Copertina

Xavier-Marie Bonnot


La prima impronta


2007
Stile libero Big
pp. 370
€ 15,80
ISBN 9788806187262

Traduzione di Sonia Gentile

Il primo caso del comandante De Palma, della Criminale di Marsiglia.

Il libro

In una Marsiglia splendidamente raccontata nella sua disperata bellezza e ferocia, tra bar sudici e squarci di improvvisa poesia, un romanzo potente e inquietante. Che rivela, dopo Jean-Claude Izzo e Fred Vargas, il nuovo maestro del giallo d'autore francese: Xavier-Marie Bonnot. Tre donne uccise barbaramente. Tre impronte di una mano mutilata lasciate accanto ai cadaveri. Un assassino che conosce i simboli e i riti sciamanici dell'uomo primitivo. E una grotta in fondo al mare, che custodisce segreti. Antichi, ma non solo.

Michel De Palma, grande appassionato d'opera, ha alle spalle venticinque anni di onorata carriera nella polizia e di grandi successi: li prende tutti, lui, che siano trafficanti di droga o serial killer. Finché non vengono uccise, una di seguito all'altra, tre donne, delle quali due massacrate a colpi d'ascia e smembrate secondo un oscuro rituale, come se l'assassino avesse voluto celebrare un sacrificio umano. Nessuno crede che fra i tre omicidi ci sia un legame. Tranne De Palma. «Il Barone», come lo chiamano, si ritrova cosí immerso in un mondo ignoto, in cui ad appassionati d'arte preistorica e paleontologi si mescolano cacciatori e sciamani, quando non cannibali. Un mondo arcano e spietato, che ha lasciato la propria impronta nelle grotte celate tra le rocce del litorale mediterraneo; lo stesso Michel faticherà a sfuggire al fascino di quei graffiti di bisonti, cavalli, mani, e a non cadere nella trappola mortale dell'«uomo ucciso»: la piú antica rappresentazione di un assassinio nella storia dell'umanità, graffita sulle pareti di una grotta preistorica.

Con gesti lenti e metodici infilò dei guanti sterili e aprí la scatoletta. Si versò un po' di polvere nel palmo della mano destra, la portò alla bocca e la masticò coscienziosamente. Poi prese un sorso d'acqua. Appoggiò la mano su un foglio di carta bianca piegando il mignolo e l'anulare. Ci sputò sopra il liquido e ripeté l'operazione piú volte, finché la mano non risultò profilata di rosso. Quando la tolse, sul foglio ne era rimasto il negativo. Attese con pazienza che la mano disegnata si asciugasse, Contemplò il frutto del proprio lavoro e disse ad alta voce:

Spirito della caccia
dea della vita
ecco il segno dei cacciatori. Prendi la sua vita per fortificare la mia
che la sua morte sia breve
che io non le dia sofferenza
che il tuo spirito mi guidi nel buio
che la forza del suo sangue penetri nel mio
che la sua carne fortifichi il primo uomo.

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