Michela Murgia

Premio Campiello 2010


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«Fillus de anima.
È così che li chiamano i bambini generati due volte, dalla povertà di una donna e dalla sterilità di un'altra. Di quel secondo parto era figlia Maria Listru, frutto tardivo dell'anima di Bonaria Urrai.
Quando la vecchia si era fermata sotto la pianta del limone a parlare con sua madre Anna Teresa Listru, Maria aveva sei anni ed era l'errore dopo tre cose giuste. Le sue sorelle erano già signorine e lei giocava da sola per terra a fare una torta di fango impastata di formiche vive, con la cura di una piccola donna. Muovevano le zampe rossastre nell'impasto, morendo lente sotto i decori di fiori di campo e lo zucchero di sabbia. Nel sole violento di luglio il dolce le cresceva in mano, bello come lo sono a volte le cose cattive. Quando la bambina sollevò la testa dal fango, vide accanto a sé Tzia Bonaria Urrai in controluce che sorrideva con le mani appoggiate sul ventre magro, sazia di qualcosa che le aveva appena dato Anna Teresa Listru. Cosa fosse con esattezza, Maria lo capì solo tempo dopo».

Michela Murgia, Accabadora

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Accabadora di Michela Murgia si aggiudica la XLVIII edizione del Premio Letterario Campiello con 119 voti su 300, superando in finale Canale Mussolini di Antonio Pennacchi (73 voti), Le perfezioni provvisorie di Gianrico Carofiglio (62 voti), Scintille di Gad Lerner (21 voti) e Milano è una selva oscura di Laura Pariani (13 voti). Una vittoria netta, sancita da una giuria popolare, in un anno ricco di riconoscimenti per l'autrice sarda, che con Accabadora aveva conquistato, in maggio, il SuperMondello - e nei mesi successivi il Premio Alassio 100 Libri - Un autore per l'Europa e il Premio Primo Romanzo della città di Cuneo.
Durante la serata conclusiva al teatro La Fenice di Venezia, Michela Murgia ha dedicato la vittoria del Campiello a Sakineh, la donna iraniana condannata alla lapidazione: «Dedico il mio premio non alla Sardegna, che in questo momento non ne ha bisogno, ma a Sakineh. La Sardegna può farcela da sola, Sakineh invece sta per essere assassinata e  bisogna cogliere ogni occasione per tentare di salvarla».

Il libro


Accabadora - copertina

Michela Murgia


Accabadora


2009
Supercoralli
pp. 166
€ 18,00
ISBN 9788806197803

Romanzo vincitore del Premio Campiello 2010

«Acabar», in spagnolo, significa finire. E in sardo «accabadora» è colei che finisce. Agli occhi della comunità il suo non è il gesto di un'assassina, ma quello amorevole e pietoso di chi aiuta il destino a compiersi. È lei l'ultima madre.

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