Il libro
«Se volete sapere quale scrittore tenga alta la tradizione
del comico - passata in eredità da Sterne a Swift a Pynchon - be' questo scrittore è David Foster Wallace».
Jeffrey Eugenides
«Wallace ha semplicemente il genere di cervello che viene voglia di frequentare. Fidatevi».
Zadie Smith
Ritorna lo scrittore piú originale degli Stati Uniti, la penna
piú folle e coraggiosa degli ultimi anni. Non solo autore
di grandi opere narrative, ma anche - come nel caso di questo libro - osservatore finissimo, dotato di uno sguardo totale capace di attraversare un continente immenso per dimensioni
e complessità e restituirne ogni dettaglio, ogni voce, ogni piega di dolore e di significato.
Raccontare l'11 settembre, o l'ascesa della tennista Tracy Austin; analizzare l'ironia di Kafka o riflettere sul tragico destino delle aragoste; recarsi agli Oscar del cinema porno o unirsi alla carovana mediatica di un avversario di Bush nelle primarie repubblicane oppure seguire un talk-show reazionario: in questi scritti che vanno dal reportage all'indagine colta, dal pezzo di costume
al diario intimo, Wallace ascolta la voce profonda dell'America rivelandosi un geniale pittore dell'ipermoderno e della cultura pop.
Dfw è in grado di fare qualunque cosa, quando
ci si mette. Con la stessa facilità sa essere triste, spassoso, squinternato, strappalacrime, assurdo. Nonché tutto questo insieme.
I saggi di questo volume dimostrano come si possa essere seri senza essere sentenziosi,
divertenti senza essere goliardici, eruditi senza essere pretenziosi: sono saggi che si dispiegano,
e lo fanno in maniera accattivante, dal particolare al filosofico, da piccoli studi analitici a piú ampie ruminazioni intrise di Zeitgeist.
NYTimes Book Review
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