Con Spavento, il nuovo romanzo di Domenico Starnone, fa il suo ingresso nel catalogo Einaudi uno dei più importanti scrittori italiani contemporanei, vincitore del Premio Strega nel 2001 con l'autobiografico Via Gemito, protagonista della scena culturale italiana e sceneggiatore di film di successo come La scuola di Daniele Lucchetti e Denti di Gabriele Salvatores.
«Via, quante storie: ce la fanno tutti, ce l'hanno sempre fatta tutti, ce la farò anch'io a morire»: nel suo primo romanzo einaudiano, Starnone affronta una delle paure più intime dell'uomo, quella della morte. «L'angoscia della morte mi ha rovinato la vita per anni», potrebbero dire tutti i personaggi di Spavento. E per superare questa ossessione Starnone sceglie di osservarla con ironia, firmando un romanzo profondo e contemporaneo, in cui è difficile non riconoscere uno dei tabù della nostra epoca, il senso comune della precarietà della vita. Una precarietà che Starnone racconta con un gioco di specchi, intersecando la storia e le paure di Pietro Tosca, creatura letteraria, con l'esperienza reale del suo creatore, uno scrittore colpito all'improvviso da un male che lo costringe al ricovero in ospedale.
Uno «spavento» che porterà lo scrittore a fare i conti con la sua nuova, precaria condizione e con il potere della scrittura, illusoria via di fuga dalla realtà: «Ommadonna, la vita che pareva così prevedibile si era mutata in un debole, spaurito interrogativo. Stentavo a rassegnarmi. Non è possibile che uno ha la sua vita e all'improvviso finisce chiuso qui dentro [in ospedale, ndr]. Mi colpì quell'espressione: all'improvviso. Ci girai intorno. La usavo fin troppo spesso, ma non nella conversazione, soprattutto quando scrivevo: all'improvviso si mise a piovere, all'improvviso bussarono alla porta. Mi piaceva, era utile. All'improvviso, mi dissi, è la linfa del narrare. Mi dissi a bassa voce, per calmarmi, per combattere la solitudine: devo ricordarmi di sospingere Tosca su per questo tema, l'improvviso. Un urto. La glassa dell'Ordine si spacca e il Caos sprizza fuori come uno schizzo lungo di sperma».
Domenico Starnone (Napoli, 1943) ha fatto a lungo l'insegnante ed è stato redattore delle pagine culturali de «il manifesto», quotidiano con cui collabora tuttora. È autore di romanzi e racconti sulla vita scolastica, da cui sono stati tratti i film La scuola di Daniele Luchetti e Auguri professore di Riccardo Milani. I suoi libri, pubblicati da Feltrinelli, sono: Ex cattedra (1985, 1989, poi ampliato in Ex cattedra e altre storie di scuola nel 2006), Il salto con le aste (1989), Segni d'oro (1990), Fuori registro (1991), Eccesso di zelo (1993), Denti (1994), da cui Gabriele Salvatores ha tratto il film omonimo, Solo se interrogato. Appunti sulla maleducazione di un insegnante volenteroso (1995), La retta via. Otto storie di obiettivi mancati (1996), Via Gemito (2000, Premio Strega e Premio Napoli 2001), Labilità (2005, premio Castiglioncello), Prima esecuzione (2007). Il testo teatrale Sottobanco è stampato dalle Edizioni e/o, 1992.
Per Einaudi ha pubblicato il romanzo Spavento (2009).