Albert-Lászlo Barabási, «Lampi»

Premio Lagrange – Fondazione CRT 2011


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Oggi siamo ossessionati da Facebook, da MySpace, da Twitter e trascorriamo il tempo a divorare voracemente i pensieri, i commenti e le immagini dei nostri amici. Provate a immaginare una nuova generazione di social network che non gioca con il passato, ma ti permette di sbirciare nel nostro futuro. Dimenticate il concetto di «a cosa stai pensando?» e concentratevi sugli eventi che devono ancora accadere. Se credete che Twitter e Facebook creino dipendenza, pensate a cosa potrebbe portare la possibilità di prevedere il futuro.

Albert-Lászlo Barabási

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In Link, Barabási ci ha mostrato come le reti complesse si dispiegano nello spazio. In Lampi, ci mostra come si dispiegano nel tempo. La tua vita può sembrarti regolata dal caso: invece tutto – dalla visita di un sito a quella a un dottore – è prevedibile e avviene in lampi.

Clay Shirky

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Barabási è una delle poche persone al mondo che ha compreso la profonda struttura della realtà empirica.

Nassim Nicholas Taleb

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Il filosofo Karl Popper respinse tutti i tentativi di indicare a priori quale direzione potrà prendere la storia. Barabási oggi getta il guanto di sfida: i comportamenti umani non sono per principio imprevedibili, possiamo intravedere l’universale in mezzo alla trama intricata delle vite umane.

Marco Motta, Le Scienze

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Albert-Lászlo Barabási è il vincitore del Premio Lagrange - Fondazione CRT 2011, assegnato al ricercatore ungherese per le sue «ricerche rivoluzionarie, che evidenziano le motivazioni profonde alla base dei principi organizzativi comuni e delle complesse caratteristiche delle reti», e per aver «fornito i concetti necessari per comprendere le strutture di rete osservate in un ampio spettro di modelli e di domini che vanno dai sistemi dell’informazione al microscopico mondo della biologia molecolare, aprendo intere nuove aree all’applicazione della scienza dei sistemi complessi».

Il Premio Lagrange – Fondazione CRT, intitolato allo scienziato e matematico Joseph-Louis Lagrange, è il più importante riconoscimento internazionale nell’ambito dello studio dei sistemi complessi e sarà consegnato ufficialmente a Albert-Lászlo Barabási giovedì 30 giugno,  alle ore 18, al Teatro  Vittoria di Torino.

La cerimonia si svilupperà in una conversazione tra Barabási e Alessandro Vespignani, direttore scientifico della Fondazione ISI – Istituto per l’Interscambio Scientifico di Torino e del Centro di Ricerca per le Reti e i Sistemi Complesse dell’ Indiana University negli Stati Uniti. L’incontro sarà coordinato da Vittorio Bo.Interverranno anche Giovanni Ferrero (Fondazione CRT), Ralph Dum (EU Future Emerging Technologies), Angelo Miglietta (Fondazione CRT) e Mario Rasetti (Fondazione ISI).

Lo stesso giorno, alle 11, l'autore parteciperà a una conferenza stampa presso la sede della Fondazione CRT in via XX Settembre 31 a Torino.

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Albert-Lászlo Barabási è un uomo pericoloso. Anche se a vederlo, magari su YouTube mentre illustra il suo lavoro a una platea di funzionari di Google, può sembrare inoffensivo, è meglio non farsi trarre in inganno. Quest’uomo sta mettendo a repentaglio il futuro dell’umanità. Lui stesso ci mette in guardia nel suo ultimo libro, Lampi:

Negli ultimi anni mi è capitato più volte di prendere in seria considerazione la possibilità di porre fine alle mie ricerche sul comportamento umano.
La tecnologia ha superato la nostra capacità di usarla in maniera responsabile e non posso ignorare la possibilità che i frutti delle nostre ricerche possano presto essere integrati in qualche iniziativa malvagia.

Per dire, dopo il suo libro precedente che riguardava le teorie delle reti, Link, Barabási è stato contattato da un innominato dirigente di una grande compagnia di telefonia mobile, il quale offrì allo studioso l’accesso a una gran mole di dati (resi anonimi) sui clienti della compagnia. Sulla scorta degli studi che Barabási compì su quel succoso materiale, «il dirigente ordinò la riprogettazione di molte pratiche commerciali dell’azienda, dal marketing alla fidelizzazione».

Il problema è che in Lampi Barabási si è mosso ben al di là della teoria delle reti. Il tema del libro è la prevedibilità del comportamento umano. In altre parole, il nostro futuro.
Scrive l'autore:

Prevedere il comportamento di un individuo sta diventando sempre più facile. Il futuro, inoltre, è molto più prezioso del passato, poiché i nostri progetti di viaggio e di acquisto sono forse la merce più ambita nella nostra economia. Mentre firewall sicuri e leggi sulla privacy proteggono il nostro passato, il nostro futuro, previsto da algoritmi sofisticati, è a disposizione di chi lo vuole.

Il modo in cui Barabási affronta l’argomento è affascinante: una parte consistente del libro è dedicata a due vicende che servono da esempio per le considerazioni teoriche e scientifiche dell’autore. La prima è la storia di Hasan Elahi, un creatore di installazioni multimediali che, a causa dei suoi continui spostamenti, ha attirato l’indesiderabile attenzione dell’FBI. La sua reazione è stata quella di privarsi volontariamente della propria privacy, trasformando la sua vita in un libro aperto: ogni suo spostamento è tracciato in diretta nel sito trackingtransience.net. L’altra storia è quella di György Dózsa Székely, un contemporaneo di Vlad l’impalatore che trasformò una crociata contro gli ottomani in una rivolta popolare contro l’aristocrazia. Il discorso passa attraverso tappe inattese, come il sito wheresgeorge.com, che traccia percorsi di banconote in giro per il mondo, e ci delizia con le miniature dell’artista transilvano Botond Részegh.

E siccome, l’abbiamo detto, Barabási è un uomo pericoloso, sa anche farci venire la pelle d’oca con una previsione: tra poco, pochissimo tempo, potremmo finire tutti quanti su LifeLinear...

Il libro


Lampi - copertina

Albert-László Barabási


Lampi


2011
Saggi
pp. VII - 326
€ 28,00
ISBN 9788806195182

Illustrazioni di Botond Részegh
Traduzione di Simonetta Frediani

Possiamo prevedere scientificamente il nostro futuro? Da secoli e forse millenni scienziati e pseudo-scienziati di ogni calibro si sono proposti di risolvere questo mistero, e ora nuove ricerche stanno rivelando che i comportamenti umani, fino a questo momento ritenuti puramente casuali, seguono invece leggi che si possono stabilire con esattezza.
Nel suo ultimo libro Albert-László Barabási, l'eminente studioso della scienza delle reti, indaga in termini estremamente originali sulla natura del comportamento umano.

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