Andre Agassi

«Open»


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Gioco a tennis per vivere, anche se odio il tennis, lo odio di una passione oscura e segreta, l’ho sempre odiato. Quando quest’ultimo tassello della mia identità va al suo posto, scivolo sulle ginocchia e in un sussurro dico: Fa’ che finisca presto.
E poi: Non sono pronto a smettere.
Ora, dalla stanza accanto, sento Stefanie e i bambini. Stanno facendo colazione, parlano e ridono. Il desiderio travolgente di vederli e toccarli, oltre a una gran voglia di caffeina, mi dà l’ispirazione che mi serve per alzarmi, per mettermi dritto.
L’odio mi mette in ginocchio, l’amore mi fa alzare in piedi.

Andre Agassi, Open

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Che il libro di Andre Agassi non fosse «semplicemente» l’autobiografia di un campione era già diventato chiaro a pochi mesi dall’uscita, quando aveva sorpreso e appassionato migliaia di lettori (sportivi e non) e si era guadagnato recensioni entusiastiche sulle maggiori testate nazionali.
Alla fine del 2011 Alessandro Baricco l’aveva scelto per aprire la rubrica Una certa idea di mondo su Repubblica, includendolo tra le sue cinquanta migliori letture degli ultimi dieci anni, e il Premio Strega 2012 Alessandro Piperno ne aveva tessuto le lodi sulle pagine del Corriere della Sera.
Il resto l’hanno fatto i lettori: il passaparola, la cui potenza è amplificata dalle opportunità offerte dai blog e dai social network, ha portato Open in vetta alle classifiche di vendita e sulle pagine dei giornali a più di un anno dalla comparsa in libreria… Un fenomeno che pare autoalimentarsi e che sta coinvolgendo anche alcuni lettori d’eccezione: l’ultima è la deputata Paola Concia - che su Twitter ha dichiarato di essersi ripetutamente commossa già dal primo capitolo; e prima di lei ci sono stati, tra gli altri, Lorenzo Jovanotti, Valentino Rossi, Daria Bignardi.

Ecco alcuni dei commenti comparsi negli ultimi mesi in rete e sui giornali (e più sotto, nel caso in cui ve le foste persi, le prime illustri recensioni).

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L’avevo sentito dire da lettori eccellenti e fidati come Baricco e Piperno, per questo Open era sul comodino da un anno: lo serbavo per le vacanze, e mai attesa fu più soddisfatta. Anche se non ho mai guardato una partita di tennis fino alla fine, anche se sapevo vagamente chi fosse Andre Agassi, ho goduto ognuna di quelle maledette cinquecento pagine, e ora che sono finite vago inconsolabile divorando romanzi come ciliegie nella speranza di riprovare quell’emozione. Ma nessun altro libro quest’estate mi ha appassionato così tanto.
Daria Bignardi (Barbablog)

Il libro della vacanza. Ve lo consiglio.
Valentino Rossi (@ValeYellow46)

Un bel libro, anche per chi come me non ha mai preso una racchetta in mano. Sono alla fine. Merita.
Lorenzo Jovanotti (@lorenzojova)

Di Open mi aveva parlato Andrea Bajani, che mi aveva detto che era uno dei libri più strani e più convincenti che aveva letto negli ultimi mesi.
Paolo Nori (blog)

Impressionata dall’affidabilità del passaparola. Leggo Open perché il vostro tam-tam mi ha incuriosito. È un libro bellissimo.
Serena Danna (@serena_danna)

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Un Agassi che non ti saresti mai aspettato e che non smette un attimo di parlare. Se parti, non scendi più fino all’ultima pagina. Roba che i famigliari protestano e sul lavoro non combini più un granché.
In genere, quando un libro riesce a ottenere un simile risultato contiene una di queste quattro domande: chi è l’assassino? Il protagonista troverà se stesso? Ma alla fine si sposeranno? Chi dei due vincerà? Open ne contiene tre su quattro, e le intreccia molto bene: le possibilità di sottrarsi alla trappola sono pari a zero. [...] Adesso che sono stato ad ascoltarlo, so che Agassi ha vissuto come giocava a tennis, cioè con i piedi ben dentro al campo, ad aggredire la pallina mentre sale (tutti buoni a prenderla mentre scende), immaginando tutto a una velocità irragionevole, e collezionando sciocchezze mostruose e invenzioni sublimi. Intanto che faceva tutto questo, cercava un senso alla sua vita. [...] Pallina dopo pallina, volano le domande e le risposte sulla vita, schizzano sul cemento dei pensieri, e alla fine quella a cui assisti è un’unica, grande, affascinante partita giocata da un ragazzo contro il buco nero che si porta dentro: che poi è la stessa partita che giochiamo tutti, lo si voglia o no. Ne ho letto infiniti resoconti, e quello di Agassi ha una sua elementare bellezza sintetica che vale più di mille centrini letterari.

