Aleksandar Hemon, «Il progetto Lazarus»

Premio Gregor von Rezzori 2011


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«Una guida alle grandi incomprensioni che minacciano la coesione del nostro mondo»: così la giuria composta da Ernesto Ferrero, Björn Larsson, Andrea Landolfi, Alberto Manguel, Alberto Castelvecchi, Claudia Zonghetti, Edmund White e Beatrice Monti della Corte ha definito Il progetto Lazarus, romanzo vincitore del  Premio Gregor von Rezzori 2011.
Tradotta da Maurizia Balmelli, l’opera di Hemon è la storia di Vladimir Brik, aspirante scrittore che insieme all’amico Rora - fotografo di guerra, giocatore d'azzardo, gigolò e straordinario bugiardo - attraversa i Balcani per ricostruire la vicenda (realmente accaduta) di Lazarus Averbuch, diciannovenne ucciso da un poliziotto nel 1908 a causa della sua «fisionomia straniera». Un romanzo complesso, che intreccia immaginazione e autobiografia e sembra moltiplicare all’infinito i livelli possibili di realtà.

In occasione della premiazione, Hemon ha parlato a lungo di identità, un tema che condiziona fortemente le sue opere. Bosniaco, l’autore vive negli Stati Uniti dal 1992 e da circa dieci anni è ufficialmente cittadino americano.
«Il semplice fatto di cambiare il posto dove vivi trasforma il modo in cui pensi te stesso, trasforma il modo in cui percepisci la realtà», ha detto in un’intervista. E ha raccontato come lo sradicamento implichi l’adozione di un punto di vista nuovo, talvolta privilegianto, tanto nella vita quanto nella scrittura: «Lo sradicamento ti permette di rompere quella specie di delirio psicanalitico che è la continuità dell’Io e, a un secondo livello, della Patria». E, per ciò che riguarda il suo lavoro: «Gli scrittori madrelingua rischiano di riprodurre i modelli linguistici dello status quo… Quelli sradicati sono meno disponibili a soccombere al comodo privilegio della prevedibilità».

La giuria ha riconosciuto alla lingua di Hemon un tratto di sperimentazione mai fine a se stesso, ma che anzi diventa espressione di un’idea di letteratura che prova a interrogarsi su un mondo sempre nuovo e diverso: Il progetto Lazarus, recita la motivazione, «non contiene nemmeno un capoverso che non sia essenziale. La scrittura di Hemon è sempre coinvolgente. La sua sintassi è lineare, a volte anche aggressivamente asciutta, ma la sua sensitività è viva e coglie quei dettagli che iniettano vera vita in ciascun ritratto, in ciascuna scena».

***

Ecco cosa hanno scritto le maggiori testate internazionali su Il progetto Lazarus:

«Raramente un libro rinnova senza scandalo l'arte di narrare. Con l'acume del suo linguaggio, con la sua intelligenza ... Hemon ha scritto un insuperabile capolavoro».
Alberto Manguel, El Paìs

«La scrittura di Hemon a tratti mi ricorda quella di Nabokov. Un talento incredibile».
James Wood, The New Yorker

«Hemon prende la struttura formale dell'umorismo, la grammatica della commedia, il ritmo e il tempo degli scherzi, e li usa per rivelare la disperazione. Il progetto Lazarus è un libro pieno di divertimento e battute, e allo stesso tempo indicibilmente triste».
Cathleen Schine, The New York Times

Il libro


Il progetto Lazarus - copertina

Aleksandar Hemon


Il progetto Lazarus


2010
Supercoralli
pp. 310
€ 21,00
ISBN 9788806194246

Traduzione di Maurizia Balmelli

La storia vera di un immigrato ucciso dalla polizia nella Chicago d'inizio secolo e quella di uno scrittore di oggi che attraversa l'Europa per ricostruirne la vicenda.
La storia di due uomini che condividono la medesima solitudine: quella di chi, sospeso tra continenti e lingue diverse, non si sente a casa in nessun luogo.

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