Andreï Makine

«Il libro dei brevi amori eterni»


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«L’amore…», sussurrò dentro di me una voce incredula. Era prevista ogni cosa nella società ideale: il lavoro entusiasta delle masse, i progressi favolosi della scienza e della tecnica, la conquista dello spazio che avrebbe portato l’uomo verso galassie sconosciute, l’abbondanza materiale e i consumi ragionevoli legati al cambiamento radicale della mentalità. Tutto, proprio tutto! Eccetto… Non ripensai all’«amore», semplicemente rividi la giovane donna in mezzo alla grande calma soleggiata delle nevi. Una donna con gli occhi chiusi e il cui volto si protendeva verso colui che amava.

Andreï Makine, Il libro dei brevi amori eterni

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Un condensato di sensibilità, grazia e intelligenza.

L’Express

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Makine rievoca la propria infanzia e restituisce con grande sensibilità e senso dell’umorismo quegli istanti di grazia che rischiarano il buio di una vita quotidiana sinistra.

Le Monde

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Nella sua prosa che è stata definita poetica da alcuni, neoclassica da altri, Makine riesce a raccontare le tragedie della storia e lo sconvolgimento che portano nella vita degli individui e allo stesso tempo sa evocare i sentimenti più semplici che permettono agli uomini di restare vivi.

la Repubblica

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Vincitore nello stesso anno (primo caso nella storia) dei due più prestigiosi premi letterari d’oltralpe, il Goncourt e il Médicis, con il romanzo Il testamento francese, Andreï Makine è nato in Siberia, e della Russia conserva «cultura e mentalità», ma da sempre, nella scrittura, si esprime in francese, «la lingua con cui si esprime l’anima di un popolo che ha dato tanto alla cultura di tutto il mondo».

In passato piuttosto restio a parlare della sua infanzia, nel Libro dei brevi amori eterni l’autore invece si rivela, intrecciando strettamente la sua biografia a quella del protagonista, e ci regala una narrazione che ha la bellezza struggente del ricordo.

Ognuno degli otto capitoli che compongono questa sorta di romanzo di formazione (insieme sentimentale e politica), racchiude un universo narrativo pressoché indipendente, raccolto attorno a un momento preciso che è sempre legato all’amore di, o per, una donna.
E infatti Il libro dei brevi amori eterni è anche una galleria di straordinarie figure femminili, come Maja, la nipote della «donna che ha visto Lenin»; la ragazza senza nome che con gli occhi umidi e un’espressione che è insieme disperata e radiosa piange il fidanzato morto in un sottomarino; Vika, che non lascia trasparire il suo dolore; Leonora, che vuole amare senza innamorarsi, come «una farfalla notturna che svolazza in una colata di fotoni ma non si brucia le ali».
Attraverso questi personaggi Makine racconta gli innamoramenti di un giovane uomo, ma soprattutto racconta l’Amore, il sentimento che ci rende fragilissimi e insieme eterni, e che da solo è capace di avvicinarci alla verità: gli incontri del protagonista con ognuna di queste donne rappresentano una presa di coscienza, un’intuizione legata alla sua storia personale, ma anche alla Storia della Russia, alle sue contraddizioni e alle sue ingiustizie. Dalla scoperta della propaganda al desiderio di aderire all’ideale comunista, dalla rabbia davanti alla repressione della resistenza al disorientamento nell’assistere allo sgretolamento di ciò in cui all’inizio si credeva, tutto in questo romanzo passa attraverso lo sguardo amoroso:

Intuivo che la verità non stava né dalla loro parte né nel campo opposto, tra i contestatori. Mi appariva semplice e luminosa come quella giornata di febbraio, sotto gli alberi appesantiti dalla neve. La bellezza umile del volto femminile dalle palpebre abbassate rendeva ridicole le tribune e chi le occupava, e la pretesa degli uomini di ergersi a profeti della Storia. La verità era espressa dal silenzio di quella donna, dalla sua solitudine, dal suo amore cosí grande che perfino il bambino sconosciuto che scendeva i gradini ne era rimasto abbagliato per sempre.

Con una scrittura precisissima, potente del raccontare la durezza della storia quanto nell’evocare il sentimento e la bellezza, Makine ci regala un romanzo breve ma di eccezionale intensità, nel quale sembra condensarsi tutta la sua poetica.

Quello che resterà di noi sono le storie d’amore, ci dice l’autore. Che siano passioni brevi o matrimoni lunghi una vita, che siano platonici o carnali, teneri o violenti, sopravvivranno alla Storia, a noi stessi, nel ricordo di chi ci ha amato o di chi abbiamo amato.

Il libro


Il libro dei brevi amori eterni - copertina

Andreï Makine


Il libro dei brevi amori eterni


2012
L'Arcipelago Einaudi
pp. 176
€ 14,00
ISBN 9788806210090

Traduzione di Camilla Testi

«L'amava... come si può essere amati solo... in un posto che non è su questa terra».

Andreï Makine, Il libro dei brevi amori eterni

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A restare saranno gli amori: platonici o sensuali, teneri o violenti, non verranno comunque mai travolti dall'implacabile procedere della Storia con le sue ingiustizie, le sue crudeltà, le sue funeste utopie; e pur nella loro fugacità sopravviveranno nella memoria degli esseri umani con cui siamo entrati in rapporto.

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