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Dizionario dell'Occidente medievale. II

Temi e percorsi. Volume secondo. Letteratura/e - Violenza


2004
Grandi Opere
pp. XVIII - 727
€ 75,00
ISBN 9788806167844

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Letteratura/e di Michel Zink. Libertà e servitù di Pierre Bonnassie. Mare di Henri Bresc. Marginali di Hanna Zaremska. Maschile/femminile di Christiane Klapisch-Zuber. Medicina di Marie-Christine Pouchelle. Medioevo di Christian Amalvi. Memoria di Patrick Geary. Meraviglioso di Jacques Le Goff. Mercanti di Pierre Monnet. Miracolo di André Vauchez. Monaci e religiosi di Lester K. Little. Moneta di Thomas N. Bisson. Morte/i di Michael Lauwers. Natura di Tullio Gregory. Nobiltà di Léopold Génicot. Numeri di Guy Beaujouan. Ordine/i di Dominicque Iogna-Prat. Parentela di Anita Guerreau-Jalabert. Peccato di Carla Casagrande e Silvana Vecchio. Pellegrinaggio di Michel Sot. Predicazione di Marie-Anne Polo de Beaulieu. Quotidiano di Françoise Piponnier. Ragione di Alexander Murray. Re di Jacques Le Goff. Riti di Jean-Claude Schmitt. Roma di Mario Sanfilippo. Santità di Sofia Boesch Gajano. Scolastica di Franco Alessio. Scritto/orale di Jean Batany. Sessualità di Jacques Rossiaud. Signoria di Dominicque Barthélemy. Simbolo di Michel Pastoreau. Sogni di Jacques Le Goff. Stato di Jean-Philippe Genet. Storia di Bernard Guenée. Stregoneria di Jean-Claude Schmitt. Tempo di Jacques Le Goff. Terra di Robert Fossier. Università di Jacques Verger. Universo di Alistair Crombie e John North. Violenza di Claude Gauvard. Indice analitico.



Contributi di Mario Sanfilippo
Contributi di Jean Batany
A cura di Jacques Le Goff
Traduzione di Paola Donadoni

In ottantatre voci d'autore una magistrale introduzione alla realtà del mondo medievale e ai suoi echi immaginari.

Il libro

«Il Medioevo da noi proposto è [...] vicino e lontano insieme. È vicino perché, allo strato dei retaggi preistorici e antichi, ha aggiunto (e spesso sostituito) apporti che noi avvertiamo, che oggi viviamo come retaggi fondamentali, creazioni d'identità originali: paesaggi urbani e rurali, conflitti e compromessi tra ragione e fede, rapporti difficili tra lo Stato e la società, organizzazione scolastica e universitaria, sensibilità artistica e letteraria. Tante cose ci arrivano dal Medioevo: il libro (alla fine dell'Antichità il codex cominciò a sostituire i rotoli), i nostri abiti (la camicia e i calzoni che hanno fatto dimenticare l'antica toga), il calendario, il genere letterario del romanzo, gli atteggiamenti nei confronti dei poveri, le reazioni di fronte alle epidemie (dalla lebbra e dalla peste all'Aids gli echi non mancano certo), ecc. Ma il Medioevo è anche lontano da noi. Ci è spesso estraneo, e questo charme esotico costituisce una parte importante del fascino che esercita. Per limitarci a qualche esempio, a caso, il miracolo e il diavolo non sono più onnipresenti, la morte improvvisa non è più considerata la peggiore possibile e, a dispetto dell'arte astratta (che sotto parecchi aspetti ci avvicina a una certa estetica medievale), il nostro occhio si è abituato fin dal Rinascimento a concepire la pittura e a osservare la realtà esterna secondo le regole della prospettiva. Come non sottolineare l'abisso che separa le condizioni materiali della nostra esistenza da quelle del Medioevo (e anche dei secoli che lo seguirono), sia che si tratti dell'habitat, dei mezzi di trasporto e di comunicazione, del lavoro o degli svaghi? E sebbene i credenti restino persuasi dell'esistenza di un aldilà, sebbene nuove forme di millenarismo - spesso più grossolane delle speculazioni apocalittiche dei chierici medievali - seducano un certo numero dei nostri contemporanei, abbiamo perduto l'abitudine di pensare in previsione dell'eternità».

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