Javier Marías

«Gli innamoramenti»


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«Come ogni autentico poeta, Marías è inesplicabile, probabilmente perfino a se stesso; così capace di tragedia, di pietà, di cruda violenza, è pure ricco di ironia, nella scrittura e nella vita […].
Marías è un narratore totale: di grandi eventi storici e di dettagli rimasti nella mente e nel cuore come strati geologici o «resti fossili di tempo» - ha scritto Elide Pittarello - che, grazie a un loro dna ritrovato, ridiventano vivi e attivi, sempre se stessi ma insieme altri e diversi.
Marías è poeta del grande e del minimale, della Storia e delle sfumature del cuore, delle passioni e degli intrighi, dell'avventura e del mistero, degli oggetti e dei fantasmi. La sua macchina da presa coglie, spesso al rallentatore, l'esistenza quasi in ingrandimenti successivi, per poi talvolta dissimularla in un'ombra umanissima e protettiva. Egli è anche affascinato, sia pure con orrore, dal male, violento o impalpabile; dal male individuale e collettivo, dal tradimento e dalla delazione, dai crimini compiuti pure dagli Stati e dalla legge; dal male opaco che viene assorbito, dimenticato o integrato nella vita che continua […].
Marías è un grande narratore della verità e del segreto, dell'impossibilità e talora della necessità dell'ignorare. Il suo grande compatriota barocco, Gracián, deve avergli insegnato che la verità è un salasso al cuore. Raccontare deforma e altera i fatti, li crea e insieme li nega. Lo scrittore e il lettore sono anche delle spie; inventare la vita, come fanno gli scrittori - dice Marías - significa «trovare», scoprire la vita stessa, come vuole il verbo latino «invenire». La scrittura fa qualcosa di più: scopre pure l' assenza, ciò che è andato perduto, le omissioni e i desideri inappagati di un'esistenza, i progetti frustrati; scopre ciò che uno è stato e ciò che non è stato […]. In ciò consiste la verità della scrittura ma anche il suo potenziale devastante, perché costringe a fare i conti con la totalità di ciò che siamo, il cui peso talora è insostenibile.
Marías non è sposato ma è un grande poeta del matrimonio, il rapporto esistenziale per eccellenza tra le persone e proprio per questo anche pericoloso; vita condivisa che è un confessionale e insieme un'elusione, un dirsi tutto, una difficoltà o impossibilità di dirlo e un tentativo di non dirlo egualmente appassionati, rischiosi e colpevoli; una complicità e una rivalità che ruotano intorno al dire e non dire. La vita, per Marías, è insieme fedeltà e tradimento; non il banale tradimento erotico o sentimentale, ma il continuo tradimento dei propri amici, amanti, genitori, fratelli, amori, fedi; della propria infanzia e del proprio passato, che si tradiscono anche solo allontanandosi da essi nel tempo, cancellandoli e cancellandosi. La letteratura, indagando e talora rivelando il segreto, svolge una funzione potenzialmente pure profanatrice; essa narra il segreto, ma lo narra più tardi, in un momento magari sbagliato, mettendo in moto anche meccanismi distruttivi […].
Questo scrittore così esperto della dislocazione moderna o postmoderna dell' Io offre al lettore ciò che il romanzo contemporaneo non sa o non vuole offrire se non raramente: personaggi in carne e ossa, storie, vicende, avventure, verità essenziali sulla vita, sull'amore, sulla vicinanza/lontananza degli esseri umani; sulla loro perdita, sulla struggente difficoltà di vivere insieme, nell'amicizia come nell'amore».

Claudio Magris, Corriere della Sera (qui l’articolo completo)

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«Un romanzo straordinario... Gli innamoramenti è Marías allo stato puro».

El Mundo

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L’ultima volta che vidi Miguel Desvern o Deverne fu anche l’ultima volta che lo vide la moglie, Luisa, il che continua ad apparire strano e forse ingiusto, dal momento che lei era questo, sua moglie, e io ero invece una sconosciuta e non avevo mai scambiato con lui una sola parola. Non sapevo neppure il suo nome, lo seppi soltanto quando ormai era tardi, quando comparve la sua foto sul giornale, pugnalato e mezzo scoperto e sul punto di trasformarsi in un morto, ammesso che già non lo fosse per la sua stessa coscienza assente che non tornò piú a farsi presente: l’ultima cosa di cui si dovette render conto era che lo stavano accoltellando per sbaglio e senza motivo, cioè in maniera imbecille, e oltretutto una volta e poi ancora un’altra, senza via di scampo, non una sola, con l’intento di eliminarlo dal mondo e di scacciarlo senza dilazione dalla terra, seduta stante. Tardi per che cosa, mi domando. La verità è che lo ignoro. Solo che quando qualcuno muore, pensiamo che ormai si sia fatto tardi per qualunque cosa, per tutto – tanto piú per aspettarlo –, e ci limitiamo a darlo per cancellato. Anche i nostri congiunti, sebbene ci costi molto di piú e li piangiamo, e la loro immagine ci accompagni nella mente quando camminiamo per le strade e in casa, e crediamo per molto tempo che non ci abitueremo. Ma sin dall’inizio sappiamo – sin da quando ci muoiono – che non dobbiamo piú contare su di loro...

