Francesco Orlando

1934 - 2010


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«In veste di studioso, Orlando ci ha insegnato a concepire la letteratura come un archivio, in gran parte inesplorato, della psiche umana e della realtà profonda che in essa si riflette».
Franco Marcoaldi

«L'immensa biblioteca di cui Orlando ci ha generosamente spalancato le porte e nei cui labirinti ci ha fatto da guida si è trasformata a poco a poco, mentre lui ce ne illustrava le ricchezze, le sorprese e i segreti, in una viva, sussurrante foresta di simboli».
Giovanni Raboni

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Scompare a settantasei anni Francesco Orlando, illustre francesista, saggista, teorico della letteratura e allievo, negli anni '50 a Palermo, di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
Docente di Lingua e letteratura francese alla Scuola Superiore Normale di Pisa e, successivamente, presso l'Università Ca' Foscari di Venezia e l'Università di Pisa, Francesco Orlando aveva esordito pochi mesi fa come narratore con La doppia seduzione, romanzo insieme «senile e giovanile», la cui prima stesura risale al 1956: «Sia da giovane che da vecchio ho lavorato al testo con grande serenità, allegria e piacere. Quando nel '99 ho ricominciato a metterci le mani, ero in uno stato di vera e propria euforia. Mi facevo la barba, passeggiavo sul lungarno, uscivo da lezione, e all'improvviso ecco una nuova idea, una nuova parola. Un aggettivo da togliere o mettere», raccontava Orlando in una delle ultime interviste, apparsa a marzo su Repubblica.
Negli ultimi mesi, lo studioso palermitano stava correggendo le bozze dell'edizione francese del suo libro più celebre, Gli oggetti desueti nelle immagini della letteratura, pubblicato per la prima volta da Einaudi nel 1994 e capitolo fondante della sua ricerca di «una teoria freudiana della letteratura, al di là dell'opera di Freud».

 
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