Solo un grande scrittore di intrecci polizieschi poteva cimentarsi con la descrizione di poteri sommersi, di crimini mafiosi, di trame destinate a restare in gran parte oscure. (...) Macchiavelli ci fornisce la dimostrazione che la realtà in Italia è in grado di competere con le più ardite fantasie letterarie. Che qui da noi nulla è impossibile e tutto può accadere, perchè tutto è già accaduto.
Libero Mancuso
Ho immaginato un'ipotesi da scrittore per offrirla a chi forse non avrà mai una spiegazione da un tribunale. Ma è una spiegazione verosimile, che parte dai documenti. Ho letto faldoni alti così. Il compito di un narratore è esplorare il non detto nelle pieghe del detto.
Loriano Macchiavelli
***
Strage uscì in libreria per Rizzoli il 28 maggio del 1990, mentre si celebrava il processo d'appello contro gli esecutori della strage del 2 agosto del 1980 alla stazione di Bologna. Il libro rimase sugli scaffali solo una settimana: il 3 giugno, infatti, a seguito della denuncia di uno degli imputati - che compariva nell'opera e si riteneva diffamato -, il tribunale di Milano ordinò il sequestro immediato delle copie del romanzo, che sparì dalla circolazione. Loriano Macchiavelli, che aveva firmato Strage con uno pseudonimo - assumendo l'identità fittizia di Jules Quilcher, esperto di problemi di sicurezza in una multinazionale svizzera -, si trovò allo scoperto, a fronteggiare una denuncia: Macchiavelli venne assolto ma solo oggi, nel trentesimo anniversario dell'esplosione che uccise 85 persone, il romanzo torna in libreria, praticamente inedito:
«È un libro di docufiction, scritto quando il concetto ancora non esisteva. I romanzieri da sempre lavorano con la fantasia sulla realtà. Io ho scelto una realtà dolorosa, misteriosa, inquietante. È un diritto dello scrittore svelare con la scrittura quel che viene tenuto nascosto dagli interessi e dai poteri. Quando pronunciò il suo celebre "io so", Pasolini questo intendeva. Non è significativo che un libro di fiction sia stato assolto per aver esercitato il diritto-dovere di cronaca?»
In Strage, tre personaggi convergono alla stazione di Bologna alle 10.25. Un ex agente dei servizi di sicurezza di Francia - diventato investigatore -, uno scienziato proveniente da una base spaziale della Guyana e una ragazza con due Kalashnikov, nascosti sotto la «pancia» della sua 2 cavalli: «non si conoscevano, non si erano mai incontrati, ma erano destinati a incrociare le loro esistenze nel corso di avvenimenti che avrebbero sconvolto la vita italiana».
Uno dei maestri del noir del nostro paese per un'opera di fantasia, basata su documenti ufficiali e dati emersi dalle indagini, informazioni amalgamate a personaggi immaginari per alimentare un intreccio serrato, sostenuto da ipotesi stupefacenti. Potere, dolore, interpretazioni, per ricordare e riflettere su uno degli eventi più tragici e controversi del dopoguerra. «Il mio omaggio a quegli innocenti, sono felice di poterlo finalmente rendere», scrive Macchiavelli.