Le novità della settimana

1 aprile


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Ajatashatru Lavash Patel, fachiro indiano che vive di espedienti e trucchi da quattro soldi, è appena arrivato a Parigi. Scopo del suo viaggio, acquistare all’Ikea un letto di chiodi in offerta a 99,99 euro. Un prezzo incredibilmente conveniente, specie se si ha l’intenzione di pagarlo con una banconota falsa. Incantato dalla sapienza espositiva del megastore svedese, Ajatashatru decide di prendersela comoda e trascorrere la notte a curiosare, ma l’arrivo di una guardia lo costringe a nascondersi dentro un armadio. Peccato che al mattino proprio quell’armadio debba essere imballato e spedito in Inghilterra... Per lo strampalato fachiro è l’inizio di un’avventura fatta di incontri, inseguimenti, fughe e inimmaginabili peripezie, che lo porteranno in giro per l’Europa e il Nord Africa, e cambieranno per sempre il suo sguardo sul mondo.
Caso editoriale dell'anno in Francia, venduto in 36 paesi, L’incredibile viaggio del fachiro che restò chiuso in un armadio Ikea di Romain Puértolas (in libreria nei Supercoralli) racconta una storia frizzante e spassosissima che è insieme lo specchio di una dura realtà: la lotta quotidiana dei sans-papier in cammino verso un mondo migliore. Si direbbe un libro impossibile, invece è il primo romanzo di uno scrittore fuori dal comune: un «oggetto letterario non indentificato», una favola (con tanto di morale) dei nostri tempi, che ci ricorda di cosa sia capace, per fortuna, il cuore umano.

Ci spostiamo in Stile Libero per un’attesissima novità: Il pipistrello di Jo Nesbø.
L’ispettore Harry Hole della polizia di Oslo è in missione fuori sede, a Sidney, per investigare su un caso di omicidio. La vittima è una ragazza norvegese di ventitre anni. Harry è stato mandato lí dai suoi superiori per dare una mano alla polizia locale, con la raccomandazione di stare alla larga dai guai. Ma lui non è tipo da limitarsi a osservare il lavoro degli altri. Man mano che stringe amicizia prima con un detective, poi con una testimone, si fa coinvolgere sempre piú nelle indagini. E scopre che l’assassinio è collegato a una serie di altri casi verificatisi in Australia, le cui tracce portano tutte alla figura di uno psicopatico. Tra antichi miti aborigeni e oscure presenze, nessuna tra le persone impegnate nell’inchiesta può sentirsi al sicuro. Tanto meno Harry Hole.
Il romanzo che ha inaugurato la serie noir di Harry Hole, fino ad ora mai tradotto in italiano. Il primo caso - e il primo serial killer - del personaggio più amato di Jo Nesbø, che qui incontriamo all'inizio della carriera di detective. Giovane, quasi sentimentale, ma già segnato da un passato doloroso.

«Per molte persone la casa è un luogo dove si va a dormire e a mangiare, un indirizzo familiare che può cambiare secondo la necessità e le occasioni. Per altre persone, e io sono tra queste, è un luogo dell’anima, contiene un pezzo della tua vita con la sua topografia, i suoi mobili, gli oggetti, i libri. Fa parte di te e tu, o meglio, quel che tu sei stato, le sei consegnato, la casa lo custodisce, la casa è la memoria di te».
Gli incontri, gli affetti, le passioni di una vita all'insegna dell'impegno e della ricerca intellettuale, il racconto di un'avventura fuori dal comune. «La scrittura è al tempo stesso una mia vocazione e l'impossibilità di fare altrimenti»: dall'infanzia a Civitavecchia al mestiere di giornalista, Eugenio Scalfari ricorda e riflette, trasformando ogni frammento autobiografico nel punto di partenza per lucide meditazioni, guidate dal puro piacere della narrazione.
Pubblicato originariamente in apertura del Meridiano Mondadori dedicato a Scalfari,Racconto autobiografico arriva in libreria nei Passaggi.

