recente e scava nelle ossessioni, nei feticismi, nei sogni del nostro tempo, e ci regala un’opera unica, il suo capolavoro.
Il booktrailer di 1Q84:
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Dall'8 al 30 novembre, 1Q84 e tutti i titoli di Murakami Haruki in libreria al -25%.