Copertina

Roberto Benigni


Il mio Dante


2008
Stile libero Big
pp. 150
€ 16,00
ISBN 9788806195038

Contributi di Eco Umberto

Un libro scanzonato, leggero e dottissimo per chi ama la poesia e per le folle che dal 1991, dalle università ai teatri alla televisione, hanno cominciato o ricominciato ad amare Dante per come Benigni lo ha narrato. Il distillato del racconto orale con cui il nostro grande attore comico ha accompagnato tutte le sue letture dantesche.

Altre edizioni: Il mio Dante. 2010. Super ET

Il libro

«Quando dico che la Divina Commedia è la vetta delle letterature, lo dico proprio perché è un piacere leggerla, e chissà cosa abbiamo fatto di straordinario per meritarci un dono cosí bello. È come se Dio ci avesse detto: "Guarda, siete stati talmente bravi e buoni che vi voglio premiare; vi dò uno che vi scrive la Divina Commedia!"».

Roberto Benigni

Un libro scanzonato, leggero e dottissimo per chi ama la poesia e per le folle che dal 1991, dalle università ai teatri alla televisione, hanno cominciato o ricominciato ad amare Dante per come Benigni lo ha narrato.
Il distillato del racconto orale con cui il nostro grande attore comico ha accompagnato tutte le sue letture dantesche.
Che in modo allegro e pieno di vita ci parla di figure retoriche e di accenti, di bellezza e di amore, di religione, di Dio e del peccato. Un libro, infine, che col sorriso sulle labbra ci rende felici di parlare la stessa lingua di Dante Alighieri.

«Oltre a essere un attore Benigni è un raffinato intellettuale; anche se si presenta sul palco saltellando come un clown, è uomo di ottime letture e letterato di bocca fina, capace talvolta di sorprendere pure chi lo conosce bene, che butta lí tra parentesi il nome di un minore, ed emerge che Benigni lo ha letto, magari in originale.
Per cui queste lecturae Dantis paiono un poco, da parte sua, anche la manifestazione di una vocazione didattica, gaiamente professorale, che da tempo egli maturava... Il miracolo, che forse non sperava neppure lui, è che lo hanno seguito le folle... Cose che accadono solo ai profeti. Meglio che si fermi, altrimenti un giorno o l'altro gli salterà in mente di moltiplicare anche i pani e i pesci. E a lui, si sa, non piace chi si traveste da "unto del Signore"».

Umberto Eco

Commenti

Iella 26/10/2011 09:58

Roberto Benigni è un attore, un comico, un regista e sceneggiatore. Nel 1991 nelle università, nei teatri e alla televisione ha entusiasmato le folle raccontando la Divina Commedia. Che le sue conversazioni sui canti della Divina Commedia fossero state seguite (o come dice lui intercettate) dalla Einaudi l¿ho scoperto leggendo il libro: IL MIO DANTE di Roberto Benigni. Mentre leggevo ho avuto l¿impressione di vederlo saltellare, parlare con cadenza toscana e il tono, l¿enfasi e la sua passione mi hanno portata direttamente all¿inferno e in altri luoghi, a visitare personaggi che la memoria scolastica aveva dimenticati. Quando comprendi ti viene voglia di rileggere e in questo libro ci sono anche i canti citati da Benigni. Non entro di proposito nei dettagli perché è Dante il maestro, perché è Benigni il fine raccontatore. La quarta di copertina comincia così: Un libro scanzonato, leggero e dottissimo per chi ama la poesia¿ E¿ un libro che consiglio vivamente.


TSK 24/10/2011 14:01

Il sig. spamm. rosicon. "acquacontrocorrente" ha già copia-incollato lo stesso messaggio su metà dei siti in rete che parlano di dell'Oscar Benigni: da ciò è facile dedurre il pese che bisogna dare al suo rigurgito biliare rancoroso...


acquacontrocorrente 29/09/2011 14:29

L'operazione di mercato di Benigni basata sulla Commedia ha fatto uso di ogni mezzo, anche del prestigio editoriale (che però a mio avviso si va appannando) delle Edizioni Einaudi. "Il mio Dante" mi sembra un bluff, come tutta la messinscena del Tutto Dante, in cui l'istrione toscano è stato spacciato per sommo uomo di cultura, superbo dantista, ineguagliabile divulgatore di conoscenza. Non è difficile dimostrare esattamente il contrario, con un minimo di vera preparazione e la Divina Commedia alla mano. Per quanto riguarda il volume in questione posso dire che chiunque è capace di ripubblicare Dante (ben più di metà libro è occupato dalle terzine dantesche, prima citate, poi interamente riportate, senza note) e la parte restante del libro non è che la trascrizione dei momenti ritenuti migliori degli spettacoli nelle piazze, nei teatri, in tv, corretta da qualcuno che conosce l'Italiano un po' meglio di Benigni. Per quello che concerne la prefazione non mi pare che Umberto Eco si sbilanci più di tanto nell'elogiare l'amico, di cui rileva le letture colte (ma questo lascia perplessi, dati gli svarioni frequenti nelle performance dal vivo) e le lauree a titolo di "onore" (lauree "honoris causae", si legge nelle scritto di Eco invece del corretto "honoris causa"... Chi va con lo zoppo...?). Il giudizio non può che essere, in definitiva, pessimo, anche se ho trovato il Saggio negli scaffali di Critica letteraria!


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