Kennedy Marr è un donnaiolo, un egocentrico e un narciso. È uno scrittore «di successo», anche se non butta giù una riga da cinque anni. Vive a Hollywood, il luogo ideale per coltivare i suoi vizi: donne, alcol, ristoranti di lusso e belle cose. Nulla al mondo lo convincerebbe mai a lasciare la California per tornare nel grigiore della sua Inghilterra, ma l'Agenzia delle Entrate è in agguato, e Kennedy dovrà correre ai ripari. Sarà costretto ad accettare un sostanzioso premio letterario, anche se ciò significherà passare un anno in un college britannico a insegnare scrittura creativa a dei ragazzini senza speranza. Soprattutto, però, tornare a casa lo costringerà a confrontarsi con gli ingombranti fantasmi del passato e con tutte le responsabilità che non ha mai voluto affrontare. Sarebbe troppo per chiunque, figuriamoci per Kennedy Marr...
Dopo aver fatto irruzione nelle librerie italiane con A volte ritorno, John Niven torna in Stile Libero conMaschio bianco etero, per presentarci un altro protagonista scorretto, irresistibile e sopra le righe, un uomo capace di fare a pezzi per sempre la reputazione del maschio contemporaneo - e dell'intera industria culturale.

«Mi chiamo Francesco Maino e nel 2014 partorisco Michele Tessari, dopo una gestazione durata dieci anni. È stata, non c’è che dire, una colpa innaturale, tenere in grembo, per un uomo come me, un’altra creatura. Nove su dieci, Michele Tessari – che è irrimediabilmente segnato da un destino sinistro, quello dei pazzi – non troverà un luogo del Pianeta Terra a propria immagine e somiglianza»: Michele Tessari è, suo malgrado, un avvocato. Osserva il mondo con precisione chirurgica, con la smania di chi si è quasi rassegnato a vivere in trappola, senza trovare la forza di cambiare la cose, di farsi carico del proprio destino. Un'esistenza che si sgretola pagina dopo pagina, un disfacimento che diventa specchio di un disastro più grande. Tessari grida la fine della sua terra, delle istituzioni che lo sostengono e delle persone che lo popolano, finendo per catturare il dramma di un intero paese, dal Veneto all'Italia tutta.
«Avevo dodici anni, allora, nel 1984, in quella scuola media statale, a quell’ora, in quel meriggio, davanti a quelle teche di vetro, a quegli embrioni rettili in soluzione alcolica, ma sempre son rimasto come quel cucciolo di vipera sotto vetro, sono rimasto anch’io come uno di quegli embrioni di rettile dietro il vetro della teca, dentro quel liquido asettico, siamo rimasti tutti, tranne mia madre, come quel cucciolo di vipera custodito in un barattolo: dei complici deboli».
Premiato con il Calvino 2013, Cartongesso di Francesco Maino (Supercoralli) è un romanzo-invettiva, un esordio coraggioso, potente, lontano da ogni classificazione: un urlo contro il nostro mondo.

Un nuovo volume per la collana La Biblioteca: Steven Nadler - professore di Filosofia e membro del Centro per gli Studi ebraici presso l’Università del Wisconsin e autore, per Einaudi, di Baruch Spinoza e l’Olanda del Seicento (2002 e 2009), L’eresia di Spinoza (2004), Il migliore dei mondi possibili (2009) e Un libro forgiato all’inferno (2013) - firma Il filosofo, il sacerdote e il pittore. Un ritratto di Descartes.
Nel museo del Louvre è appeso il ritratto di un uomo di mezza età con baffi, lunghi capelli scuri e occhi dalle palpebre pronunciate, vestito alla maniera tipica della borghesia olandese – mantello nero e colletto inamidato. Da sempre, questa è l’immagine iconica di René Descartes. Per lungo tempo il dipinto è stato attribuito al maestro Frans Hals, finché il lavoro è stato declassato a copia di un originale. Ma allora dov’è la versione autentica? Chi ha dipinto la copia? E soprattutto: l’uomo ritratto è davvero Cartesio? Nella storia di questo piccolo dipinto si intersecano le vicende di un filosofo geniale, un prete cattolico e un pittore di talento, vicende che Nadler ricostruisce per noi grazie a un’originale combinazione di racconto biografico, storia dell’arte e filosofia. Il suo libro traccia una mappa del mutevole contesto politico e religioso del Secolo d’Oro olandese, e insieme ci propone un’accessibilissima introduzione alle idee filosofiche e scientifiche di Descartes.

