Lo scorso 23 ottobre Elena Loewenthal ha vinto la ventitreesima edizione del Premio Chiara con Una giornata al monte dei pegni. Ben 101 dei 200 giurati «popolari» si sono espressi a favore della scrittrice torinese, che ha così battuto i due finalisti Ermanno Cavazzoni ed Eugenio Baroncelli, secondi a pari merito con 43 voti.
«Non sapevo neppure esistesse ancora il monte dei pegni, - ha detto la vincitrice nell’intervista sul palco durante la cerimonia di premiazione, - l'ho scoperto per caso un giorno in macchina, leggendo la scritta sul muro di una casa torinese. La curiosità mi ha poi spinto a parlare con la direttrice e a rimanere nell'ufficio, simile a quello di una banca, per oltre una settimana».
Lì la scrittrice ha osservato, ascoltato, e solo dopo un po’ di tempo ha cominciato a scrivere una storia ispirata a ciò che aveva visto (la stessa ambizione a «farsi raccontare tutto dalla realtà» che ha guidato la Loewenthal nel suo ultimo lavoro, pubblicato recentemente nei Supercoralli, La vita è una prova d’orchestra).
È nato così il ritratto di un’umanità varia che ogni giorno, in fila discreta, va a lasciare la propria «roba» in cambio di denaro. Negli oggetti lasciati per poco o abbandonati per sempre la Loewenthal ha saputo leggere infinite storie, ricordi, frammenti di esistenze. Per scoprire alla fine, come scrive lei stessa, che in realtà «le cose tacciono, siamo noi che c'illudiamo di ascoltarle».
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Elena Loewenthal![]() Una giornata al Monte dei Pegni
2010
L'Arcipelago Einaudi pp. 104 € 10,50 ISBN 9788806202514
«Come ci si congeda dalle cose, prima di lasciarle? Meglio l'indifferenza o un brandello di cuore che se ne va?»
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