Tutti vogliono lasciare qualcosa dopo la loro morte. Chi una tabaccheria avviata, chi un grande romanzo, qualcun altro una fama da don Giovanni o una collezione di lattine di birra.
Armando voleva lasciare un amore.
Non so quando gli venne in mente né perché. […]
Una sera mi disse che, andando a spasso per il quartiere, in punti diversi e distanti, aveva visto due persone (due creature, due ragazzi, non ricordo che parole usò): l’una gli aveva fatto subito venire in mente l’altra e viceversa.
Non capii cosa volesse dire. Me ne fregava anche poco, per essere sincero.
Marco Presta, Un calcio in bocca fa miracoli
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Che Presta fosse bravo lo sapevamo già. Ma qui è stato super. Quasi quasi gli chiedo il bis.
Luciana Littizzetto
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Non capita spesso agli scrittori di avere il dono della grazia. Quel dono che consiste nel far toccare l’infinitamente grande con l’infinitamente piccolo, nel ridimensionare la vita e la morte alla trascurabilità del quotidiano. Ci vuole ironia, ci vuole cinismo, ma il premio alla fine è molto alto: renderci chiare, affrontabili, lampanti le cose che contano. […] Con un’amarezza dolcissima, Presta riesce a tessere nientemeno che un apologo intorno al senso della vita, un piccolo Canto di Natale intorno agli «uomini di buona volontà».
Enrico Bonanno – il Riformista
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Un vecchiaccio che ruba biro, abbraccia le ragazze per strada fingendo di averle scambiate per nipotine inesistenti, sputacchia, recrimina e filosofeggia. Un vecchiaccio polemico, abbandonato dalla moglie e rimasto a vagare per strada con un cappotto stazzonato, che tenta inutilmente di arginare l'impetuosa passione per la portinaia del palazzo, una bella signora procace che gli preferisce un barista con i denti finti. A questo personaggio, perennemente in bilico tra genialità e misantropia, appartiene la voce narrante del romanzo di Marco Presta. Accanto a lui, raccontato con un cinismo dal quale trapela una infinita tenerezza, troviamo Armando, l'amico di una vita - «l'ho conosciuto che eravamo ragazzi e non sono mai riuscito a smaltirlo» -, un «bel vecchietto», degno di un «monumento al nonno ignoto».
Armando sorride, sorride sempre, anche adesso che la sua adorata moglie Francesca non c’è più. Erano una coppia perfetta, Armando e Francesca, una di quelle che hanno avuto la fortuna di conoscere l’Amore con la A maiuscola. Il destino però ha negato loro la possibilità di diventare genitori, e allora, per non andarsene dal mondo senza aver lasciato qualcosa che dell’Amore sia una testimonianza, Armando decide di trasformarsi in un attempato ma motivatissimo Cupido. I prescelti saranno Chiara e Giacomo, due ragazzi del quartiere che ancora non si conoscono ma che Armando è fermamente intenzionato a far incontrare, nonostante l'ingombrante scetticismo dell’amico: «di nuovo ebbi la sensazione che quell’uomo dai capelli bianchi ben pettinati, pulito e ordinato, quel signore che conoscevo da sessant’anni, si fosse irrimediabilmente rincretinito con l’età. Ma non era cosí. Era peggio». Eppure, davanti a questo progetto romantico al limite della follia, anche l’intrattabile vecchiaccio si ritroverà pian piano coinvolto dalla implacabile positività di Armando. E alla fine, forse, riuscirà persino a diventare una persona migliore.
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Marco Presta![]() Un calcio in bocca fa miracoli
2011
I coralli pp. 192 € 16,50 ISBN 9788806206321
Il protagonista di questo libro è un vecchio scorbutico,
vitale, simpaticissimo, che fa i conti con l'ostinazione
della sua prostata, con un'insana passione per la portinaia
e con la sua amicizia per Armando, aspirante
Cupido in pensione. SCHEDA LIBRO
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