Javier Marías, Gli innamoramenti

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Di cosa siamo capaci quando siamo innamorati? Che cos'è l'amore se non l'alibi per compiere le azioni più deprecabili, più meschine, più violente?
Dopo l’esperimento della monumentale trilogia Il tuo volto domani («una delle vette letterarie del nostro tempo», ha scritto El Mundo) Javier Marías torna a ipnotizzarci con la sua scrittura-fiume, affidando per la prima volta la narrazione a una protagonista femminile.
María Dolz lavora in una casa editrice di Madrid, poco piú che trentenne è però già soffocata dalla routine. Ogni mattina, in un caffè, osserva quella che le sembra una coppia perfetta. Non sa che si chiamano Miguel e Luisa, non li conosce, eppure prova per loro un affetto autentico e profondo, simile a quello che proviamo per l’eroe di un film o di un romanzo.
Finché un giorno Miguel viene ucciso da un balordo, «accoltellato per confusione e senza una causa». O almeno così sembra… Comincia cosí un percorso attraverso la città – Madrid, il quartiere Serrano in particolare – alla ricerca di qualcosa che spieghi l’inspiegabile. Ma quello che soprattutto troverà María è il disorientamento, il terrore che segue la scomparsa di una persona amata, anche quando quella persona era praticamente una sconosciuta.

Profondo, misterioso, velato di una sottilissima ironia, Gli innamoramenti è un romanzo sull’amore - a partire dal titolo - anche se, già dalle prime righe, si intuisce che anche la morte - violenta, imprevista, enigmatica - vi giocherà un ruolo decisivo. «Una cartografia dell’amore e dei sentimenti, - lo ha definito El País, - la morte, le assenze e la presenza delle assenze, l’impunità, quello che pensiamo di vedere di sapere e, chiaramente, il rischio; tutto ciò narrato dalla voce di una donna. Questo è il DNA degli Innamoramenti».

Caso letterario del 2011 in Spagna, il romanzo ha vinto nel 2012 il Premio Nacional de Narrativa assegnato dal Ministero della Cultura spagnolo alla miglior opera letteraria pubblicata in una delle quattro lingue ufficiali riconosciute nel Paese. A causa dei tagli alla cultura decisi dal governo, però, Marías ha rifiutato il premio: una decisione che ha fatto discutere, ma che rappresenta l’ennesimo esempio della coerenza dell’autore: «In tutto questo tempo ho evitato le istituzioni dello Stato, senza curarmi del partito al potere, e ho rifiutato tutte le remunerazioni che provenivano dall’erario pubblico, - ha detto. - Il mio atteggiamento ha origini lontane e non ha niente a che vedere con chi governa oggi. Lo Stato non ha nulla da darmi per il mio compito di scrittore che ho scelto di mia propria iniziativa».

Gli innamoramenti è pubblicato in Italia nella straordinaria traduzione di Glauco Felici, scomparso nel settembre del 2012, a cui l’editore dedica questo libro.

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Javier Marías sarà prestissimo in Italia per presentare Gli innamoramenti e incontrare i suoi lettori.
Questi i due appuntamenti:

Torino
Lunedì 3 dicembre - ore 21
Circolo dei lettori
via Bogino, 9
Con Michela Murgia
Letture di Isabella Ragonese
Ingresso libero fino a esaurimento posti
L’evento sarà trasmesso in streaming sul sito del Circolo dei lettori.
Il Circolo invita i lettori a scrivere una domanda da porre a Javier Marías durante l’incontro. Maggiori informazioni qui.

Roma
Martedì 4 dicembre - ore 21
Sala Risonanze, Auditorium Parco della Musica
viale Pietro de Coubertin, 30
Con Concita De Gregorio e Michele De Mieri
L’incontro è parte della rassegna Anteprime di Libri Come. Maggiori informazioni qui.

 
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