Don Winslow

Il potere del cane


Don Winslow, l'autore de L'inverno di Frankie Machine, torna con Il potere del cane, una storia della guerra al narcotraffico come nessuno l'aveva mai raccontata. Una guerra senza esclusione di colpi, che coinvolge sicari senza scrupoli e politicanti corrotti, i servizi segreti americani e la mafia, tra inganni, tradimenti, vendette spietate. E sullo sfondo è sempre in agguato, pronto a esplodere, il male assoluto, quella demoniaca crudeltà di uomini e cose chiamata «il potere del cane».

Un romanzo, capace di entusiasmare critici e scrittori americani, la cui pubblicazione in Italia è stata accolta così da Antonio D'orrico, che sulle pagine del Magazine del Corriere della Sera ha proclamato Il potere del cane «thriller dell'estate»:

«La domanda canonica nelle redazioni dei giornali in questo periodo dell'anno è: "Qual è il romanzo dell'estate 2009?". Per romanzo dell'estate si intende una cosa abbastanza easy, sentimentale. La risposta che mi sento di dare, per questa estate 2009, è: Il potere del cane di Don Winslow. Solo che non è un romanzo dell'estate così come comunemente si intende. Ma procediamo con ordine.[...]

I lettori più affezionati si ricorderanno di un altro romanzo di Winslow, L'inverno di Frankie Machine. Frankie Machine è l'eroe di riferimento perfetto per tempi come questi e, non a caso, Robert De Niro se l'è prenotato per il suo prossimo film comprandone i diritti cinematografici. Machine è l'eroe giusto per l'inverno di Bob De Niro. Sembra fatto apposta per l'attore che fu Don Vito Corleone giovanotto. Il potere del cane è invece un romanzo più da Al Pacino che da De Niro [uno dei personaggi del romanzo somiglia fisicamente al protagonista di Scarface Tony Montana, ndr], e si potrebbe definire con un'immagine usata dall'autore: "La guerra alla droga vista da Hieronymus Bosch".[...]

Il personaggio più bello di tutti è il killer irlandese Sean Callan. Spietato, gelido, infallibile, Sean Callan è cresciuto ascoltando leggende sanguinose. Quelle dei martiri d'Irlanda: Cuchulain, Wolfe Tone, Pádraic Perse, John Kennedy, Bobby Kennedy... Un giorno Callan, allevato anche nel culto di un'altra leggenda sanguinosa, quella cristiana, ha chiesto alla sorella se Cristo era irlandese. Lei ha sospirato e ha risposto: "No, ma avrebbe potuto esserlo".
A un certo punto del romanzo, Winslow cita una vecchia canzone folk: "This train carries saints and sinners. This train carries losers and winners. This train carries whores and gamblers. This train carries lost souls". Il potere del cane è come quella canzone. Come quella canzone trasporta le anime perdute di santi e peccatori, di perdenti e vincitori, di puttane e giocatori. Forse Il potere del cane non è il romanzo dell'estate come comunemente si intende ma sicuramente è il romanzo giusto per questo inizio, gramo e buio, del Ventunesimo secolo. E va letto come si leggono i salmi secondo le istruzioni che lo stesso Winslow fornisce nell'ultima pagina del libro quando descrive Art Keller mentre "ripete mormorando il frammento di una strana preghiera che ha sentito una volta, e che gli è rimasta impressa anche se non la capisce del tutto... Scampami dalla spada. Dal potere del cane».


Don Winslow ha parlato de Il potere del cane in un'intervista pubblicata sul Corriere della Sera del 2 luglio. Così l'autore ha spiegato come è nata l'idea alla base del romanzo e perché ha scelto di parlare di fatti che si sono svolti in gran parte in Messico: «Una mattina ho letto sul giornale di 19 persone (tra cui donne e bambini) uccise per questioni di narcotraffico. È la carneficina che apre Il potere del cane. Mi sono chiesto come si era potuti arrivare fino a quel punto. Mi sono detto: basta con i weekend in Messico. Ma la scena non mi abbandonava e allora ho deciso di scrivere un romanzo che dicesse la verità sulla guerra alla droga in Centroamerica. Almeno il 90 per cento di quello che racconto è successo veramente. È triste ma è così».
Del protagonista del romanzo, Art Keller, Winslow ha detto: «Art Keller è un soldato leale, come Frankie Machine, ma la sua lealtà non viene corrisposta da superiori e politici. Allora deve fare da solo. La ricerca della verità diventa per lui un'ossessione». E ha aggiunto: «Nei miei romanzi tradiscono tutti. È una storia vecchia come il mondo. Anzi, è la Storia (con la esse maiuscola) a basarsi su un tradimento. Il tradimento di Giuda».
E, alla fine dell'intervista, Winslow ha parlato anche di sé: «Sono laureato in storia dell'Africa con master in storia militare, ho fatto il giornalista, il gestore di cinema, l'investigatore privato, il rappresentante di condimenti per insalata, l'attore, l'esperto di tecniche antisequestro per personale diplomatico... Penso che uno scrittore deve fare tutte le esperienze possibili. Quando finisci gli studi di medicina o legge ti mettono un timbro sui documenti con sopra scritto "dottore" o "avvocato". Ma il timbro con sopra scritto "scrittore", nessuna università te lo può dare. Te lo devi cercare nella vita».


Don Winslow, ex investigatore e consulente di studi legali e compagnie di assicurazioni, è considerato tra gli esponenti maggiori del nuovo crime americano. Ha al suo attivo dieci romanzi, coronati da un successo crescente di critica e pubblico. Einaudi Stile libero ha pubblicato nel 2008 L'inverno di Frankie Machine (ultima edizione «Super ET», 2009), diventato un vero e proprio caso letterario, e nel 2009 Il potere del cane.


 
ARCHIVIO