Come faccio a essere sicuro che era proprio il 1963? Oh, non posso sbagliare, perché di quell’anno non mi sono mai dimenticato, né mi dimenticherò mai. Fu quello in cui ero innamorato di una bicicletta blu che costava troppo e di una bambina con cui mi pareva di non stare mai abbastanza. L’anno in cui le cose e la mia vita cambiarono, e di molto.
Di norma le persone non sanno dire qual è stato il momento preciso in cui hanno smesso di essere bambini e sono passati a un’altra età, diversa, piú matura e piú difficile. Io invece lo so. So che quell’agosto di quarantasette anni fa fu l’ultimo mese della mia infanzia, l’ultimo in cui la spensieratezza e l’ingenuità furono piú grandi della dolorosa consapevolezza che dominò poi.
Eraldo Baldini, L’Uomo Nero e la bicicletta blu
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Il male di vivere ha connotati materiali, ma anche le cose più semplici, come la bicicletta blu desiderata invano, sono incardinate su frammenti di sogno che provengono dal grande deposito dei miti e delle favole. A questa sostanza appartiene anche quello che l’uomo chiama male, che forse è solo il rovescio di noi stessi, inspiegabile e immancabile come tutto quello che appartiene alla vita.
Giuseppe Leonelli, La Repubblica
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Un’affascinante miscela che combina avventure di un piccolo picaro e senso del tragico. Cercando nelle ombre del passato, frugando in un antico terrore che accomuna adulti e piccini, rappresentando gli spietati pregiudizi della campagna e l’esorcismo della giustizia sommaria, ha messo in scena il male ordinario di un paese più grande e “moderno”: quello che chiamano Italia.
Tommaso De Lorenzis, La Repubblica – ed. Bologna
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L’ambientazione ricorda quella dei suoi «horror rurali» che hanno conquistato tanti lettori (italiani e non solo): un paesino immerso nella campagna romagnola. Siamo nel 1963, Gigi ha quasi undici anni e si inventa mille lavoretti per riuscire a comprare, entro l’estate successiva, la meravigliosa bicicletta blu con le finiture cromate che ha visto nella vetrina di un negozio. Gigi però non sa che quello è proprio l'anno che cambierà la sua vita, quello in cui scoprirà che l’Uomo Nero non esiste solo nelle favole della vecchia Tugnina…
L’Uomo Nero e la bicicletta blu sono la paura e il desiderio, l’incubo e il sogno con cui il ragazzino dovrà fare i conti. Fino a rendersi conto che ciò che sembra vicinissimo può sparire da un giorno all’altro, e che la realtà può essere più dura della peggiore immaginazione.
Baldini ci conduce nell’Italia ancora povera degli anni Sessanta, in un microcosmo magico e crudele popolato di storie e personaggi memorabili, «folli di pianura» che inventano la propria epica al bar del paese, il regno dell’iperbole dove chiunque può vivere il suo momento di gloria, ma dove basta un niente per trasformare un emarginato in un mostro.
Con una scrittura «viva» che sembra modellarsi sull’esperienza del protagonista, passando da una comicità leggera a toni cupi e dolorosi, Baldini ci regala un romanzo di formazione struggente, il racconto della perdita di un’innocenza individuale e collettiva che lega indissolubilmente la fine dell’infanzia alla scoperta di un male tutt’altro che metafisico.
Ma L’Uomo Nero e la bicicletta blu è la prova di un autore di talento che – seppur coerente con il suo percorso – sembra aver trovato una voce nuova, più leggera e insieme più affilata: quasi che, osservando e raccontando la storia di un bambino che diventa adulto, la scrittura fosse cresciuta con lui.
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Eraldo Baldini![]() L'Uomo Nero e la bicicletta blu
2011
Stile libero Big pp. 320 € 17,50 ISBN 9788806195397
Come riesce agli autentici narratori,
Baldini ci fa vedere il mondo con il gusto della burla
e dell'invenzione, con lo stupore di un bambino
fantasioso e disperato, costretto a inventarsi
ogni giorno il suo posto nel mondo. SCHEDA LIBRO
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