Nei Saggi arriva invece L’autoritratto. Una storia culturale, un saggio brillante e riccamente illustrato sulle diverse modalità espressive dell’artista davanti allo specchio, dalle prime raffigurazioni del mito di Narciso fino alle inquietanti forme di auto-rappresentazione degli artisti contemporanei.
Particolare punto d’incontro della dimensione creativa e psicologica di un artista, l’autoritratto è un genere che occupa un posto privilegiato nell’universo creativo di ogni tempo. James Hall - storico dell’arte, giornalista, ricercatore presso la University of Southampton e critico per «The Times Literary Supplement», «Guardian», «Wall Street Journal» e «Art Newspaper» - ne traccia in questo libro una storia che si distingue per completezza e originalità di sguardo: dalle prime testimonianze risalenti all’arte greca ed egizia alla codificazione del genere nel Medioevo, un percorso articolato in capitoli tematici ci guida fino all’arte contemporanea, analizzando di volta in volta opere celebri – da Tiziano a Frida Kahlo, da Van Gogh a Cindy Sherman – o meno note, sottolineando come artisti diversi in epoche differenti abbiano interpretato l’esigenza di rappresentare se stessi. Ma il libro di Hall è molto piú che una rassegna di capolavori: con rara freschezza e vivacità, l’autore arricchisce la sua narrazione attingendo a idee e aneddoti dalla vita degli artisti e dalla loro epoca, puntando il fuoco sulle diverse motivazioni che concorrono alla realizzazione di un autoritratto.

Torniamo alle proposte di narrativa per Il punto di David Means, in libreria in Arcipelago.
C’è un punto nel percorso di ogni individuo che definisce per sempre il suo destino. Means osserva le vite dei suoi personaggi, le nostre vite, e individua con precisione quel punto, lo snodo decisivo che dà forma all’esistenza futura, per farne letteratura. Tredici racconti che variano nello stile e nel tono, rifutando ogni categorizzazione, ma dai quali s’indovina con esattezza e stupore lo sguardo di un autore eccezionale: dietro un apparente minimalismo Means dissimula trame complesse, narrazioni corali, acrobazie prospettiche; le sue storie sono spesso storie di violenza brutale o grottesca, eppure, raccontando il peccato, ricercano la grazia. Non è un caso che il nome di Means sia stato accostato aquelli dei grandi maestri del racconto breve, da Sherwood Anderson a Flannery O’Connor: con loro condivide quella grandiosa capacità di cogliere il sublime che si accende nelle quotidiane miserie. E di rivelare, oltre la superficie dell’azione, il senso profondo del mistero.

E concludiamo con i tascabili.
Negli ET Scrittori arriva Un Fenoglio alla prima guerra mondiale, con l’introduzione di Gabriele Pedullà. Nei racconti che compongono questo volume - rinvenuti tra le carte di Beppe Fenoglio dopo la sua morte e rimasti a lungo inediti -, scene e personaggi delle Langhe sono colti con la vena del cronista disincantato ma partecipe del mondo di casa, tra asprezze e generosità, miserie e grandezze.
Sempre negli ET Scrittori, con l’introduzione di Mario Lodi, troviamo anche Scuola di fantasia di Gianni Rodari, una raccolta di articoli, saggi e interventi – pubblicati nell’arco di oltre vent’anni – sulla scuola e sul rapporto educativo tra adulti e bambini.
Negli ET Saggi, invece, arriva Il mito di Elena di Maurizio Bettini e Carlo Brillante, una passeggiata letteraria in compagnia della donna più bella di sempre, alla scoperta delle infinite storie che nel tempo l’hanno raccontata.                              

Buone letture!

 
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