Andrea Bajani

Premio Bagutta


Condividi

Ci sono scrittori che raccontano «dall'esterno». Altri «dall'interno», come se cià che raccontano appartenesse alla loro vita: posseggono cioè un alambicco che riesce a trasformare l'io narrante in io autobiografico, la vita del loro personaggio diventa la loro stessa vita.
In Ogni promessa, l'ultimo romanzo di Andrea Bajani, il protagonista ha molti «altri dentro di sé». Un libro singolare che nello spazio di un romanzo produce una sorta di commedia umana concentrata che però alla lettura si gondia e si dilata producendo un universo narrativo in espansione.

Antonio Tabucchi, la Repubblica

***

Andrea Bajani si aggiudica con Ogni promessa l'edizione 2011 del Bagutta, il più antico premio letterario Italiano. Istituito nel 1926 a Milano, durante una serata conviviale alla trattoria della famiglia Pepori, il Bagutta premia ogni anno la «stella polare della qualità letteraria». Presieduto negli anni da personalità come Emilio Tadini e Mario Soldati, dal 2005 la presidenza di giuria è affidata a Isabella Bossi Fedrigotti.
«In Ogni promessa si leggono pagine davvero strepitose - ha commentato Andrea Kerbaker in occasione dell'annuncio della vittoria dello scrittore torinese -, in genere in un autore giovane si riconoscono i modelli. Bajani invece ha una scrittura molto forte. Lo possiamo dire noi vecchie volpi del Bagutta. La giuria quest'anno aveva un bel gruppetto di libri fra cui scegliere: su Bajani l'apprezzamento è stato unanime».
La consegna del riconoscimento è prevista per domenica 30 gennaio.

Ogni promessa racconta il peso delle cose  non dette, seguendo ricordi, speranze e segreti nel loro cammino di emersione. La storia di Ogni promessa inizia con un desiderio: Sara e Pietro vorrebbero avere un bambino. Sperano in un futuro dove con «noi»  si possa immaginare l'intera vita di una coppia che cresce. Ma il tempo  passa, la speranza si trasforma in una minacciosa attesa che consuma e  separa, finchè in un giorno d'estate Pietro resta solo. Sara se ne va  senza clamori, senza porte che sbattono, portando via poche cose e  lasciandosi alle spalle solo un biglietto che annuncia la morte di  Mario, il nonno di Pietro. Tornato folle dalla campagna di Russia, Mario  ha irrimediabilmente segnato, con la sua ingombrante assenza, la storia  dell'intera famiglia, alimentando insicurezze, diffidenza e segreti.  Pietro, che ricorda solo vagamente il nonno, si imbatte in una figura  che è quasi il doppio di Mario, un anziano inquilino da poco arrivato  nell'alloggio abbandonato dai genitori, anch'egli reduce dal trauma  della ritirata russa. Sulle orme del nonno perduto e seguendo il sottile  filo dei ricordi di Olmo, Pietro intraprenderà un viaggio da Torino al  Don, attraversando la linea del fronte per cercare la propria tregua  sulle tracce di una guerra altrui. Un'avventura che si rivelerà  soprattutto una sfida interiore, per ritornare a costruire il futuro,  oltre sparizioni, omissioni, mancanze e vuoti.

 

 
ARCHIVIO