Kate Summerscale

«La rovina di Mrs Robinson»


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Poco dopo averla conosciuta a Edimburgo, Combe esaminò il cranio di Isabella e la informò che il suo cervelletto, l’organo che si trova subito sopra la cavità della nuca, era straordinariamente esteso. Il cervelletto, le spiegò, era la sede dell’Amatività, o dell’amore sensuale – in genere gli uomini avevano cervelletti piú grandi delle donne, caratteristica riconoscibile dai loro colli piú spessi, proprio come certi animali dalla spiccata attività sessuale, arieti, tori e piccioni, hanno il collo piú grosso di altre creature. [...] Combe sottolineò che la grande Amatività di Isabella era resa ancora piú pericolosa dalle dimensioni ridotte delle sue facoltà di Circospezione e Secretività, posizionate proprio sopra le orecchie, ai lati del cervello; questo suggeriva una tendenza all’impulsività e all’indiscrezione. La cosa piú preoccupante di tutte, forse, erano le dimensioni ridotte dell’organo della Venerazione: la corona della testa era rientrante e suggeriva uno scarso rispetto per le autorità terrene e celesti. Non solo Isabella era sessualmente esuberante, ma era anche indifferente alla legge, alla religione e alla moralità.
Tuttavia, sulla testa di Isabella, Combe identificò due aree che indicavano il desiderio di piacere agli altri: in lei l’Approbatività e l’Adesività erano particolarmente sviluppate. L’Approbatività era visibile nelle piene e ampie ondulazioni sul retro della parte superiore del cranio. Combe sosteneva che questa facoltà fosse spesso sviluppata nelle donne e nei francesi, ma anche nei cani, negli asini e nelle scimmie. Indicava un forte desiderio di piacere e il rischio di eccedere in vanità, ambizione e bisogno di approvazione. La sua sviluppata Adesività – appena sotto la sua Approbatività e sempre piú sviluppata nelle donne che negli uomini – indicava un’inclinazione ad affezionarsi moltissimo, a volte a persone oppure a oggetti inadeguati.

Kate Summerscale, La rovina di Mrs Robinson

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Londra, estate 1858. Sotto le volte maestose volte del tribunale di Westminster Hall, con travi di quercia intagliate e grandiose sculture di angeli, si consumano i primi divorzi concessi alle famiglie borghesi. Se prima solo il Parlamento poteva scogliere il vincolo coniugale, e a costi affrontabili solo da una risicata minoranza dei cittadini, il nuovo tribunale dei divorzi era veloce ed economico. Il che, però, non significa che legalizzare una separazione fosse semplice: se a chiederlo era un uomo, doveva poter dimostrare l’adulterio della moglie; e se era la donna a voler “tornare signorina”, il marito doveva essersi macchiato di almeno «due crimini in ambito coniugale». Centinaia di domande furono presentate in quella prima estate: centinaia di mariti violenti, e di mogli di facili costumi, furono i protagonisti di altrettante incredibili storie. Ma nessuna fece tanto scalpore come il caso di Isabella Robinson.
I Robinson si presentarono in tribunale il 14 giugno e come spesso accadeva era il marito ad aver chiesto lo scioglimento del matrimonio. Ciò che rese la loro storia diversa da tutte le altre non fu neppure la ragione della separazione - l’adulterio di lei -, ma l’oggetto che costituì la prova di tale adulterio. Un diario.

Dopo il grande successo di Omicidio a Road Hill House, Kate Summerscale torna in libreria con un’altra storia vera, e conferma il suo rarissimo talento: trasformare dei documenti d’epoca in un racconto lucido, commovente e appassionante.
«In cinque giorni di processo – scrive Summerscale nel prologo a La rovina di Mrs Robinson – migliaia di parole segrete scritte da Isabella Robinson furono lette davanti alla corte e riprodotte quasi integralmente dai giornali. Il diario conteneva descrizioni particolareggiate ed erotiche in cui si alternavano angoscia ed euforia, ed era un’opera piú immorale e licenziosa di qualsiasi romanzo inglese contemporaneo. Nello spirito, somigliava a Madame Bovary di Gustave Flaubert, pubblicato nel 1857 in Francia dopo un celebre processo per oscenità, e considerato troppo scandaloso per essere tradotto in inglese fino agli anni Ottanta dell’Ottocento. Proprio come il romanzo di Flaubert, il diario proponeva una figura nuova e inquietante, quella della donna borghese sposata ma inquieta, infelice e bramosa di sensualità. Con grande stupore di coloro che ne lessero gli estratti sulle pagine dei quotidiani, sembrava proprio che la signora Robinson avesse provocato, e scrupolosamente documentato, la propria rovina».

Sebbene fosse impossibile stabilire con chiarezza quanto fosse effettivamente successo tra Isabella e l’oggetto della sua ossessione erotica, il giovane medico Edward Lane, era facile intuire quale sarebbe stata la decisione di una corte composta da giudici anziani e conservatori. Ma a rimescolere le carte intervennero gli avvocati di Lady Isabella. Con una spiegazione alternativa che la trasformò da donna libera, ribelle, mossa da un’autentica passione, in una folle, sconvolta dal demone dell’isteria: il diario – sostennero - non era altro che una «prova di romanzo», un'elaborata opera di fantasia scaturita dalla mente malata di Mrs Robinson.

«In tribunale il valore del diario di Isabella rimase dubbio - scrive ancora Summerscale. - Come ogni altro libro dello stesso genere, oltre che di ricordi era fatto anche di aspettative: era provvisorio e instabile, si situava al confine tra pensiero e azione, desiderio e realtà. Ma, come cruda testimonianza emotiva, era un’opera che lasciava attoniti, che poteva destare entusiasmo o allarme. Il diario diede ai suoi lettori vittoriani un’immagine del futuro, come offre a noi un’immagine del nostro mondo plasmato sul passato. Sicuramente non ci dice ciò che accadde nella vita di Isabella, ma ci dice ciò che lei desiderava. Il diario dipingeva un ritratto delle libertà a cui le donne avrebbero potuto aspirare, se avessero rinunciato a credere in Dio e nel matrimonio: il diritto ad avere delle proprietà e del denaro, a ottenere la custodia dei figli, a sperimentare dal punto di vista sessuale e intellettuale. Accennava anche al dolore e alla confusione che queste libertà avrebbero generato. Nel decennio in cui la Chiesa rinunciò al proprio controllo sul matrimonio e Darwin gettò nel dubbio piú profondo le origini spirituali dell’umanità, quel diario era un segno dei tumulti che si sarebbero verificati».

Un viaggio nel cuore e nei pensieri di una donna libera, intelligente e anticonformista, un'eroina moderna, «aliena in un'epoca aliena», che Kate Summerscale ci restituisce in tutte le sue travolgenti contraddizioni.

 
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