Aldo Nove

«La vita oscena»


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Nella vita quotidiana abbiamo tutti bisogno di cose.
Ero piccolo ma già sapevo che riempirsi di cose è un modo che usiamo per sentirci il più lontano possibile dal nulla.
Per questo le case si riempiono di elettrodomestici e di lampadari dalle forme più strane da cambiare il più possibile insieme ai divani e alle poltrone e a tutto il resto.
Bisogna smuovere tutto, cambiare tappezzeria.

Perché la morte è quando tutto resta fermo.
Fermo.
Allora è come se il pavimento diventa di ghiaccio e si incrina, si fa un crepaccio e la gente ci scompare dentro, con i suoi nomi e le sue cose, e dentro, dentro è sotto la terra, è il cimitero.
Invece se si pulisce sempre la casa è diverso.
Invece se si comprano tanti detersivi è diverso.
Bisogna pulire le posate.
Passare lo straccio.
Bisogna darsi tanto da fare per non incrinare quel ghiaccio. E finirci dentro.

Aldo Nove, La vita oscena

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La vita oscena è la storia di un ragazzino che perde i genitori a distanza di qualche mese, e si abbandona a un percorso estremo di droga, sesso e solitudine. È la sua storia. «Sono 20 anni che penso a come raccontarla. E poi, all'improvviso, ho messo insieme tutto in un mese e mezzo». Quarantacinque giorni per il libro di una vita.

Serena Danna, il Sole 24 Ore

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Io non so se La vita oscena sia un capolavoro. So di certo che questo  romanzo luminoso, familiare e terrificante è un libro pieno di grazia.

Daria Bignardi, Vanity Fair

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Un libro estremo, nel senso pieno e forte del termine, dove è l'estremità del senso a compiersi, rovesciandosi nell'oscena oscurità dell'insensato. Per raccontare tutto questo, occorre una lingua all'altezza. La potenza del libro allora è la sua lingua secca, che schiocca: una lingua, letteralmente, arsa. Salvo poi d'un tratto, da quel rigore, e dagli interstizi della pagina bianca che fanno da cornice sacra al testo, sprigionano cateratte di parole, come se in un solo istante - osceno, fuori del tempo, sacro - si dovessero addensare tutto le verità raccolte nel corso del tempo.

Marco Rovelli, l'Unità

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«Quando ho pubblicato il mio primo romanzo avevo urgenza di raccontare  il mondo che mi circondava. Sentivo di avere una specie di compito da svolgere. Volevo marcare i confini della mia esperienza e del mondo. Avevo bisogno di definire, per comprendere. Ma c'è qualcos'altro, ed è il dolore stesso. Diciamo che adesso mi sono sentito pronto, non solo come scrittore. Dovevo acquisire un distacco sufficiente, un altro  sguardo per poter scrivere di quanto ho vissuto»: La vita oscena è la storia di una famiglia che scompare e di quello che si lascia alle  spalle, di un ragazzo che cresce cercando allo stesso tempo di annientarsi e di salvarsi.
La madre malata di cancro sopravvive al padre, mascherando gli effetti  della chemio con parrucche fosforescenti, raccontando barzellette  ermetiche, collezionando statuette di elefanti con la proboscide in su e  tenendo vivo il sogno hippy di viaggiare in India, danzando con un gonnellone a fiori. Ma la realtà è ben diversa: la madre si arrende  inevitabilmente alla malattia, lasciando il figlio adolescente in balia della solitudine, di un «rumore di ossa» che equivale quasi alla follia. E la follia non tarda ad arrivare: frastornato da alcol e psicofarmaci, il figlio inizia col mandare a fuoco la casa sostituendo una bombola del gas. È il primo passo - e l'unico compiuto accidentalmente - di una corsa verso l'annullamento, in un gorgo di droghe e incontri estremi che dovrebbero servire ad anestetizzare un dolore che sbriciola i pensieri.
Aldo Nove torna al romanzo con una storia di formazione limpida, potente e feroce, dove crescere significa andare sempre più a fondo, senza la certezza di trovare un punto di emersione.

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Il nuovo romanzo di Aldo Nove è bellissimo assai: Lorenzo «Jovanotti» Cherubini racconta La vita oscena su Soleluna

C’è il nuovo libro di Aldo Nove, si intitola La vita oscena. È  bellissimo e se sapete leggere ve lo consiglio perché leggere cose  scritte da chi sa scrivere se uno sa leggere è un toccasana. Aldo Nove è  uno degli scrittori viventi più bravi in lingua italiana senza dubbio.  Non so se i suoi libri li traducono in altre lingue ma penso che non  sfigurerebbero nel panorama international. Ora non voglio parlare di  letteratrura italiana perché io non sono patentato per farlo e poi non  leggo tutto quello che esce ma i libri di Aldo Nove sono tra quelli che  leggo e questo nuovo appena uscito è bellissimo. Si dice che lui stia  scrivendo il suo romanzone di mille pagine da tanti anni e che nelle  pause prenda aria per scrivere qualcosa che si legge in poche ore. Che  poi resta a lungo nello strascico delle emozioni, come il suo poema  Maria, per esempio. Io questo “la vita oscena” l’ho letto tutto d’un  fiato senza staccare mai.
È un romanzo molto breve scritto da un  poeta vero, uno di quelli che  come disse Moravia al funerale di  Pasolini, ne nascono due o tre in un secolo. Boom! dirà qualcuno. Ma i  fuochi d’artificio sono belli, su questo non ci piove.
La vita oscena è  crudele come un Piccolo Principe al contrario ma alla fine ottiene un  effetto simile. Si ride e si soffre, quasi sempre in simultanea.
È un  romanzo/poema di formazione, un upgrade del Giovane Holden, in quanto a  forza del linguaggio. C’è poi sempre più chiara l’intenzione di Aldo  Nove di sperimentare sempre con maggiore efficacia una scrittura tra la  lirica e la prosa che a me, personalmente, piace tantissimo. Non a caso  al centro del libro c’è un omaggio a Walt Withman che su questa  frontiera si è inventato una nazione.
Non è esattamente un libro da mettere sotto l’albero, che poi l’albero potrebbe prendere fuoco.

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Recensioni e interviste

Oscena è la realtà: Serena Danna incontra Aldo Nove per il Sole 24 Ore.

Aldo Nove: la vita in forma di niente: la recensione di Ida Bozzi per il Corriere della sera.

Scusa mamma, ma che cosa vuol dire osceno?: Daria Bignardi per Vanity Fair.

La mia vita oscena: Elena Stancanelli intervista Aldo Nove per Repubblica.

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Aldo Nove intervistato da Corriere.tv.
Il video:

Aldo Nove presenta La vita oscena alle Invasioni Barbariche.
Il video dell'intervista di Daria Bignardi:

 
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