Giuliano Sangiorgi

«Lo spacciatore di carne»


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I cadaveri di animali ammassati come pezzi di ricambio, tutti perfettamente uguali, odorano di sangue e gelo.
È rimasta cosí tanta carne nel frigo che forse riuscirò a resistere un po'.
Finché ci sarà carne ci sarò io in questa casa.
Sono diventato l'odore di mio padre e forse sempre lo sono stato.
In una foto che ho adesso nitidamente negli occhi, ma che stava nel salotto dei miei, sigillato con il cellofan, avevo poco piú di qualche ora di vita e mio padre mi mostrava al mondo, fiero, tenendomi in braccio in malomodo, come un pezzo d'animale.
Il suo sorriso tra la bocca e i baffoni è identico.
Da qualche parte in casa ho le foto dei suoi primi macelli.
Come trofei alzati in aria per i piedi li espone davanti a chi lo fotografava con la stessa identica fierezza con cui mostrava la mia nascita.
Ero io.
Come i suoi agnellini, un pezzo di carne la cui vita o morte dipendeva esclusivamente da lui.
L'odore del suo camice sporco sarebbe stato il mio.
Non mi sarei dovuto illudere.
Sono io quell'odore.

Giuliano Sangiorgi, Lo spacciatore di carne

***

Non c’è legame più forte del sangue. E il sangue, la carne, nella vita di Edoardo sono molto più che una metafora: sono la materia di cui è fatto il suo passato e quella a cui deve tornare.
Aveva cinque anni, «cinque anni di niente» il giorno in cui ha visto suo padre sgozzare un agnello. Da allora il sangue non ha smesso di scorrere nel mattatoio, «la carne-officina» dove il padre macellaio (un tempo il suo gigante buono, adesso un estraneo) attende con pazienza che prenda la laurea prima di raggiungerlo e mettersi all’opera accanto a lui. Perché quello è il destino che la sorte – una sorte incarnata in famiglia – gli ha assegnato, contro cui Edoardo può al limite provare a ribellarsi nascondendo gli agnellini sotto al suo letto, illudendosi che giocare a proteggerli possa salvarli davvero dal loro futuro segnato, e non semplicemente rimandarlo. Dopotutto rimandare, nascondersi, è quello che fa anche lui: studente fuorisede a Bologna, è lontano da casa da due anni ma ha dato solo un esame, il più facile. Vive in un appartamento di via Zamboni con due ragazzi, in uno spazio a compartimenti stagni, dove l'unico contatto con gli altri è dato dagli odori e dal vuoto lasciato dai coinquilini quando vanno in facoltà. La sua è una vita in stallo, «un presente parcheggiato».
Finché, sul treno per Bologna, incontra Stella. Un faccia bianchissima da bambima, vent’anni sulla pelle e mille negli occhi. Stella è bellissima, misteriosa, bacia e morde con la stessa passione, e Edoardo se ne innamora in un istante. È l’inizio di un rapporto simbiotico, un triangolo travolgente e pericolosissimo che ha come terzo vertice la droga. Per procurarsela (per lui, ma soprattutto per Stella) Edoardo rivende i tagli pregiatissimi di carne che suo padre gli spedisce orgoglioso ogni settimana: la carne in cambio della droga, la droga in cambio di Stella. Ma ciò che inizia nel sangue non può che finire nel sangue.
Quando Edoardo capisce che Stella l’ha abbandonato, quella carne che alimentava il suo legame comincia a trasformarsi in ossessione. In un mondo ormai allucinato dove tutto appare possibile, la carne diventa denaro contante e l’amore diventa incontrollabile follia.

L’abilità di paroliere dimostrata da Giuliano Sangiorgi, leader dei Negramaro, nei pezzi per il suo gruppo, l’ha trasformato in uno degli autori più richiesti dai grandi interpreti italiani (ha scritto tra gli altri per Jovanotti, Andrea Bocelli, Malika Ayane, Elisa, Patty Pravo, Adriano Celentano); oggi, il suo esordio letterario mantiene intatta la potenza di una delle voci più forti della nuova scena italiana.
Diviso in 35 capitoli brevi e fulminanti come canzoni, Lo spacciatore di carne getta una sguardo straniato sulla vita studentesca, superandone i cliché e portando invece alla luce gli aspetti più ancestrali.
Sangue, destino, amore e follia sono gli archetipi su cui Sangiorgi costruisce questo romanzo che sembra ispirarsi al mito, che gioca con la lingua e la scrittura e ci regala il ritratto inedito di una generazione in lotta con il futuro. Un libro appassionato e viscerale, come il rock migliore.

Il libro


Lo spacciatore di carne - copertina

Giuliano Sangiorgi


Lo spacciatore di carne


2012
Stile libero Big
pp. 184
€ 16,00
ISBN 9788806212186

In copertina: illustrazione di Emiliano Ponzi

***

«Stella. Solo il suo nome mi ha rimesso in moto il sangue, sotto la pelle.
Ancor prima che il cervello fosse operativo, ha dato al cuore il preciso ordine di pompare e di farlo scorrere placido nelle vene.
No. Questa mattina, il cuore mio non è soltanto un muscolo. Stella è di nuovo in circolo, non è andata via da quel buco sulle labbra che credevo ormai scomparso. Fluttua leggera da qualche parte nel fiume di sangue che scorre nel letto delle mie vene tra argini e rive di carne, pelle, ossa e pensieri.
È ancora qui, tra le pareti di questa casa, tra le mura di questa città. Basterà soltanto cercarla».

Giuliano Sangiorgi, Lo spacciatore di carne

***

L'esordio letterario del leader dei Negramaro.
Una delle voci piú forti della nuova scena italiana.

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