Copertina

Anne Holt


Quello che ti meriti


2008
Stile libero Big
pp. 426
€ 16,80
ISBN 9788806192471

Traduzione di Luca Lamberti

Il primo di una serie di thriller investigativi che ha attanagliato i lettori di mezzo mondo per il nitore dei personaggi, la sottigliezza psicologica degna delle «grandi» del giallo inglese, il gusto per la precisione e il respiro romanzesco, che alterna i colpi di scena a una comprensione profonda e pietosa della natura umana.

Altre edizioni: Quello che ti meriti. 2009. Super ET

Il libro

Una dolente, umanissima coppia di detective: l'investigatore Stubø e la criminologa Vik. Lui, che ha appena perso moglie e figlia in un incidente assurdo, sa che l'unico modo per venire a capo del caso dei bambini scomparsi è convincere Vik a partecipare alle indagini. Lei non ne ha proprio voglia, ma non può restare indifferente di fronte al crescente orrore, e alla fine accetta. Tempo da perdere proprio non ce n'è, almeno finché c'è una speranza.
Il primo di una serie di thriller investigativi che ha attanagliato i lettori di mezzo mondo per il nitore dei personaggi, la sottigliezza psicologica degna delle «grandi» del giallo inglese, il gusto per la precisione e il respiro romanzesco, che alterna i colpi di scena a una comprensione profonda e pietosa della natura umana. In una atmosfera rarefatta dove, senza accorgersene, dalla prima all'ultima scena si trattiene il respiro.

Il successo mondiale degli appassionanti romanzi di Anne Holt ha le sue radici anche nella storia personale della scrittrice. Psicologa criminale, ha lavorato presso il Dipartimento di Polizia ed è stata poi ministro della Giustizia nel governo Jagland per due anni. La conoscenza profonda delle procedure investigative, una spiccata sensibilità femminile e un talento fuori dell'ordinario nella costruzione delle storie l'hanno resa una delle scrittrici piú lette al mondo, nonché una innovatrice nella tradizione che, solo per citare alcuni nomi, comprende P.D. James e Patricia Cornwell.

Non le piaceva camminare da sola.
Però la mamma di Marte era passata a prendere Marte e Silje. Dove andavano non glielo avevano detto.
Le avevano solo fatto ciao con la mano dal lunotto della macchina.
Le farfare avevano bisogno d'acqua. Alcune le erano già appassite sulle dita. Emilie cercò di non stringere troppo il mazzetto. Un fiore cadde a terra e lei si chinò a raccoglierlo.
- Ti chiami Emilie?
L'uomo sorrideva. Emilie lo guardò.
Non c'era nessun altro in vista sul sentiero.

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