Marco Presta

«Un calcio in bocca fa miracoli»


Condividi

Tutti vogliono lasciare qualcosa dopo la loro morte. Chi una tabaccheria avviata, chi un grande romanzo, qualcun altro una fama da don Giovanni o una collezione di lattine di birra.
Armando voleva lasciare un amore.
Non so quando gli venne in mente né perché. […]
Una sera mi disse che, andando a spasso per il quartiere, in punti diversi e distanti, aveva visto due persone (due creature, due ragazzi, non ricordo che parole usò): l’una gli aveva fatto subito venire in mente l’altra e viceversa.
Non capii cosa volesse dire. Me ne fregava anche poco, per essere sincero.

Marco Presta, Un calcio in bocca fa miracoli

***

Che Presta fosse bravo lo sapevamo già. Ma qui è stato super. Quasi quasi gli chiedo il bis.

Luciana Littizzetto

***

Non capita spesso agli scrittori di avere il dono della grazia. Quel dono che consiste nel far toccare l’infinitamente grande con l’infinitamente piccolo, nel ridimensionare la vita e la morte alla trascurabilità del quotidiano. Ci vuole ironia, ci vuole cinismo, ma il premio alla fine è molto alto: renderci chiare, affrontabili, lampanti le cose che contano. […] Con un’amarezza dolcissima, Presta riesce a tessere nientemeno che un apologo intorno al senso della vita, un piccolo Canto di Natale intorno agli «uomini di buona volontà».

Enrico Bonanno – il Riformista

***

Un vecchiaccio che ruba biro, abbraccia le ragazze per strada fingendo di averle scambiate per nipotine inesistenti, sputacchia, recrimina e filosofeggia. Un vecchiaccio polemico, abbandonato dalla moglie e rimasto a vagare per strada con un cappotto stazzonato, che tenta inutilmente di arginare l'impetuosa passione per la portinaia del palazzo, una bella signora procace che gli preferisce un barista con i denti finti. A questo personaggio, perennemente in bilico tra genialità e misantropia, appartiene la voce narrante del romanzo di Marco Presta. Accanto a lui, raccontato con un cinismo dal quale trapela una infinita tenerezza, troviamo Armando, l'amico di una vita - «l'ho conosciuto che eravamo ragazzi e non sono mai riuscito a smaltirlo» -, un «bel vecchietto», degno di un «monumento al nonno ignoto».
Armando sorride, sorride sempre, anche adesso che la sua adorata moglie Francesca non c’è più. Erano una coppia perfetta, Armando e Francesca, una di quelle che hanno avuto la fortuna di conoscere l’Amore con la A maiuscola. Il destino però ha negato loro la possibilità di diventare genitori, e allora, per non andarsene dal mondo senza aver lasciato qualcosa che dell’Amore sia una testimonianza, Armando decide di trasformarsi in un attempato ma motivatissimo Cupido. I prescelti saranno Chiara e Giacomo, due ragazzi del quartiere che ancora non si conoscono ma che Armando è fermamente intenzionato a far incontrare, nonostante l'ingombrante scetticismo dell’amico: «di nuovo ebbi la sensazione che quell’uomo dai capelli bianchi ben pettinati, pulito e ordinato, quel signore che conoscevo da sessant’anni, si fosse irrimediabilmente rincretinito con l’età. Ma non era cosí. Era peggio». Eppure, davanti a questo progetto romantico al limite della follia, anche l’intrattabile vecchiaccio si ritroverà pian piano coinvolto dalla implacabile positività di Armando. E alla fine, forse, riuscirà persino a diventare una persona migliore.

Il libro


Un calcio in bocca fa miracoli - copertina

Marco Presta


Un calcio in bocca fa miracoli


2011
I coralli
pp. 192
€ 16,50
ISBN 9788806206321

Il protagonista di questo libro è un vecchio scorbutico, vitale, simpaticissimo, che fa i conti con l'ostinazione della sua prostata, con un'insana passione per la portinaia e con la sua amicizia per Armando, aspirante Cupido in pensione.
L'ironia e il caratteraccio invecchiando migliorano come la grappa, per questo ci diverte così tanto la sua voce cinica, borbottante, capace di battute fulminanti sempre in bilico tra la sciocchezza e il colpo di genio.
Dentro quella voce, poi, ne sentiamo guizzare un'altra che conosciamo bene: quella di Marco Presta, autore della trasmissione cult «Il ruggito del coniglio».

SCHEDA LIBRO
ARCHIVIO