«La bambina di neve»

Le recensioni dei lettori


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Incantato, commovente, poetico, La bambina di neve, formidabile romanzo d'esordio dell'americana trentanovenne ex giornalista e libraia Eowyn Ivey (che vive in Alaska), si inserisce a pieno titolo in un filone che soprattutto negli USA sta sbaragliando le classifiche: quello delle favole magiche per adulti.
Benedetta Marietti , D – la Repubblica delle donne

È un romanzo dell'anima, questo primo bellissimo libro di Eowyn Ivey, autrice dal nome parlante: Eowyn come la principessa di Rohan, nel Signore degli anelli. È costruito con immagini potenti che si fanno abitare da chi legge, e non si sa quale scegliere […]. Ed è pieno insieme di piccole, nascoste vertigini in cui ci si trova a sospendere il respiro. […] È anche un romanzo di donne forti di una forza che si deve avere, e di uomini che resistono fin che possono, forse non sempre capiscono, ma ci sono.
Mariapia Veladiano, la Repubblica

Che cos’è una donna che non riesce a procreare? Che cos’è una famiglia senza figli? E soprattutto, che cosa portano i bambini nella vita della gente da spingere tutti o quasi tutti a desiderarne e a considerare la vita un esperimento fallito se i bambini non arrivano? Queste domande si appoggiano alle pagine del romanzo di Ivey e lo percorrono come ricami di ghiaccio interminabili, mentre noi giriamo le pagine, una dopo l’altra, rapiti da personaggi fragili e doloranti, che cercano un senso alla vita in una natura impietosa che costringe uomini e bestie a lottare per sopravvivere solo un altro giorno, e da paesaggi immensi, dove la figuretta di un essere umano che cammina è un tratto di matita sul bianco di una pagina, una briciola che basta un soffio di vento o un gesto brusco a far volare via. Alla fine chiudiamo il libro e torniamo a guardare fuori dalla finestra: c’è il solito scenario là fuori e ci domandiamo quanti giorni manchino, ancora, alla prima neve di questo inverno incominciato da poco. Forse stavolta anche noi correremo fuori insieme a qualcuno che amiamo, costruiremo un pupazzo di neve e gli daremo la forma dei nostri desideri. Le favole sono solo favole, e anche i romanzi sono solo romanzi, eppure le storie che ci raccontiamo e che ci facciamo raccontare continuano a servire a questo, tra l’altro: a vivere per qualche centinaio di pagine dentro la vita di qualcun altro come se fosse la nostra e a tornare alla nostra vita come se fosse anche un po’ quella di un altro. Se non è magia, allora le assomiglia.
Simona Vinci, La Lettura – Corriere della sera

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Ecco, a poco più di un mese dall’uscita, cosa ha detto la stampa su La bambina di neve. E accanto alla voce della critica istituzionale, in queste settimane si è fatta sentire forte un’altra voce, quella dei lettori che sui loro blog, sulle webzine e su anobii hanno parlato dell’esordio di Eowyn Ivey con entusiasmo e calore. Abbiamo raccolto alcuni estratti dalle loro recensioni.


Foto di Stephen Nowers

È sufficiente leggere le prime pagine di La bambina di neve per capire che il romanzo è vivo e vegeto; per capire che il romanzo non ha sempre il compito di farsi interprete di qualcosa perché esistono romanzi che bastano a se stessi. La bambina di neve è una storia corposa, inquietante, ma, al contempo, dolce e tenera, capace di coniugare piani narrativi differenti e di far affiorare davanti agli occhi del lettore un vero e proprio intreccio narrativo che lo terrà legato a sé fino all'ultima pagina, fino all'ultima parola. Una storia che non è una fiaba, ma che da una fiaba prende le mosse. Una storia che non è una favola, ma che della favola ha i tempi e le attese. Una storia apparentemente fuori dal tempo, ma che dal tempo, il tempo dell'anima, nasce e si reinventa ogni volta. La bambina di neve è un romanzo che, proprio perché slegato da ogni corrente narrativa, da ogni moda letteraria del momento, da ogni tentazione di glamour editoriale, fa rinascere la grande tradizione del romanzo come storia da raccontare e da ascoltare. Dobbiamo ringraziare Eowyn Ivey per averlo scritto.
Angelo Ricci

La bambina di neve è proprio un libro di Natale, da inverno. Ci troverete l'Alaska, la neve, una storia e sopratutto una favola. Ma no, non è propriamente un racconto da bambini. Sono 400 pagine da cui vale la pena farsi coccolare da grandi. […] Ci sono frasi brevi e certi dialoghi fatti per stamparsi in mente e atmosfere leggere come i fiocchi di neve che vogliono raccontare. Ma c'è anche tanta umanità e fatica. E ci vuole un libro così per ritrovarsi e vedere i voli delle pernici e scoprire il gulo gulo, sentire le betulle, immaginare l'aurora boreale.
Dopo la pioggia

Eowin Ivey ha mescolato fiaba e realtà in modo così perfetto che nella sua storia non si avverte il confine tra l'una e l'altra. La vita difficile in una fattoria dell'Alaska degli anni '20, l'amore di una coppia che ha condiviso una vita intera, drammi e speranze, e in tutto questo la meraviglia di una bambina, poi ragazzina, poi donna, che arriva una notte d'inverno con la prima neve e se ne va con l'arrivo della primavera. […] È un romanzo d'amore in tutte le sue forme. Il sentimento che unisce Mabel e Jack, che muta e cresce nel corso della loro vita insieme; l'amicizia pura che non conosce egoismi; il legame dell'uomo con una terra impervia eppure, se coltivata con fatica e passione, capace di offrire infinite soddisfazioni. Non dimenticherò mai Pruina. Pur avendolo terminato da qualche giorno sono ancora sotto il suo incantesimo.
La lettrice irriverente

