Copertina

Fred Vargas


Sotto i venti di Nettuno


2005
Stile libero Big
pp. 448
€ 14,80
ISBN 9788806172664

Traduzione di Yasmina Melaouah

Fred Vargas gioca le sue carte migliori in un romanzo di superba e classica architettura, che si snoda tra Parigi e il Québec coperto di neve. Per settimane ai primi posti delle classifiche in Francia, best-seller in Germania, questo libro ha consacrato la Vargas come la nuova regina del giallo.

Altre edizioni: Sotto i venti di Nettuno. 2008. Stile libero Noir

Il libro

Una giovane donna uccisa con tre ferite di arma da taglio, una catena di omicidi tutti uguali che affiora dal passato.
Sul cammino di Adamsberg, lo svagato commissario che ama zigzagare tra deduzioni che ai piú paiono del tutto incongrue, c'è il misterioso Tridente. Il commissario sa chi è l'assassino, ma anche il Tridente conosce Adamsberg. E torna, come il suo peggiore fantasma, per metterlo davanti all'unico nemico di cui avere paura: se stesso. Adamsberg stavolta è davvero nei guai.

All'origine del «caso Vargas» in Francia, dove i suoi romanzi raggiungono regolarmente il vertice delle classifiche, e in tutta Europa ci sono lo stile ironico e incisivo, la capacità di prendere per mano il lettore fino alla rivelazione finale, e l'accuratezza nei dettagli piú sorprendenti, che le viene dalla passione medievalista e dalla professione di zooarcheologa. Da qui il gusto per la detection, per le impronte, le tracce, le piccole cose senza importanza che permettono di dedurre, per una qualche «associazione di idee», la soluzione di un caso. E c'è naturalmente la simpatia con cui è ritratto il mondo del commissariato di polizia del tredicesimo arrondissement di Parigi, a cominciare da Jean-Baptiste Adamsberg e dal suo vice, il coltissimo e iperrazionalista Danglard (ma in questo romanzo brilla anche la stella del tenente Retancourt, capace di «indirizzare l'energia come vuole»...) Adamsberg invece è uno «spalatore di nuvole», preferisce aspettare le soluzioni invece di cercarle. Peccato che stavolta non possa proprio permetterselo. Dal passato torna a ossessionarlo la figura gigantesca del giudice Fulgence, un uomo crudele di assoluto potere, che a suo tempo, quando Adamsberg era molto giovane, cercò di incriminare per omicidio suo fratello, poi scomparso. E ci sono tutti quei cadaveri con i segni di tre ferite, opera sicuramente di un tridente...
In questo nuovo romanzo meglio che in altri il lettore potrà capire perché la Vargas parli del romanzo poliziesco e giallo come di «una forma di autocoscienza», e perché li definisca, all'ombra di Nettuno e del suo tridente, «il ramo mitologico della letteratura contemporanea».

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