Copertina

Caterina Serra


Tilt


2008
I coralli
pp. 142
€ 14,00
ISBN 9788806189051

Una malattia sconosciuta ma diffusissima in cui tutti possiamo riconoscere il nostro presente, la nostra condizione di vita, la nostra personale intolleranza al mondo.

Il libro

«Non vedere nessuno, è questa la cosa peggiore, non puoi sapere cosa vuol dire non vedere nessuno. Ti vengono in mente tutti quelli che avresti potuto incontrare quando ne avevi voglia, ma hai detto: Sono stanco, troppo affannato, non ho tempo. Ogni giorno mi viene in mente qualcuno che avrei voluto toccare, che avrei potuto annusare. Anche solo vedere, sai, solo vedere.
Perché adesso non posso più».

Una malattia sconosciuta ma diffusissima in cui tutti possiamo riconoscere il nostro presente, la nostra condizione di vita, la nostra personale intolleranza al mondo.

«Felici coloro per i quali la sventura entrata nella loro carne è la sventura del mondo stesso nella loro epoca», ha scritto Simone Weil. I protagonisti di questo libro sono affetti da quella che è stata definita «l'allergia del secolo». Una malattia immunotossica causata dall'inquinamento e dall'esposizione ai prodotti chimici di sintesi, che colpisce milioni di persone ma di cui non si parla. È chiamata Mcs, Sensibilità chimica multipla. Nella sua fase iniziale viene anche definita Tilt, Toxicant induced loss of tolerance (perdita di tolleranza indotta da sostanze tossiche); il termine sottolinea il cosiddetto punto di non ritorno, il momento in cui l'organismo, per così dire, va in tilt.
Ogni storia inizia con una serie di divieti e racconta come si può vivere evitando il contatto con il mondo: niente profumi e deodoranti, niente roba appena lavata o nuova, niente saponi, creme, trucchi, niente plastica, niente farmaci, pochissimi alimenti, niente odori e sapori artificiali... Sono storie di solitudine e di invisibilità, di lontananza da tutto ciò che si ama.
Eppure corre lungo ciascuna di queste pagine, in questo coro continuo di voci, la stessa creativa, ostinata, sorprendente capacità di inventare ogni giorno un modo nuovo di adattarsi all'esistenza. La stessa fierezza. Perché alla fine vivere è tutto ciò che conta: «Sono deodorata, decolorata, sprofumata, ripulita, struccata, degassata, svuotata, decontaminata, disintossicata... Malata, viva».

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