Un romanzo impossibile da dimenticare. Una storia densa di malinconia e nello stesso tempo di speranza. L'esordio di Eowyn Ivey è un piccolo gioiello che vi farà respirare l'aria gelida dell'Alaska e riscalderà i vostri cuori con le storie di Mabel, Jack e Pruina. I personaggi vi accompagneranno anche una volta terminato il libro: continuerete a soffrire per la perdita dell'unico figlio di Mabel, sentirete il sudore della fronte di Jack mentre lavora nella stalla, avvertirete la presenza di Pruina su un albero innevato. La Ivey ha saputo toccare temi profondi quali l'inesorabile tempo che passa, una maternità mancata, la dura lotta contro la natura e le sue insidie con un'abilità tale da creare un intreccio unico ed eccezionale.
La Vyrtuosa

Dolce e commovente in alcuni punti, dura e piena di vita in altri. La narrazione scorre ricca di dettagliate descrizioni che ti fanno sentire sulla pelle il freddo, la tristezza, il calore dell'amore proprio come li provano i protagonisti, senza mai appesantire la storia. Un libro da gustare davanti il camino, da regalare a chi crede nelle favole, da leggere per chi spera sempre nel lieto fine, da conservare vicino alle favole più antiche.
Libri e popcorn

È un libro semplicemente meraviglioso e indimenticabile, un fiaba vicina e lontana al tempo stesso alla realtà, che non permette di distinguere l'esistente dalla fantasia, in un dolce vortice innevato che riscalda, invece di raffreddare.
Qlibri

Fatene impacchettare una copia per vostra sorella stanca i lavare i piatti. E uno per vostra nipote, che disegna folletti sui quaderni di liceo. Uno per la mamma, che legge lenta. E infine un tenetevelo per voi.
Per aspettare il tramonto cominciando a decifrare la leggerezza di neve e betulle e stormi di pernici bianche. Per inseguire l'intrecciarsi di storia e favola che si fanno tutt'uno (o forse no). Per perdersi tra le frasi brevi, le parole scelte, i dialoghi che si vestono ognuno addosso al personaggio, al momento, alle relazioni in maniera delicatamente ottima.
Fino a quando non si fa buio e occorre sbrigarsi a fare la spesa, lavare i piatti, ripassare dall'Alaska ai mondo nostri... alzando gli occhi al cielo controllando se per caso si è fatto gonfio di neve inattesa.
Sarasx

Poetico, struggente, commovente, perfetto eppure impalpabile come un piccolo fiocco di neve. Personaggi che non si dimenticano facilmente e la natura incontaminata dell'Alaska degli anni '20 a fare da contorno a questa bella storia.
Smilla

Cara Eowyn Ivey: chi sei? Sei forse anche tu una bambina di neve? Sei forse anche tu fatta di altro, di fiabe, e non soltanto di carne e di acqua e di poche piccole inezie, come tutti noi? Sei forse tu la bellezza in persona, la perfezione della natura; la sua ciclicità? La sua violenza? Perché è questo che a un certo punto mi sono domandata leggendo il suo primo romanzo, La bambina di neve. […] Uscendo dal libro, resta l'impressione di aver ricevuto un regalo. Un regalo che vive chiuso in uno scrigno di ghiaccio. Disegnato a matita. Scritto sulla pelle. Simile al cibo. Vicino alle stelle. Forte come un fiume. Alto come i picchi delle montagne, tondo come un ombelico, potente come la corsa di un cavallo, sicuro come il succedersi delle stagioni, lento come il respiro del sonno, felice come un risveglio pieno di aspettative; possibile, come la storia di ciascuna persona.
Tazzina di caffè

È una favola che parla di vita e di morte, di sentimenti che hanno a che fare con la parte più selvaggia e animalesca della natura umana, senza frivolezze e banalità.
The 80s vampire

Che voi siate dei cuori teneri o no, questo libro almeno una lacrimuccia ve la farà spuntare. Perché è un libro meraviglioso, un romanzo magico fatto di sentimenti puri e forti come il ghiaccio. Insomma, leggetelo.
The concepts store

Alaska, fiume Wolverine, 1920. Coloni che hanno decisamente sbagliato meta, cercatori d'oro, minatori e cacciatori. Una ferrovia, e un emporio. Silenzio. Per il resto, capanne isolate tra i boschi, ghiaccio, lupi, coyote, pernici e quasi nulla da mandare giù. Chi sta li è fuggito, o è disperato, o vuol morire. Non c'è altra ragione per finire in un luogo così, pensavo.
Invece mi sbagliavo perché probabilmente una ragione c'è. Fosse anche solo quella di incontrare questa bambina di neve...
The Wise Woman Cottage Garden

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Leggi il nostro speciale su La bambina di neve.

 

 

il libro


La bambina di neve - copertina

Eowyn Ivey


La bambina di neve


2011
Stile libero Big
pp. 414
€ 19,00
ISBN 9788806209087

Traduzione di Monica Pareschi

Una notte fatata porta la prima neve dell'anno.
Stregati dai fiocchi che volteggiano nell'aria, Jack e Mabel costruiscono un pupazzo.
Una bimba di neve.
Che il mattino dopo misteriosamente scompare.
Al suo posto, forse, una bimba bionda che corre nei boschi. Una bimba selvaggia che di tanto in tanto torna a trovarli.
Una presenza struggente nelle terre estreme d'Alaska.

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