Copertina

Philip Roth


Pastorale americana


2001
ET Scrittori
pp. 425
€ 9,50
ISBN 9788806158347

Traduzione di Vincenzo Mantovani

«Il libro piú bello degli ultimi dieci anni della letteratura americana».

Alessandro Baricco



«Il libro piú articolato, dolente, complesso e affascinante che Roth abbia scritto da molti anni a questa parte; anzi, forse è addirittura il suo capolavoro».

Masolino d'Amico

«Pastorale americana è un romanzo di quattrocento pagine che finisce con un punto interrogativo. Questo è ciò che lo rende grande».

«The New Yorker»

Altre edizioni: Pastorale americana. 2005. Super ET

Il libro

Seymour Levov è alto, biondo e atletico: malgrado sia di origine ebraica, al liceo lo chiamano «lo Svedese». Iniziano i favolosi anni Cinquanta e lui sposa Miss New Jersey, avviandosi a una vita di lavoro nella fabbrica di guanti del padre. Nella sua splendida villa cresce Merry, l'unica figlia cagionevole e balbuziente che è la luce dei suoi occhi. Finché arriva il giorno in cui le contraddizioni esplose nel Paese raggiungono anche la soglia del suo rifugio, devastandolo. La guerra del Vietnam è al culmine, Merry sta terminando la scuola e ha l'obiettivo di «portare la guerra in casa». Letteralmente.
Ma Pastorale americana non si esaurisce nell'allegoria politica; è un libro sulla vecchiaia, sulla memoria e sull'intollerabilità di certi ricordi. A narrare l'accanirsi del destino sullo Svedese è un suo compagno di liceo, Nathan Zuckerman, protagonista di molti romanzi di Roth e alter-ego dello scrittore. Sente la necessità di raccontare la storia della solitudine di un padre, i dettagli della sua caduta, i dettagli della «pastorale americana per eccellenza»: il giorno del Ringraziamento del '73 che diventa per i Levov un grottesco giorno del Giudizio che sconvolge l'utopia dei giusti e fa trionfare la rabbia cieca e innata dell'America.

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