Tutte le mattine quando squilla la sveglia penso alla Rivoluzione.
Penso che da qualche parte in città sia scoppiata la rivolta dei giovani, dei cassintegrati, degli sfruttati, di quelli che non ce la fanno piú. La nostra epoca in tumulto contro quello che non va a scuola, in fabbrica, sui giornali, ovunque. Sogno di affacciarmi alla finestra e di assistere alla sommossa di intere generazioni. Gente che corre, slogan e striscioni, qualcuno che strilla nel megafono cose essenziali e vere. Una sana idea di trasformazione collettiva.
Poliziotti e carabinieri che, esitanti e meravigliati, depongono le armi e lasciano sfilare le migliaia e migliaia di rivoltosi. E di fronte ai militari inermi sfilano, accaniti e fieri e incazzati al punto giusto, tutti quelli che hanno maturato delle giuste rivendicazioni. L’aria è piena di musica, i vicoli delle strade rimbombano dei passi della Rivoluzione, le Istituzioni barcollano…
Poi però mi alzo, apro le tende, e tutto è come ieri.
Christian Frascella, La sfuriata di Bet
***
Bet ha diciassette anni, una lingua corrosiva e una faccia da guerriera che forse non sarà classicamente bella, ma di certo piace. È una tosta, Bet, solo che esseri tosti non vuol dire nulla se non sai a che serve. E lei avrà pure il piglio della ragazza forte e idealista, ma sotto sotto muore di paura: paura di essere come gli altri, una di quelle persone che «aspettano che il mondo crolli in frantumi ma non hanno il coraggio di dargli nemmeno una spallata».
Meglio darsi da fare allora, per dimostrare a se stessi che mentre l’universo intero sembra starsene con le mani in mano si può davvero combinare qualcosa – di buono, possibilmente. Cominciando dalle rivoluzioni piccole, quotidiane: basta guardarsi intorno. Peccato che lo sguardo di Bet si posi solo dove ci sono guai in vista…
C’è chi ha un fiuto infallibile per gli affari e chi, invece, ce l’ha per le cause perse: Bet è fatta così, le scova e poi, immancabilmente, ci si butta a capofitto. Le sembra un bel modo per fare i conti con una rabbia feroce che non le dà tregua, e a domare questo istinto alla rivolta non ci pensa proprio: c’è sempre una buona ragione – pensa – per incazzarsi… Con la madre che rischia di perdere il lavoro e con il suo compagno, che la guarda piangere e non sa fare nulla di meglio che abbozzare; con un padre che si dice fiero di lei, ma intanto rimanda di anno in anno il momento in cui tornerà a Torino per prendersene cura. Bet è arrabbiata con i professori, con i compagni di classe, con gli idoli musicali dei compagni di classe, con il vicino di casa guardone e con tutti gli altri maschi che le puntano gli occhi addosso. È arrabbiata con la generazione dei suoi genitori perché ha perso la voglia di ribellarsi, e con la propria, perché quella voglia non l’ha mai avuta.
Ma soprattutto, Bet è arrabbiata con se stessa. Perché forse è colpa sua se suo padre è andato via e sua madre è finita con uno smidollato. È colpa sua se la sorellina non c’è più.
Con i piedi infilati in un paio di Dr. Martens gialle «favolosamente fuori moda», Bet si aggira per la periferia di Torino come una piccola giustiziera, forse un po’ goffa e confusionaria, ma con tanta voglia di cambiare il mondo.
E quando finalmente - nell’autunno del 2010 - gli studenti salgono sui tetti, gli operai contestano i padroni e la rabbia sembra diffondersi come un’epidemia salvifica, anche lei decide di combattere la sua rivoluzione, con un gesto impulsivo, forse un po’ impacciato, ma che avrà conseguenze inarrestabili…
A volte, ci dice Christian Frascella, per comprendere meglio le cose la curiosità è più utile dell’esperienza: a due anni da Mia sorella è una foca monaca l'autore torna con il suo libro più maturo, e per scriverlo si è calato imprevedibilmente nei panni di una ragazzina… Attraverso gli occhi di questo personaggio appassionato e buffo, Frascella ci offre un punto di vista privilegiato su una generazione che sembra rassegnata al compromesso ma che può ancora, all’improvviso, alzare la testa e guardare avanti.
Tutta la precarietà del nostro mondo in un ritratto intenso e ironico, perfezionato grazie a un dialogo – giustamente tumultuoso – con i ragazzi delle scuole superiori. Critici, attenti, ironici, capaci di ascoltare con pazienza ed esprimere le proprie idee senza imbarazzo: gli adolescenti incontrati da Frascella sono lontani anni luce dagli stereotipi nei quali – per comodità o ignoranza – spesso li releghiamo… Nelle pagine del suo libro, forse, potranno riconoscersi, e noi potremo finalmente provare a capirli. Quella di Bet in fondo non è altro che la loro rabbia.
***
Al Festivaletteratura di Mantova, Christian Frascella parteciperà con Vincenzo Latronico all'incontro Come prendersi il mondo presso la Chiesa di Santa Maria della Vittoria, giovedì 8 settembre alle ore 17.30. Interverrà Giuseppe Antonelli. Per info e prenotazioni: www.festivaletteratura.it
***
Link:
Christian Frascella su facebook
Christian Frascella su twitter
|
Christian Frascella![]() La sfuriata di Bet
2011
I coralli pp. 210 € 17,00 ISBN 9788806206154
Bet ha diciassette anni e i «lineamenti di una guerriera apache». Ha una passione per le cause perse e il talento infallibile di ficcarsi nei guai. Ti viene proprio naturale seguirla a casa, a scuola, in strada, per entrare nel mondo deragliato che ha in testa, per capire che cosa sta per combinare.
Mentre gli studenti salgono sui tetti, gli operai sulle gru e la gente scende in piazza, lei mette in atto una goffa e creativa rivolta individuale. SCHEDA LIBRO
|