«La vera vita è altrove», ha scritto Rimbaud, ma questo altrove è accanto a noi, a un millimetro da dove ci troviamo, ma parallelo al nostro sguardo. O è retrostante. E ciò che è parallelo al nostro sguardo o sta dietro di noi non è visibile: per percepirlo ci vuole uno sguardo obliquo, o ‘gli occhi sulla nuca’, come Cortázar. Non so se egli sia un microscopio o un binocolo girato al contrario: spesso le due cose insieme, nello stesso racconto, nella stessa pagina, e ciò crea un inedito Unheimlich, un iper-Perturbante: ciò che era infinitamente piccolo acquista dimensioni inusitate, ciò che ingombrava il nostro spazio con la sua mole si allontana a una distanza stellare.
Dalla prefazione di Antonio Tabucchi
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«Un piccolo affresco cronologico dello scrittore latinoamericano. Dal primo narratore, quello che sperimentava a vent’anni, passando per le riflessioni di carattere politico, fino al più intimo autore di scambi epistolari con gli amici. Come al solito, in questi testi di Cortázar, quello che sembra semplice è complesso, quello che dovrebbe essere quotidiano è mostruoso; quello che è routine diventa strano. Sorpresa e imprendibilità. Lo scrittore argentino ci ha abituati a un costante gioco di apparenze, di situazioni conosciute che però mostrano una nuova faccia. Uno stimolo all’immaginazione che crea quella complicità con il lettore che tanto affascinava Cortázar».
Rossana Miranda, il Riformista
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Ultimo lascito del grande scrittore argentino, i testi – inediti o mai raccolti in volume – che compongono queste Carte inaspettate spaziano dal racconto alla poesia, dalla lettera all’intervista, attraversando tutte le affascinanti declinazioni della scrittura cortazariana.
Peripezie dell’acqua, il testo che vi presentiamo in anteprima, è apparso sulla rivista messicana «Unomásuno» l’11 aprile del 1981.
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«Peripezie dell’acqua»
Basta conoscerla abbastanza per capire che l’acqua è stanca di essere un liquido. Lo dimostra il fatto che appena si presenta l’opportunità si trasforma in ghiaccio o in vapore. Ma neanche cosí è soddisfatta, il vapore si perde in assurde divagazioni e il ghiaccio è goffo e grezzo, si sistema dove può e in genere serve solo a dare vivacità ai pinguini e al gin tonic. Perciò l’acqua preferisce la delicata neve, che l’aiuta ad avverare la sua speranza piú segreta: quella di fissare la forma di tutto ciò che non è acqua, le case, i prati, le montagne, gli alberi.
Penso che potremmo aiutare la neve nella sua ciclica ma effimera battaglia, e scegliere, per fare ciò, un albero, un nero scheletro sulle cui numerose braccia scende a insediarsi la replica bianca e perfetta. Non è facile, ma se in previsione di una nevicata segassimo il tronco in modo che l’albero si tenesse in piedi senza accorgersi di essere morto, come quel mandarino memorabilmente decapitato da un boia gentile, basterebbe aspettare che la neve replicasse l’albero in ogni suo dettaglio e quindi levarlo dal suo posto senza scuoterlo, con un lieve e perfetto spostamento.
Non credo che la forza di gravità riesca a far crollare il bianco castello di carte, tutto avverrebbe come una sospensione della volgarità e della routine, per un certo periodo di tempo un albero di neve sosterrebbe il sogno realizzato dell’acqua. Forse sarà un uccello a distruggerlo, o il primo sole del mattino lo spingerà verso il nulla con il suo tiepido dito. Sono esperienze che bisognerebbe tentare per far contenta l’acqua, cosí che torni a riempirci le brocche e i bicchieri con quella debordante allegria che per ora riserva solo ai bambini e ai passerotti.
Julio Cortázar
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Julio Cortázar![]() Carte inaspettate
2012
Letture Einaudi pp. X - 326 € 20,00 ISBN 9788806206833
A cura di Aurora Bernardez
A cura di Carles Álvarez Garriga
Prefazione di Antonio Tabucchi
Traduzione di Jaime Riera Rehren
«La letteratura di Cortázar indaga oltre
il reale, nel mistero delle cose, come
alla ricerca della loro essenza» SCHEDA LIBRO
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