Josh Bazell

Vedi di non morire


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Con Peter Brown, ex killer entrato in un programma di protezione governativo, la mafia fa il suo ingresso tra le corsie di un famigerato ospedale di Manhattan.  
Mescolando thriller di mafia e sit-com ospedaliere, il medico-scrittore Josh Bazell, specializzando in psichiatria alla University of California, ha reinventato un intero genere letterario. Un'impresa che ha valso al suo romanzo d'esordio, Vedi di non morire, il paragone con Pulp fiction di Quentin Tarantino e ha permesso al libro di Bazell di conquistare lettori, scrittori e critici americani: se per Don Winslow Vedi di non morire è «un libro fico e raggelante, una lettura feroce», The New York Times Book Review ne ha elogiato l'«autore di straordinario talento» e la storia che «ti prende al punto che non vuoi staccarti se non il tempo di dare una sbirciatina in fondo alla pagina». Mentre Micheal Connelly ha scritto: «Vedi di non morire è uno sparo. Implacabile come una pallottola, il romanzo di Josh Bazell mi ha steso con un colpo!»
E Vedi di non morire (www.beatthereaper.com) sarà presto anche un film, con probabile protagonista Leonardo Di Caprio, che ha dichiarato di volere per sé il personaggio del medico-gangster inventato da Bazell.

Guarda il book trailer di Vedi di non morire:




In occasione dell'uscita del suo romanzo in Italia, l'autore di Vedi di non morire ha scritto ai lettori italiani:

Sono un medico e scrivo romanzi ambientati nel mondo criminale. Ho scritto Vedi di non morire nell’anno dopo la laurea in medicina, che negli Stati uniti si chiama «anno da interno» ed è il tipo di cosa che ti fa venire proprio voglia di cercarti qualche distrazione. La medicina, la narrativa criminale ed io abbiamo vissuto in una specie di triangolo per un bel po’, ma questo è il nostro primo figlio. Adoro l’Italia, anche se ultimamente la frequento di più attraverso film, notizie e romanzi che parlano di criminali. Non è che abbiamo molti scrittori come Dante Alighieri e Massimo Carlotto in California, per cui vi siamo grati per qualsiasi cosa ci mandate. E per qualsiasi cosa di qui che avete voglia di leggere.


La pubblicazione di Vedi di non morire ha avuto grande eco sui media italiani. Al romanzo Repubblica ha dedicato la copertina di cultura, con una entusiastica recensione di Sandro Veronesi - che del romanzo di Bazell ha parlato anche in un'intervista su Repubblica Tv. Dopo aver sottolineato l'assoluta originalità del «finale terrificante, in cui il protagonista compie un gesto pazzesco», di Peter Brown Veronesi scrive:
«Balle splendenti si susseguono per costruire questa insolita figura di morammazzato-supereroe, manierato quanto si vuole ma anche perversamente credibile, che fa il gradasso come Archie Goodwin, risuona di solitudine come Philip Marlowe, pianta pallottole in corpo come JohnTravolta di Pulp Fiction, mena come Pai Mei di Kill Bill, s'imbottisce di droghe come Hunter Thompson, escogita diagnosi geniali come House, s'innamora perdutamente come De Niro in C'era una volta in America, e nel duello che combatte di continuo con la Grande Mietitrice tiene insieme l'alto e il basso della nostra cultura di massa [...] fino a quella terribile e originalissima scena splatter che, nella sua sbruffoneria, suona come una sfida terminale lanciata a tutti gli scrittori di thriller, pulp, horror, noir e hard-boiled ancora in attività: ecco fatto, bastardi contaballe sempre alla ricerca di un finale all'altezza dei vostri fottuti inizi folgoranti - fate di meglio, d'ora in poi, o cambiate mestiere».

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