Ci sono scrittori che raccontano «dall'esterno». Altri «dall'interno», come se ciò che raccontano appartenesse alla loro vita: posseggono cioè un alambicco che riesce a trasformare l'io narrante in io autobiografico, la vita del loro personaggio diventa la loro stessa vita. (...) In Ogni promessa, l'ultimo romanzo di Andrea Bajani, il protagonista ha molti «altri dentro di sé». Un libro singolare che nello spazio di un romanzo produce una sorta di commedia umana concentrata che però alla lettura si gonfia e si dilata producendo un universo narrativo in espansione.
Antonio Tabucchi, la Repubblica
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Questo è un romanzo delle interposte persone. Bajani si conferma, oltre che un acuto e sensibile viaggiatore, uno dei migliori scrittori italiani di oggi, proprio perchè riesce a padroneggiare una macchina narrativa che si complica a ogni pagina nella continua sovrapposizione tra i suoi personaggi e ci induce a far con loro ciò che il suo protagonista Pietro fa con sua madre, per capire cosa si sia detta con la sua ex-compagna Sara: «Con gli occhi le infilavo le mani negli occhi, ci rovistavo dentro, cercavo tra le sue cose quelle di Sara, le parole che ci aveva lasciato».
Francesco M. Cataluccio, Il Sole 24 Ore
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In verità con questo libro, così distinguendosi dalla letteratura italiana a lui coeva, Bajani definisce un albero genealogico. I nonni (i vice-padri), quanto più assenti, sono tanti. L'imperfetto è senza dubbio quello di Cesare Pavese; e di Pavese è il tono lirico, in specie le clausole di tanti paragrafi. Il ritorno a Torino dalla Russia si può pensare come un «seguito» de La tregua di Primo Levi. Il viaggio verso il Don come un ripercorrere le tappe del «ritorno sul Don» di Mario Rigoni Stern. Il personaggio di Olmo, in quanto controfigura del nonno Mario, relegato in quella casa che fu di Pietro bambino, è il ricordo di Un'anima persa di Giovanni Arpino. Il divorante, ossessivo tema della famiglia, non fu trattato in almeno tre libri, Lessico famigliare, Famiglia e La famiglia Manzoni di Natalia Ginzburg?
Franco Cordelli, Corriere della Sera
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Quando sono entrato in casa, ho trovato soltanto il cane acciambellato oltre la porta, Sara non c’era. Ho visto che non c’era più niente sul suo tavolo, e all’ingresso c’era un chiodo che spuntava, prima teneva appeso il quadro di un suo amico. Il resto sarebbe venuta a prenderlo più avanti. Intanto in corridoio il cane non c’era più, la porta di casa era ancora aperta, e lui ci si era infilato, aveva preso le scale, qualcuno gli aveva aperto il portone, l’aveva lasciato andare via. Io ho spalancato le persiane e ho fatto entrare aria, come se tutta la casa avesse bisogno di fare un grande respiro. Sul tavolo in cucina c’era un foglio e su quel foglio c’era scritto Telefonato tua madre, è morto Mario. Qualche riga più sotto aveva aggiunto con un’altra penna Mario?, col punto di domanda. In fondo al foglio c’era scritto Sara e la data, che non metteva mai. E Mario era il padre di mia madre, erano almeno quindici anni che nessuno lo nominava più.
Andrea Bajani, Ogni promessa
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Sara e Pietro vorrebbero un bambino. Sperano in un futuro dove con «noi» si possa immaginare l'intera vita di una coppia che cresce. Ma il tempo passa, la speranza si trasforma in una minacciosa attesa che consuma e separa, finchè in un giorno d'estate Pietro resta solo. Sara se ne va senza clamori, senza porte che sbattono, portando via poche cose e lasciandosi alle spalle solo un biglietto che annuncia la morte di Mario, il nonno di Pietro. Tornato folle dalla campagna di Russia, Mario ha irrimediabilmente segnato, con la sua ingombrante assenza, la storia dell'intera famiglia, alimentando insicurezze, diffidenza e segreti. Pietro, che ricorda solo vagamente il nonno, si imbatte in una figura che è quasi il doppio di Mario, un anziano inquilino da poco arrivato nell'alloggio abbandonato dai genitori, anch'egli reduce dal trauma della ritirata russa. Sulle orme del nonno perduto e seguendo il sottile filo dei ricordi di Olmo, Pietro intraprenderà un viaggio da Torino al Don, attraversando la linea del fronte per cercare la propria tregua sulle tracce di una guerra altrui. Un'avventura che si rivelerà soprattutto una sfida interiore, per ritornare a costruire il futuro, oltre sparizioni, omissioni, mancanze e vuoti.
Non c'è niente di più difficile da raccontare del peso che hanno le cose non dette: ecco il cuore di questo romanzo, che con straordinaria intensità emotiva, leggerezza e tensione poetica ci mostra quante strade possono prendere i ricordi, le speranze e i segreti quando decidono di venire alla luce.