Maria Perosino

«Io viaggio da sola»


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Viaggiare da sole, me ne sono accorta rileggendo la mia vita a ritroso, significa non tanto, o non solo, imparare a convivere con la solitudine e a cavarsela in occasioni non sempre prevedibili. Significa soprattutto imparare a fare amicizia con i luoghi in cui capita di trovarsi, per scelta, per lavoro, per fuga… E con quello che questi luoghi si tengono dentro.La questione, credetemi, non investe i massimi sistemi, non implica domande tipo chi sono, dove vado, da dove vengo. Implica domande piú normali: cosa mangio stasera? e dove? cosa metto in valigia, visto che la suddetta valigia devo trascinarmela in giro senza braccia maschili di supporto? come passo il tempo in treno? come do una lezione a un oste arrogante?E poi, sempre e soprattutto, come fare in modo che quest’esperienza, che è insieme esperienza di viaggio e di vita, non sia un ripiego, ma sia capace di regalare la stessa fragranza che siamo abituate ad attribuire alle cose che ci succedono, o vogliamo che ci succedano?A volte noi donne ci dimentichiamo le istruzioni per l’uso dell’intelligenza, dell’astuzia, della simpatia. Questo libro racconta la mia, di storia, e vorrei che leggerlo fosse un po’ come fare una chiacchierata tra compagne di viaggio.
È scritto per le donne, ma non è vietato agli uomini.

Maria Perosino, Io viaggio da sola

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Un divertente, vissutissimo, potente inno all'arte di viaggiar da sole.

Vanity Fair

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Viaggiatrici professioniste lo si diventa con la pratica. E Maria Perosino di pratica ne ha fatta tanta, per necessità e per passione. All’inizio di questa storia c’è un buco nero, uno di quei momenti nella vita che sembrano avere la capacità di fagocitare tutto, passato e il futuro, ogni possibilità di gioia. E invece, da lì, questa donna trova il coraggio e la forza di ripartire, viaggiando.
Un’esigenza dettata da un istinto che è insieme di fuga e di sopravvivenza: «Annaspavo. Dovevo muovermi. Sapevo, in quei modi a un tempo opachi e chiari che capita di avere in situazioni eccezionali, di dover concentrare ogni energia residua per guardare al futuro. Del resto, il passato ci pensava da solo a non lasciarsi dimenticare. Credevo, forse sapevo, di aver bisogno di nuovi paesaggi, di nuovi set in cui recitare la vita. Ora so che in verità quello che stavo facendo era comporre una nuova geografia degli affetti». Finché, dall’essere una necessità, il viaggio in solitudine si trasforma in un vero e proprio stile di vita. Unica compagnia: il trolley. Unico limite: la carta di credito.

Io viaggio da sola è, prima di tutto, il racconto di un’esperienza: come in un’allegra chiacchierata tra amiche ascoltiamo Maria Perosino ripercorrere alcuni dei suoi viaggi attraverso episodi minimi, intimi, resi con una voce calda e brillante. E, come spesso accade, ogni aneddoto regala spunti di riflessione, suscita domande, offre esempi di vita vera – occasioni fortunate, errori e imprevisti – che, col senno di poi, diventano consigli.
Ecco, leggendo questo libro si ha proprio la sensazione di parlare con un’amica che è capace di guardare alla sua vita con sapienza e autoironia, che imparando dai propri sbagli ha costruito con astuzia una strategia infallibile, e adesso, quella strategia, ce la regala. Con un assunto di partenza, che vale per chi viaggia, ma anche per chi ha scelto un’esistenza più stanziale: «la solitudine non è uno stato d’animo da cercare o da fuggire, è, banalmente, uno stato di famiglia, magari temporaneo, ma intanto quello è».
Certo, una verità non semplice da mettere a fuoco, ma appena ci si riesce – ci dice Maria Perosino – , il resto viene da sé. O quasi. Perché anche le viaggiatrici solitarie più entusiaste sono costrette a fare i conti con qualche inconveniente pratico.
Ed è qui che questo libro ci viene in soccorso, e si trasforma in un vero e proprio manuale d’istruzioni: una guida per viaggiare con intelligenza e buonumore, da sole, e qualche volta in compagnia.
Ma non basta: Io viaggio da sola è anche un manuale d’istruzioni per l’uso della solitudine, in viaggio, ma non solo. Perché la malinconia non sta a vedere dove siamo quando decide di tenderci un agguato, e neppure chi abbiamo intorno. Arriva e basta, e allora meglio farsi trovare preparati, nel proprio salotto, durante una cena con gli amici di sempre, o in un albergo a centinaia di chilometri dalla città in cui affondano, magari solo un poco, le nostre radici.

Scoprire che viaggiare da sole è semplicissimo, poi, fa il paio con lo scoprire che viaggiare in compagnia è più difficile di quanto sembri…  Amici, colleghi, amanti, uomini e donne: a seconda di chi abbiamo accanto il viaggio muta forma e sostanza, e richiede accorgimenti molto molto specifici, non semplicemente per limitare i danni, ma per imparare a godersi tutto il buono che ciascuna di queste esperienze può offrire.

Che Maria Perosino sia davvero «una viaggiatrice solitaria all’apice della sua carriera» lo si capisce dal fatto che non tralascia davvero nulla: come preparare un trolley (scordatevi la valigia rigida senza rotelle, piuttosto usatela come tavolino) capace di conciliare l’esigenza di portarsi appresso la propria vita e quella di avere un bagaglio non troppo ingombrante; come scegliere un ristorante in cui cenare da sole senza sentirsi abbandonate (e, eventualmente, come vendicarsi dei ristoratori che la solitudine ce la fanno pesare); come scegliere un albergo buono ma economico, che ci accolga con discrezione; come scegliere i quartieri in cui passeggiare e i bar in cui prendere il caffè; imparare a percorrere la città a piedi o con i mezzi pubblici; viaggiare bene in treno nonostante la gestione non sempre perfetta delle ferrovie italiane; fino ai trucchi per valicare il confine che, in qualsiasi posto al mondo, separa il «loro» dei turisti dal «noi» dei residenti.
Perché attenzione: Io viaggio da sola è tantissime cose, ma certo non è una guida per organizzare una di quelle «vacanze intelligenti» che tanto piacciono ai nuovi tour operator. Questo non è un libro per turiste in vacanza, è un libro per donne che viaggiano. Donne nomadi che dappertutto - nel caos della grande metropoli o nella tranquillità del piccolissimo paese, nel vicoli di un borgo semiabbandonato nel centro Italia, al quarantesimo piano di un grattacielo newyorkese, persino sul sedile di un treno - vogliono sentirsi a casa.

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Su Twitter, l'hashtag #ioviaggiodasola raccoglie citazioni, opinioni e novità attorno al libro di Maria Perosino.

Sulla sua pagina Facebook, in costante aggiornamento, l'autrice ci regala tanti altri consigli per viaggiare da sole.

Il libro


Io viaggio da sola - copertina

Maria Perosino


Io viaggio da sola


2012
I coralli
pp. 160
€ 14,00
ISBN 9788806212834

«Viaggiare da sole non significa affatto essere sole. Significa che vi dovete arrangiare a portare la valigia».

Maria Perosino, Io viaggio da sola

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La solitudine non è uno stato d'animo: è banalmente uno stato di famiglia, magari temporaneo, da maneggiare con cura e allegria.

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