Benedetta Tobagi

«Come mi batte forte il tuo cuore»


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Di quel padre così noto, assassinato nel 1980 dai terroristi della «Brigata XXVIII marzo», a Benedetta Tobagi sono rimasti pochi ricordi. Ma di Walter Tobagi, giornalista di spicco del Corriere della Sera, alla figlia sono rimasti i pensieri - racchiusi in articoli, diari, pagine di appunti, libri - e il motto, tratto dall'Etica di Spinoza, che aveva guidato il suo lavoro di giornalista: humanas actiones non ridere, non lugere, necque detestari, sed intelligere - non bisogna deridere le azioni umane, né piangerle, nè disprezzarle, ma comprenderle. Con questo spirito Benedetta Tobagi, che aveva appena tre anni quando vide il padre colpito a morte sotto casa, ne ha ricostruito la vita, pubblica e privata. A guidarla un'esigenza personale - «Non potevo tollerare di avere solo quell'immagine di mio padre, ucciso quella mattina», ha dichiarato Benedetta - ma anche la consapevolezza che la perdita non ha toccato solo la sua famiglia «ma tutta la società perché il terrorismo l'ha privata di risorse che avrebbero potuto renderla diversa».

Dai primi anni in un paesino vicino a Spoleto agli studi classici al liceo Parini di Milano, fino agli esordi come giornalista e alla piena affermazione professionale nella redazione del Corriere della Sera, Benedetta Tobagi ha ripercorso la vita e la carriera del padre. Con la partecipazione e l'affetto della figlia, ma senza mai rinunciare all'obiettività dello storico che si documenta con scrupolo, consultando documenti pubblici e privati e interrogando chi allora c'era. Ne nasce un ritratto del giornalista ma anche dell'uomo e del padre che fu Walter Tobagi, e di un periodo della storia italiana di cui è ancora difficile parlare. Un ritratto che restituisce di quel padre una immagine più vicina alla verità, senza strumentalizzazioni di parte. «Sono allergica alla retorica vuota del martire e dell'eroe, che troppo spesso si applica alle vittime del terrorismo. Papà ha avuto paura, ha faticato, ha assunto posizioni impopolari e molto discusse, ha continuato a scrivere le cose che gli sembravano giuste, ha cercato di riempire ogni giorno di senso il suo ideale di democrazia: questo, non il "martirio", fa di lui un punto di riferimento».


A Come mi batte forte il tuo cuore Roberto Saviano ha dedicato, su Repubblica del 2 novembre, una lunga recensione in copertina di cultura con richiamo in prima pagina. «Molti libri iniziano davvero nel titolo. Il titolo è già un capitolo, anzi è il primo capitolo del libro. In questo caso, per il libro di Benedetta Tobagi, il titolo è davvero fondamentale. Non solo perché è il più bel titolo di un libro uscito negli ultimi anni, ma perché è capace di suggerire senza tradire tutto quanto ci sarà dentro quelle pagine che protegge come un sigillo.» - ha scritto Saviano - «Il libro di Benedetta Tobagi dimostra che noi possiamo capire; che anzi abbiamo capito benissimo cosa hanno fatto questi terroristi che volevano mutare il mondo e l'hanno peggiorato, distratto l'attenzione da quello che combinava la criminalità organizzata e la politica corrotta, ucciso la parte migliore del paese.[...] Questo libro dà spazio a chi ha dato voce al meglio di questo paese, raccontandolo e difendendolo, un paese che sembra avere perso quella voce. Ma queste parole scritte da Benedetta Tobagi permettono di accorgerci che in molti di noi batte ancora forte il loro cuore».(leggi l'articolo completo)

Il Corriere della Sera del 2 novembre ha pubblicato un'anticipazione tratta da Come mi batte forte il tuo cuore, a cui era dedicato anche l'editoriale del direttore Ferruccio De Bortoli sulla prima pagina del quotidiano. «Un libro che andrebbe letto anche a scuola» - ha scritto De Bortoli - «Noi ci auguriamo, leggendo queste pagine così belle e nobili, di non dover più rivivere gli anni di piombo, anche se ne vediamo ripetersi alcuni dei sintomi. E immersi nel liquido, a volte maleodorante, della nostra contemporaneità, ci domandiamo, con senso di angoscia, come ci ricorderanno i nostri figli. E se stiamo facendo di tutto per consegnare loro una società migliore».

E la Fondazione Corriere della Sera ha organizzato per il 23 novembre una presentazione del libro presso la sede del giornale a Milano (sala Buzzati, ore 18.00). Con Benedetta Tobagi interverranno Ferruccio De Bortoli, Miguel Gotor, Armando Spataro. Coordina Antonio Ferrari.

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