«Cosmopolis»

Cronenberg e DeLillo a Cannes


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Cosmopolis di David Cronenberg, adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo di Don DeLillo, uscirà nelle sale italiane il 25 maggio, in contemporanea con la presentazione a Cannes, dove concorre per la Palma d'oro.

Antonio Monda, su Repubblica, ha intervistato lo scrittore che, vincendo la sua proverbiale ritrosia, sarà a Cannes per assistere alla prima proiezione pubblica del film.
In una lunga conversazione, DeLillo ha commentato il lavoro di Cronenberg, ma ha anche parlato della sua passione per il cinema, e di come il linguaggio cinematografico abbia da sempre un'influenza sulla sua scrittura: «Quando scrivo cerco di vedere in tre dimensioni, e tento di non avere mai uno stile da saggista, dove l'ambientazione è astratta e generalizzata. Mi piace pensare ai colori, alle forme, alle facce, agli oggetti. Anche se descrivo un uomo solo in una stanza penso per esempio al colore del muro. E credo che questo approccio debba molto al cinema».
Interrogato da Monda sui film che più lo hanno segnato, DeLillo ha citato The Tree of Life di Terrence Malick («Si ha l'impressione che sia un film benedetto, per la bellezza che crea e per il profondo senso di empatia umana. Amo il modo in cui Malick riesce a fondere le scene cosmiche con quelle della famiglia, e le invenzioni libere, direi in versi, come quella in cui la madre volteggia e la macchina da presa la riprende dall'alto e danza con lei»), Persona di Ingmar Bergman («ebbi l'impressione che nessuno avesse mai raccontato prima l'universo femminile in maniera tanto profonda e dolente»), e poi Godard, Antonioni, ma anche Furore di John Ford. Di Cronenberg lo scrittore ha detto: «è un regista sempre interessante e mi piace in particolare uno dei suoi ultimi film, La promessa dell'assassino. Tra i precedenti amo Inseparabili e Crash, che è perfino difficile da vedere, ma ti rimane dentro».

Untitled Document

Due autori di culto, DeLillo e Cronenberg, piuttosto distanti nell'immaginario, in Cosmopolis sembrano aver trovato invece un terreno comune.
A creare l'occasione è stato nel 2007 il produttore Paulo Branco, che aveva opzionato i diritti del romanzo e che li propose a Cronenberg. Che accettò e scrisse la sceneggiatura, da solo, in sei giorni. «In pratica, ho iniziato a trascrivere tutti i dialoghi del libro sul mio computer, senza modificare o aggiungere nulla. Mi ci sono voluti tre giorni. Quando ho finito, mi son chiesto: "C'è abbastanza materiale per un film?". "Credo di sì" è stata la risposta. Ho poi trascorso i tre giorni successivi a riempire il vuoto tra un dialogo e l'altro e ho ottenuto il copione», ha detto il regista. «Poi, è soprattutto nelle cose pratiche, nella scelta delle impostazioni e degli oggetti in scena, che si forma il film».

«Ho letto prima la sceneggiatura inviatami da David Cronenberg e solo in seguito il romanzo, - ha detto l'attore protagonista Robert Pattinson. - Il copione è talmente fedele al libro che sembra quasi incredibile, soprattutto se si considera che Cosmopolis era ritenuto impossibile da adattare».
Lo stesso DeLillo ammette: «Pensavo poi che adattare Cosmopolis fosse un'impresa davvero difficile, dato che la maggior parte dell'azione si svolge all'interno di una macchina, poco adatta al grande schermo. Ma mi sono dovuto ricredere... Cosmopolis era diventato un film di Cronenberg. È il mio romanzo ma era anche un suo film... Ero sicuro che avrebbe potuto rendere al meglio l'impatto visivo del romanzo e che avrebbe sorpeso tutti, me compreso. Non avevo idea di come ci sarebbe riuscito ma sapevo che niente sarebbe stato convenzionale».

«Per rendere la storia attuale, ho dovuto cambiare poche cose, - ha detto Cronenberg, - forse l'unica differenza è che al posto dello yen abbiamo dovuto usare lo yuan. DeLillo ha avuto una visione molto percettiva di ciò che sta succedendo adesso e di come andranno a finire le cose. Possiamo affermare senza ombra di dubbio che, mentre il libro è stato profetico, il film è contemporaneo».Qui più che in tutti gli altri suoi film, il regista è stato molto chiaro con gli attori rispetto al divieto assoluto di improvvisare il contenuto delle battute. «Ho voluto che i dialoghi fossero esattamente quelli del romanzo di Don DeLillo, - ha detto. - Stabilito ciò, gli attori avevano ancora un ampio margine di improvvisazione durante le riprese, decidendo loro il tono e il ritmo delle battute». E per lo scrittore ascoltare i propri dialoghi diventati improvvisamente voce, è stata «la cosa più strana. Sono parole mie ma assumono un'altra vita. Ho scritto io ad esempio la conversazine sull'arte che hanno Packer e il personaggio interpretato da Juliette Binoche ma in qualche modo per me è stato come scoprirla (e comprenderla) per la prima volta».

Da parte sua, Juliette Binoche (che, come ha raccontato Robert Pattinson, «è stata molto partecipe anche del processo creativo, suggerendo diverse ipotesi di recitazione messe poi in atto») ha dichiarato in un'intervista a Io Donna che la scrittura di Don DeLillo è stata per lei «la straordinaria scoperta di un universo». La grande attrice francesce interpreta nel film la gallerista Didi Fincher, «una donna perduta, così come è perduto Eric Packer. È una persona sola, la sua apparente leggerezza è in realtà un nascondiglio, il luogo dove placare l'ansia. Cosmopolis parla del nostro bisogno di procurarci denaro, sesso, potere e di mescolare tutto. Un gioco molto pericoloso».

Sabato 14 luglio Don DeLillo sarà a Barolo (CN) per il festival Collisioni.
Il suo ultimo libro, la raccolta di racconti The Angel Esmeralda, uscirà prossimamente per Einaudi.

In attesa dell'uscita del film in italia, ecco il trailer sottotitolato in italiano.

 

Le dichiarazioni di Don DeLillo, David Cronenberg e Robert Pattinson, se non diversamente specificato, sono tratte dalle interviste diffuse nel press kit del film e tradotte da cinerepublic.film.tv.it.

Il libro


Cosmopolis - copertina

Don DeLillo


Cosmopolis


2006
ET Scrittori
pp. 184
€ 10,00
ISBN 9788806180805

Traduzione di Silvia Pareschi

Un giorno nella vita del giovane miliardario Eric Packer. Un'odissea contemporanea, surreale, sullo sfondo di un'oscura minaccia e del crollo dei mercati mondiali.

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