Copertina

Cesare Pavese


Officina Einaudi

Lettere editoriali 1940-1950


2008
Supercoralli
pp. XXX - 432
€ 22,00
ISBN 9788806193522

A cura di Silvia Savioli
Introduzione di Franco Contorbia

Pavese è stato il prototipo dell'editore postmoderno. Le sue lettere a Giulio Einaudi e ai principali consulenti della casa editrice, raccolte insieme per la prima volta con la presenza di numerosi inediti, permettono di vedere da vicino i suoi percorsi editoriali e il suo «mestiere» di pubblicare libri, meno angosciante ma non meno faticoso ed emozionante di quello di vivere.

Il libro

Pavese è stato il prototipo dell'editore postmoderno. Nel suo lavoro per l'«officina Einaudi» ha espresso un'idea di cultura allora decisamente anticonformista: una cultura poco ideologica, senza timori di scorrettezza politica, inclusiva e non illuministicamente distintiva.
Nascono così i Millenni, con antichi e contemporanei allineati orizzontalmente, nasce così la collana viola, con la prima traduzione italiana del «reazionario» Jung, nasce così la sua idea di pubblicare nella stessa collana Il capitale di Marx, Le mille e una notte e la Bibbia, suscitando scandalo fra gli altri einaudiani.
Le sue lettere a Giulio Einaudi e ai principali consulenti della casa editrice, raccolte insieme per la prima volta con la presenza di numerosi inediti, permettono di vedere da vicino i suoi percorsi editoriali e il suo «mestiere» di pubblicare libri, meno angosciante ma non meno faticoso ed emozionante di quello di vivere.

Le lettere di Pavese raccolte in questo volume sono indirizzate a Mario Alicata, Felice Balbo, Norberto Bobbio, Giulio Einaudi, Natalia Ginzburg, Antonio Giolitti, Massimo Mila, Carlo Muscetta, Giaime Pintor, Franco Venturi, Elio Vittorini.

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