Grace McCleen

«Il posto dei miracoli»


Condividi

Dico a me stessa che le cose piccole sono grosse e quelle grosse sono piccole, che le vene scorrono come fiumi e i peli crescono come erba e per uno scarabeo una chiazza di muschio è come una foresta, e dallo spazio le forme dei continenti e le nuvole della terra sono come i colori di una biglia. Penso a come l’esterno di una nebulosa di ossigeno e idrogeno somiglia allo schizzo di una gocciolina di latte che cade, con le estremità che si sollevano a corona. Penso alle immagini di rocce e polvere e galassie nello spazio e non sembrano altro che fiocchi di neve in una bufera, e i buchi neri sembrano perle in contenitori profondi, i superammassi di galassie sembrano bolle di bagnoschiuma: sembrano favi, cellule di una foglia, il reticolo sul naso di un bombo. Che le volute di una nebulosa e gli anfratti di un fuoco che brucia emettono la stessa luce che a guardarla scalda gli occhi e li fa lacrimare. [...] E allora so che sono enorme e sono piccola, che vado avanti per sempre e me ne sono andata in un momento, che sono giovane come un topolino appena nato e vecchia come l’Himalaya. Sono immobile e giro su me stessa. E se sono polvere allora sono anche polvere di stelle.

Grace McCleen, Il posto dei miracoli

***

Il posto dei miracoli è insieme sinistro e intrigante, con un narratore di 10 anni del tutto convincente alle prese con fondamentalismo, bullismo e miracoli.

A. S. Byatt

***

«Bellissimo, unico e impossibile da etichettare... La storia di una bambina in una piccola città piena di persone che pensano in piccolo, raccontata in un romanzo dal cuore grande».

Financial Times

***

«I miracoli non devono per forza essere grossi, e possono succedere nei luoghi piú improbabili. A volte sono cosí piccoli che la gente non se ne accorge. A volte i miracoli sono timidi. Ti sfiorano una manica, ti si posano sulle ciglia. Aspettano che tu te ne accorga, poi si sciolgono».  

Judith McPherson ha dieci anni e nella sua stanza c’è un mondo. È fatto di cose piccole che gli altri butterebbero via, cose usate che nessuno vuole più: carte di caramelle, pezzetti di stoffa, tappi, scatole di cartone e di latta, rametti, frammenti di ceramica e di specchio. È la sua versione – concreta e in miniatura – della Terra dell’Adornamento, il paese meraviglioso promesso da Dio agli israeliti. La Terra dell’Adornamento è ciò che resterà dopo Armageddon, e Judith sa – perché l’ha detto suo padre, e a suo padre l’hanno detto «i Fratelli», e i Fratelli l’hanno letto sulla Bibbia – che Armageddon è vicino. Per questo bisogna pregare.
Il fatto è che la preghiera, quando s’intreccia alla fantasia stupefacente di una bambina, può produrre risultati inaspettati. Ad esempio un miracolo. Perché con quale altra parola, se non miracolo, descrivereste una pioggia di farina e zucchero e cotone che si trasforma, provvidenzialmente, in neve vera?
E se restasse un minimo dubbio a cancellarlo ci pensa Dio, che con Judith parla a voce alta, e si fa dare del tu. Ci sono giusto un paio di cose da mettere a posto prima di Armageddon, e lei – visto quello che sa fare – potrebbe dargli una mano. Milioni di piccoli miracoli con cui Judith potrebbe far del bene. Ma la bambina si renderà conto presto che la parte più difficile è trattenersi dall’usare il potere per punire certe persone che con lei non sono state per nulla gentili...  

Vincitore del Desmond Elliot Prize per l’opera prima, incluso da A. S. Byatt tra i libri migliori del 2012, Il posto dei miracoli sfugge a ogni tentativo di categorizzazione: la voce bambina che racconta questa storia è tenera e straniata, ma Grace McCleen – cresciuta come il suo personaggio in una comunità cristiana fondamentalista, e adesso musicista, oltre che scrittrice – la usa per raccontare con durezza un microcosmo a tratti spaventoso. Una comunità miope e bigotta, dove ogni ribellione – persino quella soltanto immaginata – è peccato, e pure i bambini sono costretti a chiedersi come sarà morire.  

Un romanzo misterioso, potente e delicatissimo, che pagina dopo pagina ci costringe a cambiare prospettiva, fino a scoprire che «in questo mondo non ci sono cose grandi ma solo un sacco di cose piccole unite insieme», e che – come dice Judith – se siamo polvere, allora siamo anche polvere di stelle.

***

Su Pinterest, il board dedicato al libro.

Il booktrailer originale del romanzo:

 

Il libro


Il posto dei miracoli - copertina

Grace McCleen


Il posto dei miracoli


2013
Supercoralli
pp. 304
€ 18,00
ISBN 9788806211035

Traduzione di Norman Gobetti

«In principio c'era una stanza vuota, un po' di spazio, un po' di luce, un po' di tempo».

Grace McCleen, Il posto dei miracoli

***

In quella stanza Judith McPherson, dieci anni e la fantasia per riempire i vuoti, raccoglie quello che altri definirebbero rifiuti- erba secca, scatole di fiammiferi, vecchi lacci da scarpe - e ne fa preziosi mattoni per costruire un perfetto, confortevole mondo in miniatura.
Perché il mondo, quello grande, perfetto non è: a casa un padre cupo e irreprensibile, tutto intorno una comunità religiosa per la quale la fantasia è peccato e la fine del mondo è sempre dietro l'angolo, e a scuola le minacce di un compagno violento. Come difendersi? Basterebbe un miracolo. Un po' di neve fuori stagione, magari. Una bella spolverata di zucchero, farina e cotone sul mondo in miniatura... ed è allora che per Judith cominciano i guai.

SCHEDA LIBRO
ARCHIVIO