«I loved it».
Mick Jagger
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Mick Jagger non è un critico letterario, Jennie Walker non è una donna e questo non è un libro sul cricket, ma andiamo con ordine.
Il poeta inglese Charles Boyle un giorno decise di scrivere un piccolo romanzo, lo portò a un editore che glielo rifiutò. Lo stesso giorno scoprì di aver ricevuto un'eredità sufficiente per pubblicare a proprie spese il romanzo, cosa che fece - con lo pseudonimo Jennie Walker - fondando la CB Editions, una casa editrice basata sul print on demand (Vuoi una copia? Te la stampo per 15 sterline).
Mick Jagger lesse il libro, gli piacque abbastanza per scrivere il blurb più trito della storia e il libro venne immediatamente ristampato da un editore più importante.
24 per 3 - siamo alla storia di questi giorni - sta uscendo anche negli Stati Uniti ed è davvero una piccola gemma. Il cricket c'entra con la trama del racconto e dà lo spunto ad alcune metafore, ma non è necessario conoscere il gioco o anche solo esserne incuriositi per apprezzare il romanzo, basta avere un debole per le storie ben scritte. Lo Spectator non lo ha recensito, ha preferito pregare direttamente i suoi lettori: «Leggete 24 per 3. Regalatelo ai vostri amici, siano essi intelligenti, ottusi o pesantemente intellettuali. Lasciatelo sul treno invece del giornale... Il libro riesce nell'impresa più difficile nella narrativa: trarre gioia dalla difficoltà, mantenendo nello stesso tempo un senso di spontanea verità».