Alessandro Baricco – la Repubblica

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Il problema con i libri che ami è che non smetteresti mai di citarli. Per farvi capire quando Open mi sia piaciuto avrei la tentazione di fare un gigantesco copia/incolla. Ma credo sia più pratico limitarmi a consigliarvene l’acquisto. È raro imbattersi in un così stimolante compendio di personaggi e situazioni. [...] Eppure la cosa che più mi ha colpito in questo libro è la smania del suo autore-protagonista di decifrare il mistero inattingibile dell’umana insoddisfazione. Come ogni libro americano che si rispetti è un’opera sulla caduta e sulla redenzione. Ma, a ben vedere, non è questo il dato più significativo. Ciò che Agassi sa raccontare meglio è il senso di tedio e gratuità che non smette di assediarci. E che, paradossalmente, rende amare sia le vittorie sia le sconfitte.

Alessandro Piperno – Corriere della Sera

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La biografia di Agassi è la rivelazione di un’anima. Le 500 pagine descrivono una parabola più simile a quella disegnata da San Giovanni della Croce, che non a quelle che lampeggiano nei memoir delle celebrity. Open è un romanzo di formazione impossibile, perché racconta la crescita di un’identità negli anni in cui la società dei disvalori negava la possibilità di un progresso interiore, abbagliando i giovani con promesse di felicità scadenti, e con quei trofei luccicanti che, in un giorno d’ira, Agassi distruggerà nella sua casa di las Vegas. È proprio spinto dal desiderio di liberarsi del «vuoto» che Agassi decide di rivedere la sua vita, scrivendo questa biografia vertiginosa, appassionante e in molti punti commovente. [...] Open è una grande epopea dal sapore letterario. Un’avventura nella coscienza, che sonda e tocca le corde più profonde dell’intimità. Per ora è il miglior libro del 2011.

Francesco Longo – il Riformista

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Giocando col tempo come un elastico, Agassi ripercorre la sua storia di uomo e di tennista scoperchiando accessi segreti, rivelando scoop e illuminando le zone più in ombra di quell’appendice dello star system che è diventato il proscenio agonistico dei grandi eventi sportivi. L’effetto narrativo è contagioso, come gli episodi scelti, che assumono, per il tono e la schiettezza con cui sono affrontati, connotati tutti loro e particolarissimi.

Stefano Gallerani – Alias

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È per le svolte umane e allegoriche, salite e discese ordinate in un precisissimo meccanismo drammaturgico, che leggendo Open ho perso il contatto con la sua natura di autobiografia. Per molta parte del tempo l’ho letto invece come un romanzo. E l’ho interpretato come un esperimento letterario, una forma di autofiction alla rovescia. [...] Perché il punto, l’etica di una narrazione autobiografica, non risiede tanto nella fedeltà alla successione dei fatti  o nella autenticità della costruzione formale, ma nel grado di profondità concesso al lettore. L’autobiografia come immersione negli abissi dell’esperienza umana, la memoria individuale che genera immedesimazione, non può che avvalersi del romanzesco in quanto tecnica. Solo così le domande senza risposta di Agassi diventano anche le nostre domande.

Cristiano de Majo – Studio

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Open è una narrazione vibrante, segnata da continue cadute e risurrezioni, e impreziosita da una scrittura sorprendente. Imperdibile.

Fabio Geda ttL, la Stampa

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Andre Agassi è stato ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa, nella puntata di domenica 10 novembre.
Il video dell'intervista:

 

Il libro


Open - copertina

Andre Agassi


Open


2011
Stile libero Extra
pp. 504
€ 20,00
ISBN 9788806207267

Traduzione di Giuliana Lupi

«Odio il tennis, lo odio con tutto il cuore, eppure continuo a giocare, continuo a palleggiare tutta la mattina, tutto il pomeriggio, perché non ho scelta. Per quanto voglia fermarmi non ci riesco. Continuo a implorarmi di smettere e continuo a giocare, e questo divario, questo conflitto, tra ciò che voglio e ciò che effettivamente faccio mi appare l'essenza della mia vita...».
Andre Agassi

Uno dei piú grandi campioni di tennis di tutti i tempi si racconta senza pudore in un memoir che ha fatto scalpore nel mondo, non solo in quello del tennis.

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