Copertina

Adam Braver


Dallas, 22 novembre 1963

Romanzo


2008
Stile libero Big
pp. 180
€ 16,50
ISBN 9788806193386

Traduzione di Maurizio Bartocci

Una giornata che ha cambiato la storia del mondo raccontata non con la distanza dello storico ma immergendosi nei suoi segreti movimenti molecolari. Braver pone la sua lente vicinissima ai fatti e alle persone, per cogliere i dettagli, gli sguardi, i ricordi minimi, le tante piccole storie e verità di quanti, famosi o anonimi, quel giorno a Dallas, assistettero all'assassinio del presidente John Fitzgerald Kennedy.

Il libro

Dal motociclista del corteo che viaggiava dietro la Lincoln scoperta del Presidente e che venne investito della sua materia cerebrale, al commerciante di abbigliamento Abe Zapruder che scese in strada con la cinepresa proprio nell'istante in cui vennero esplosi i colpi. I ricordi e le emozioni di quanti furono effettivamente testimoni di uno dei giorni piú tragici della storia americana si giustappongono come in un puzzle che mai potrà essere completamente ricomposto.
Impietrita nel dolore, emerge fra tutte la figura di Jackie: Jackie riluttante a concedersi uscite pubbliche e che tuttavia accetta di accompagnare Jack nella visita a Dallas. Jackie che quel mattino decide di indossare il tailleur rosa di Chanel che poi, inzuppato di sangue, diventerà una delle icone tragiche di quel giorno. Jackie che, ancora incredula subito dopo l'incidente, accompagna il marito al Pronto Soccorso e poi ne segue il feretro sull'Air Force One in volo per Washington.
Un romanzo corale asciutto, essenziale, ma dolentissimo, che a quarantacinque anni dall'assassinio di John Fitgerald Kennedy riapre una ferita collettiva che non si è mai rimarginata.

«La mattina del 22 novembre, si sentiva stanca e di nuovo era stata travolta da un senso di incertezza. Aveva solo bisogno di un po' di tempo. Per ricomporsi, per rammentare a se stessa che sarebbe andato tutto bene.
Ferma davanti allo specchio, si accarezzava il fianco. Non era affatto una creatura delicata come sosteneva la gente. Il suo corpo era una struttura fatta per resistere ai disastri. Ma di tanto in tanto, sentiva il bisogno di sedersi. Di rilassarsi. Temeva che un solo passo bastasse per ridurre tutto in frantumi, per ridurre il mondo in milioni di minuscoli pezzettini.
Prima di tornare a guardare la sua immagine riflessa nello specchio, gettò un'occhiata alla gonna e giacca rosa perfettamente intonate sulla stampella. Il suo corpo appariva giovane e stanco. Rovinato ma carico di potenzialità. Con molta cura appoggiò gli abiti sulla sedia della toeletta di modo che non si sgualcissero e lisciò la gonna con la mano. Seduta sulla sponda del letto, con indosso solamente mutandine e reggiseno, Jackie continuava a guardarsi, come una bambola di carta svestita».

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