Copertina

Mohsin Hamid


Il fondamentalista riluttante


2007
Supercoralli
pp. 138
€ 14,00
ISBN 9788806187101

Traduzione di Norman Gobetti

«Un libro geniale. Con incredibile misura e magistrale controllo, Hamid procede alla disamina dell'ultima manifestazione di diffidenza fra Oriente e Occidente».

Kiran Desai

Altre edizioni: Il fondamentalista riluttante. 2008. Super ET

Il libro

In un caffè di Lahore, nel vecchio mercato di Anarkali, un giovane pakistano, Changez, racconta la propria storia a un cittadino americano incontrato apparentemente per caso. È la storia della sua ascesa come brillante analista finanziario a New York, del suo amore tragico per una bella e fragile fanciulla, e della sua caduta in disgrazia nei mesi successivi all'Undici settembre. Cos'è successo all'America? Cos'è successo a Changez? La sete di vendetta americana sembra averlo trasformato, controvoglia, in un pericoloso fondamentalista. E forse l'incontro nel caffè del vecchio mercato non è avvenuto per caso.

"Una scrittura stupenda - che gioia imbattersi in una prosa tanto intelligente, in una simile chiarezza di pensiero e di esposizione - e una struttura impeccabile. L'autore sa avvitare le spire della suspense senza che il lettore se ne renda conto, dando vita a una storia di enorme tensione".

Philip Pullman



Ogni impero ha i suoi giannizzeri, e Changez è un giannizzero dell'Impero Americano. Giovane pakistano, ammesso a Princeton grazie ai suoi eccezionali risultati scolastici, dopo la laurea summa cum laude viene assunto da una prestigiosa società di consulenza newyorkese. Diventa così un brillante analista finanziario, sempre in viaggio ai quattro angoli del mondo per valutare i potenziali di sviluppo delle imprese in crisi. Impegnato a volare in business class tra Manila e il New Jersey, Lahore e Valparaiso, e a frequentare l'alta società di Manhattan al braccio della bella e misteriosa Erica, Changez non si rende conto di far parte delle truppe d'assalto di una vera e propria guerra economica globale, combattuta al servizio di un paese che non è il suo. Finché arriva l'Undici settembre a scuotere le sue certezze. «Vidi crollare prima una e poi l'altra delle torri gemelle del World Trade Center. E allora sorrisi». È questo il primo sintomo di un'inarrestabile trasformazione. Il businessman in carriera, rasato a puntino e impeccabilmente fasciato nell'uniforme scura del manager, comincia a perdere colpi. La produttività cala e la barba cresce, quella barba che agli occhi dei suoi concittadini fa di ogni «arabo» un potenziale terrorista. E mentre gli Stati Uniti invadono l'Afghanistan, il Pakistan e l'India sembrano sull'orlo di una guerra atomica, e New York si lascia andare a un'agghiacciante volontà di potenza tinta di nostalgia, anche la personalità dell'amata Erica rivela lati sempre più patologici. Giunge così per Changez il momento di compiere un passo irreversibile. «Un'America come quella andava fermata...»
Scritto nella forma di un'avvincente conversazione di cui udiamo una sola voce, quella del protagonista, il romanzo racconta con lucidità la trasformazione di un giovane manager, abituato a «concentrarsi sui fondamenti» delle analisi economiche, in un «fondamentalista riluttante». Mohsin Hamid disegna in questo libro una parabola sulle precarietà esistenziali e politiche di un'epoca che ci costringe a rimettere costantemente in discussione ogni certezza.

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